Separazione dei coniugi: chi paga l’Imu sulla casa ad uso familiare?

A seguito di separazione tra i coniugi, a chi viene attribuito l’obbligo di procedere al pagamento dell’Imu? La soggettività passiva deriva dall’assegnazione dell’abitazione coniugale o dall’affidamento.

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In caso di crisi matrimoniali con intervenuti accordi di separazione tra i coniugi, ci si chiede, a chi spetti l’onere del pagamento dell’Imu, l’imposta comunale sugli immobili.

Per rispondere a tale domanda, occorre far riferimento all’art.4., comma 12-quinquies D.L. 16/2012 che stabiliva come il coniuge assegnatario della casa adibita a stabile coniugale, dovesse essere qualificato quale soggetto passivo di pagamento dell’Imu.

Tale obbligo si reggeva sul diritto di abitazione ascrivibile in capo al coniuge titolare del diritto di abitazione sull’immobile per effetto del quale potesse usufruire, in via esclusiva, dello stesso, liberando dal pagamento dell’Imu il coniuge non assegnatario.


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Legge di bilancio 2020: le novità sul pagamento dell’Imu

Con la legge di bilancio del 2020, n.160/2019, l’Imu è stato stato formalizzato diversamente.
Facendo riferimento ai comma 743 e 744 relativi al soggetto passivo ed all’assimilazione dell’abitazione principale,  non si fa più riferimento all’onere di pagamento in capo al coniuge assegnatario dell’abitazione ma al genitore affidatario dei figli.

Sulla scorta di tale innovazione legislativa, in merito al pagamento dell’Imu, tra coniugi separati, l’onere deve essere attribuito in forza, esclusivamente, dei rapporti, ove presenti, dei figli affidati ad uno dei genitori e non più in relazione all’assegnazione dell’abitazione coniugale.

Soggetto passivo pagamento Imu: quale criterio si adotta?

La domanda, dunque, si sofferma sulla soggettività passiva in relazione o all’affidamento della casa coniugale oppure al rapporto con i figli affidati ad uno dei coniugi usufruttuario dell’abitazione adibita a residenza familiare.

La Legge di bilancio del 2019, invero, aveva stabilito che il soggetto passivo obbligato al pagamento dell’Imu fosse rappresentato dal genitore affidatario dei figli a seguito di provvedimento del giudice.

Tale posizione è stata rivalutata per effetto dell’interpretazione delle norme contenute nel corpus della legge di bilancio del 2020 ovvero dalla circolare 1 /DF del 18.03.2020.


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Sul punto, il Ministero dell’Economia e delle Finanze precisa che, qualora tra i coniugi intervenga con provvedimento del giudice, la separazione senza figli o con figli maggiorenni autosufficienti, la casa coniugale non possa essere assegnata ad uno dei due coniugi a titolo di contributo al mantenimento sostitutivo del relativo assegno, poiché l’abitazione familiare non svolge funzione assistenziale (Corte di Cassazione, sentenza n.6979 del 2007).

Secondo tale interpretazione, con la legge di Bilancio del 2020 nulla è cambiato, poiché si tende a chiarire che, nell’ambito dell’assegnazione della casa familiare, sono comprese le ipotesi di provvedimenti giudiziali concernenti l’assegnazione dell’abitazione dell’immobile in cui si svolge la vita familiare in assenza di un rapporto coniugale.


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L’Imu, pertanto, non può essere versato sulla casa familiare assegnata con provvedimento del giudice al coniuge quale abitazione principale.

Il Comune, in tal senso, non ha alcuna facoltà di intervenire sulla qualifica di “casa familiare” attribuita all’immobile dal giudice con apposito provvedimento.

Abitazione principale: quando c’è esenzione Imu

In merito all’abitazione principale, l’esenzione dell’Imu sulla stessa è riconosciuta e legittimata qualora si tratti di abitazione destinata ad uso familiare e residenza del nucleo familiare, in cui vive abitualmente.

C’è pertanto bisogno di:

  • requisito anagrafico
  • fissazione della residenza
  • dimora effettiva.

Se i coniugi vivono in altre abitazioni di cui sono proprietari, il pagamento dell’immobile sulla casa familiare va comunque corrisposto.

Separazione fra coniugi: chi paga Imu?

Divorzio

 

L’abitazione principale è quella in cui il contribuente, i suoi familiari, titolari di un diritto reale sulla stessa, vivono abitualmente.

Pertanto, la riduzione o esenzione dell’Imu sull’abitazione principale decade allorquando l’immobile sia destinato ad uso residenziale per uno solo dei componenti del nucleo familiare e non anche per tutti gli altri.

L’Imu, per i coniugi separati, spetta in capo al coniuge a cui viene assegnata l’abitazione destinata ad uso familiare.

L’ex coniuge, assegnatario dell’abitazione destinata ad uso familiare, sarà esente dall’Imu se nell’abitazione continui ad avere la sua residenza abituale.

Qualora, a seguito di assegnazione dell’abitazione quale immobile in cui si svolge la vita familiare, il coniuge assegnatario manterrà la residenza in luogo differente da quello in cui è ubicata l’ex casa coniugale, avrà l’onere di corrispondere l’Imu.

Il coniuge non assegnatario dell’abitazione ad uso familiare non è tenuto a pagare l‘imu sull’abitazione assegnata all’ex coniuge pur risultandone essere proprietario e titolare di un diritto reale.

L’Imu, in tal caso, non può essere caricata in capo al coniuge non assegnatario dell’immobile destinato, con provvedimento del giudice, ad uso familiare a favore dell’ex coniuge.

L’esenzione dell’Imu in favore del coniuge titolare dell’immobile ma non assegnatario dell’abitazione d’uso familiare, dovrà essere associata alla possibilità che il medesimo immobile, non venga inserita dal titolare nella dichiarazione dei redditi trattandosi a tutti gli effetti di nuda proprietà.

Avv. Ennio Carabelli
  • Laurea in Giurisprudenza
  • Abilitazione Forense presso la Corte d'Appello di Salerno
  • Giornalista Pubblicista
  • Autore specializzato in controversie legali, normative, condominio, casa, successioni, contratto, mutui.
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