Unire due appartamenti: come funziona il Bonus Ristrutturazione


Bonus ristrutturazione per fusione di due appartamenti. Aliquota 50%, importo massimo detraibile. Modalità di pagamento. Beneficiari. Permessi da richiedere.

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Fondere due appartamenti per creare un’unica unità abitativa è un’esigenza che può accadere nel corso della vita di tanti cittadini.

L’occasione di acquistare un appartamento, confinante o sovrastante con l’attuale proprietà oppure unire due locali in seguito ad un’eredità, rimane un’opportunità da cogliere al volo, in previsione di un allargamento dei componenti o della famiglia o dell’avvio di un’attività lavorativa fra le mura domestiche.

Anche per l’anno solare 2020, il Governo Italiano ha esteso il Bonus Ristrutturazione che consente al contribuente di godere dei benefici fiscali relativi ad opere ed interventi sull’abitazione.

Vediamo nel caso specifico della fusione di due unità immobiliari, come funziona la detrazione fiscale, approfittando per di più di un ulteriore sconto.


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Fusione appartamenti: quali spese detraibili

Architects working with blueprints in the office.

Unire due appartamenti, oltre ad ampliare lo spazio disponibile con l’abbattimento di un muro divisorio o la sistemazione di una porta, prevede di effettuare alcune opere per rendere più confortevole la vivibilità.

Ecco che è importante sempre indicare e specificare quali costi sostenuti danno diritto a godere del Bonus Ristrutturazione.

Il contribuente può detrarre:

  • acquisto dei materiali,
  • esecuzione dei lavori;
  • altre prestazioni professionali richieste dal tipo d’intervento come perizie e sopralluoghi,
  • relazione di conformità degli stessi alle leggi vigenti;
  • imposta sul valore aggiunto, imposta di bollo e diritti pagati per le concessioni, le autorizzazioni, le denunce di inizio lavori;
  • oneri di urbanizzazione.

Detrazione per ristrutturazione: importo

La norma in vigore dal 1° gennaio 2020 al 31 dicembre 2020 ammette di beneficiare delle spese sostenute per la ristrutturazione con una detrazione  fiscale del 50% e fino ad un massimo di € 96.000 di spesa.

Nel caso specifico dell’unione di due appartamenti, il calcolo della detrazione raddoppia, per dirlo in maniera semplicistica.

Secondo la circolare n.121 del 1998 del Ministero delle Finanze, a far fede è il numero iniziale di unità immobiliari. In questo caso dunque, il tetto di spesa viene raddoppiato e la detrazione di spesa viene così calcolata di di un massimo di €192.000 (€96.000 x 2).

La detrazione viene effettuata in 10 rate annuali di pari importo. Per chiarire meglio le idee, possiamo fare il seguente esempio. Se avete speso complessivamente €20000 per unire e ristrutturare gli appartamenti, avrete ogni anno in detrazione €2000 per 10 anni (€10000 è pari al 50% del totale speso, ovvero €20000).

La detrazione consiste in un rimborso, al momento della dichiarazione dei redditi, di quanto avete versato allo Stato per l’IRPEF.

Detrazione per ristrutturazione: periodo

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Senza voler mettere fretta al contribuente italiano, il periodo in cui è in vigore l’aliquota 50% è nell’anno solare 2020, ovvero dal 1° gennaio al 31 dicembre. 

Detrazione per ristrutturazione: come pagare

Le spese devono sempre essere pagate mediante un bonifico cosiddetto parlante, postale o bancario, sul quale risultano:

  • causale del versamento, con riferimento alla norma (articolo 16-bis del Dpr 917/1986)
  • codice fiscale del beneficiario della detrazione
  • codice fiscale o numero di partita Iva del beneficiario del pagamento
  • numero e data delle fatture

Ristrutturazione per fusione 2020: permessi

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Nell’esaminare il caso specifico della fusione di due unità abitative e di come approfittare delle agevolazioni finanziarie, non bisogna scordarsi delle pratiche burocratiche da svolgere, obbligatorie per aver diritto al Bonus.

Nel caso dell’unione di due appartamenti, è necessario chiedere all’Ufficio Tecnico del Comune il Permesso di Costruire.

Siccome la situazione burocratica si differenzia in base alle norme comunali, può essere sufficiente la richiesta di un CILA oppure di una SCIA.

La differenza è sostanziale: nel primo caso si può dare avvio ai lavori dopo l’autorizzazione. Negli altri due, invece, non occorre attendere il benestare dell’ente.

Importante considerare che, se i lavori riguardano appartamenti situati all’interno di un condominio, è bene informare l’amministratore di condominio. Se infatti le opere apportano modifiche alla facciata oppure ad altra parte visibile dalla strada, è richiesto il consenso dell’assemblea condominiale.

Davide Bernasconi
  • Redattore specializzato in Design
  • Scrittore e Blogger
  • Esperto di Arredo e design
  • Fonte Google News

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