Bonus Ristrutturazione 2020: quali agevolazioni, modalità, pagamenti


Detrazione per ristrutturazione. Quali lavori sono inclusi nell’elenco dell’Agenzia delle Entrate. Le tipologie di spesa. Importo massimo. Come effettuare i pagamenti. FAQ

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Agevolazione che ha riscosso notevole successo fin dalla sua introduzione, il Bonus ristrutturazione consente al contribuente italiano di rinnovare gli ambienti di casa senza incidere troppo sul bilancio famigliare: anche per il 2020, il Governo Italiano ha comunicato che estenderà la detrazione.

Sebbene occorrerà attendere la conferma ufficiale con la Legge di Bilancio che verrà approvata dal Parlamento nel mese di dicembre, si può già comunque pensare a progettare la ristrutturazione dell’appartamento, intera o parziale, per il prossimo anno solare.

Interessante novità messa in campo soltanto per il 2020, sarà il Bonus facciate che prevederà, salvo sorprese finali, la detrazione fiscale pari al 90% delle spese sostenute. Al momento però non è stato ancora reso noto ed ufficializzato come funzionerà questa importante agevolazione.

Nel ricordare al lettore che sono diverse le opportunità, come ad esempio creare un secondo bagnoallargare la cameretta dei figli oppure rifare il terrazzo, è importante conoscere che le spese sostenute possono essere detratte al momento della dichiarazione dei redditi.

Ecco quali sono le agevolazioni fiscali e come procedere.


Detrazione per ristrutturazione: elenco lavori ammessi

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Anche per il 2020 il Governo ha confermato le tipologie di lavori che danno diritto all’agevolazione fiscale in materia edilizia.

Più precisamente:

  • lavori di manutenzione ordinaria, straordinaria, restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia effettuati su parti comuni di edifici residenziali, cioè su condomini (interventi indicati alle lettere a), b), c) e d) dell’articolo 3 del Dpr 380/2001);
  • interventi di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia effettuati su singole unità immobiliari residenziali di qualsiasi categoria catastale, anche rurali e pertinenze (interventi elencati alle lettere b), c) e d) dell’articolo 3 del Dpr 380/2001).

Sono molteplici i lavori che rientrano in queste due categorie; per semplificare possiamo indicare:

  • abbattimento delle barriere architettoniche
  • rifacimento del tetto
  • installazione di un impianto di sicurezza con porte blindate e videocamere
  • abbattimento dei muri interni per la diversa disposizione interna delle stanze.

Possiamo fare un elenco specifico dei principali lavori.

  • Accorpamenti di locali

  • Allarme finestre esterne

  • Rifacimento pavimenti

  • Rifacimento balconi

  • Impianto elettrico

  • Impianto di condizionamento

  • Impianto antincendio

  • Ristrutturazione bagno

  • Rinnovamento infissi

  • Piscina

  • Porte blindate

  • Scale

  • Schermature solari

  • Sottotetto

Detrazione per ristrutturazione: spese incluse

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E’ importante fare chiarezza su quali costi sostenuti possano essere inclusi al fine di sfruttare l’agevolazione fiscale.

Il contribuente può detrarre, oltre alle opere murarie, anche:

  • acquisto dei materiali,
  • esecuzione dei lavori;
  • altre prestazioni professionali richieste dal tipo d’intervento come perizie e sopralluoghi,
  • relazione di conformità degli stessi alle leggi vigenti;
  • imposta sul valore aggiunto, imposta di bollo e diritti pagati per le concessioni, le autorizzazioni, le denunce di inizio lavori;
  • oneri di urbanizzazione.

Detrazione per ristrutturazione: importo

La norma in vigore dal 1° gennaio 2020 al 31 dicembre 2020 ammette di beneficiare delle spese sostenute per la ristrutturazione con una detrazione  fiscale del 50% e fino ad un massimo di € 96.000 di spesa.

Detrazione per ristrutturazione: come funziona

Il bonus ristrutturazione prevede la restituzione, sotto forma di detrazione fiscale al momento della dichiarazione dei redditi, del 50% della somma spesa, in rate uguali, per 10 anni consecutivi.

Chiariamo con un esempio. Se avete speso complessivamente €20000 per i i lavori, avete diritto alla detrazione del 50% (10000 euro) in rate uguali per 10 anni, cioè 10000/10=1000 euro.

In sostanza, ogni anno, al momento della dichiarazione dei redditi, potrete detrarre €1000 dalle tasse da pagare (o già pagate), come sicuramente vi capiterà per le detrazioni fiscali per le spese mediche effettuate.

