Vendere metà casa al coniuge: quando conviene farlo

Autore:
Raffaele Di Ciano
  • Laurea in Belle Arti
Tempo di lettura: 5 minuti

Si può vendere metà casa al coniuge? Quali sono i casi in cui conviene farlo? Quella delle compravendite immobiliari tra moglie e marito è una materia spinosa, poichè nonostante funzioni esattamente come una normale compravendita, nasconde numerosi rischi di carattere legale. Ecco tutto quello che c’è da sapere a riguardo.

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Vendere metà casa al coniuge: quando conviene farlo
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Quando due persone si sposano, possono scegliere se optare per il regime di comunione dei beni oppure per la separazione. Nel primo caso, tutti i beni di proprietà dei singoli diventano comuni, mentre nel secondo caso ognuno mantiene la titolarità unica del proprio patrimonio.

Può capitare però, che ad un certo punto sorga la necessità di vendere metà della casa cointestata, all’altro coniuge. Si tratta di una casistica ristretta e rara, che però è prevista dalla legge e perfettamente lecita.

Bisogna sapere però, prima di imbarcarsi in questo tipo di operazione, che è una compravendita che nasconde numerosi rischi di natura legale.

Si può incorrere, infatti, nell’accusa di vendita simulata del bene, nel caso in cui il venditore, anche dopo l’atto, continui a vivere e a gestire l’immobile come se la compravendita non fosse mai avvenuta. L’atto è contestabile da terzi i quali siano stati danneggiati dall’operazione. Quali sono però i casi in cui conviene intraprendere la strada della compravendita tra coniugi?

Vendere metà casa al coniuge: come funziona

Vendere metà casa al coniuge: quando conviene farlo
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Prima di capire quali sono i motivi che possono spingere a voler vendere il 50% della proprietà di un immobile al proprio coniuge, vediamo insieme come funziona questa operazione. Si tratta, come anticipato, di una normale compravendita, e come tale segue tutte le regole che devono seguire i passaggi di proprietà classici.

C’è bisogno dell’intervento di un notaio per portare a termine l’operazione, deve esserci l’accordo tra le parti, e si pagano anche le stesse tasse di una compravendita standard.

Bisogna fare attenzione però ai bonus prima casa, in quanto se si effettua questa operazione entro i 5 anni dal rogito, e a monte si è usufruito dei bonus statali, si dovrà pagare una sanzione del 30% del valore dell’operazione all’Agenzia delle Entrate, e il bonus si perde completamente.

Inoltre, come accennato prima, si rischia di incorrere nella contestazione della compravendita e di essere accusati di vendita simulata del bene, se questa danneggia in qualche modo dei soggetti terzi.

I motivi dietro l’operazione

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Quali sono, però, i motivi che portano alla decisione di vendere metà casa al coniuge? Possono essere i più disparati:

  • per intestare al partner i propri beni, per non farli pignorare ed essere oggetto di rivalsa da parte dei creditori (la donazione non tutela questo aspetto, per cui si opta per la vendita);
  • per spartirsi i beni in regime di comunione, durante una separazione tra i coniugi;
  • per ridurre o limitare l’assegno di mantenimento da parte di uno dei due verso l’altro, nell’ambito più ampio di una separazione e di un divorzio.

Si tratta, quindi, di motivazioni che hanno comunque un carattere particolare. Per questo, quando si sceglie di intraprendere questa strada, è sempre bene farsi assistere da un professionista. Quando si compra una casa in regime di comunione dei beni non si pensa certo al peggio, ma è bene conoscere tutti gli aspetti che questo regime di proprietà comporta. Allo stesso modo, è utile sapere come funzionano le cose in caso di separazione dei coniugi per quanto riguarda l’Imu, le tasse e le spese in generale.

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