Detrazione per ristrutturazione: come pagare

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Le spese devono sempre essere pagate mediante un bonifico cosiddetto parlante, postale o bancario, sul quale risultano:

  • causale del versamento, con riferimento alla norma (articolo 16-bis del Dpr 917/1986)
  • codice fiscale del beneficiario della detrazione
  • codice fiscale o numero di partita Iva del beneficiario del pagamento
  • data, numero ed importo di ciascuna fattura relativa ai lavori effettuati

Detrazione per ristrutturazione: FAQ

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La detrazione consente dunque al contribuente italiano di pagare meno imposte, a patto che abbia effettuato i pagamenti nella maniera consentita ed abbia ricevuto regolare fattura. Vi sono però degli elementi da chiarire, che potrebbero determinare il mancato beneficio oppure situazioni che, se gestite nella maniera adeguata, farebbero scattare il bonus fiscale.

Ecco quali sono le cose da conoscere in maniera accurata.

A chi spetta la detrazione per ristrutturazione

La detrazione fiscale del 50% dell’importo speso spetta spetta:

  • al proprietario dell’abitazione oppure al titolare di diritto reale di godimento;
  • al detentore dell’immobile;
  • al familiare convivente con questi soggetti.

Quali permessi occorre avere per la ristrutturazione

La possibilità di detrazione in dichiarazione dei redditi rimane subordinata all’avvio regolare delle opere, in base alla tipologia del lavoro effettuato. In questo caso, sarà il consulente da voi scelto, ingegnere, geometra od architetto, che saprà indicarvi il tipo di concessione da chiedere presso il Comune.

Nel caso in cui si tratti di lavori in regime di edilizia libera, sarà sufficiente fare redigere una dichiarazione sostitutiva di atto notorio.

Detrazioni con famigliari conviventi

Le detrazione spetta al famigliare convivente del proprietario dell’immobile soggetto a ristrutturazione se provvede al pagamento delle fatture. Il fatto che le autorizzazioni comunali siano intestate al proprietario di casa, come da normativa, non comporta alcune restrizione.

Sarà fondamentale invece che il famigliare risulti già regolarmente convivente presso l’anagrafe del Comune prima che abbiano inizio i lavori.

Se, invece, al momento di avviare i lavori, il familiare che vuole provvedere al sostenimento delle spese, non è convivente, dovrà essere in possesso di un titolo idoneo, ad esempio il contratto di comodato.

Somma dell’importo tra moglie e marito

Qualora il proprietario dell’immobile (moglie o marito è indifferente) abbia raggiunto il tetto massimo dell’importo pari a €96000, il/la consorte non avrà diritto a beneficiare del bonus per la somma eccedente, pur pagando con il proprio conto corrente.

Il Bonus ristrutturazione è infatti accordato all’immobile e non alla persona; dunque non è ammessa in alcun caso la possibilità di estendere la detrazione ad altri famigliari conviventi.

Ripartizione detrazione tra marito e moglie

Nel caso in cui le fatture siano cointestate a moglie e marito, con pagamento effettuato da un conto corrente cointestato, la detrazione può essere imputata al 50% a ciascun coniuge oppure ad un solo coniuge.
La ripartizione delle spese è assolutamente libera e lasciata alla discrezione dei coniugi, secondo la convenienza fiscale.

Quello che è fondamentale è la cointestazione delle fatture, in modo da poter decidere con calma al momento della dichiarazione dei redditi la soluzione più adatta.

Rimane inoltre sempre decisivo l’elemento della residenza del coniuge o dei coniugi nell’abitazione sottoposta alle opere di rinnovamento.

Bonus sono cumulabili ?

Un quesito che spesso complica i calcoli di chi sta affrontando la ristrutturazione ed ha bisogno di comprendere quale agevolazione fiscale sia più conveniente, è capire se i differenti Bonus casa in vigore siano o meno cumulabili.

Poniamo l’esempio di un intervento come la sostituzione degli infissi, opera di ristrutturazione che al contempo migliora l’efficienza energetica. In questo caso sarà il contribuente a dover decidere quale bonus sia più conveniente (Ecobonus 65% oppure Bonus Ristrutturazione 50%).

Tuttavia dovrà anche considerare che il limite di spesa per l’Ecobonus 65% è fino a €60.000 mentre per le ristrutturazioni è pari al 50% ma fino a €96.000.

Se invece gli interventi sul fabbricato od immobile sono più estesi, potrà optare nel suddividere le differenti voci di spesa fra i diversi bonus, in maniera tale da godere ampiamente delle detrazioni fiscali in vigore.

Davide Bernasconi
  • Redattore specializzato in Design
  • Scrittore e Blogger
  • Esperto di Arredo e design

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