Sfratti e sgomberi, svolta in arrivo: cosa cambia dopo l’annuncio di Confedilizia
Durante la Conferenza di Confedilizia a Napoli è stata annunciata una nuova proposta su sfratti e sgomberi, che andrebbe ad aumentare le tutele per i proprietari e che, di fatto, renderebbe più incisivo il Decreto Sicurezza: ecco di cosa si tratta, e quali cose potrebbero cambiare in materia.
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Nei giorni scorsi si è tenuta a Napoli la Conferenza di Confedilizia, in cui si è parlato ampiamente delle tematiche inerenti la casa. In particolare, ha avuto molto risalto l’annuncio di Matteo Salvini, inerente gli sfratti e gli sgomberi. Si tratta di un disegno di legge che dovrebbe arrivare in Consiglio dei Ministri nelle prossime settimane, e che di fatto andrebbe ad aumentare le tutele per i proprietari, riducendo i cuscinetti per gli inquilini e gli occupanti.
All’atto pratico, rappresenterebbe un indurimento normativo che aumenterebbe l’incisività del Decreto Sicurezza: ecco cosa prevede la proposta, e quali sarebbero le conseguenze sia per i proprietari che per gli inquilini, ma anche per il mercato immobiliare delle locazioni in generale.
La proposta, infatti, andrebbe ad incidere notevolmente anche sulla crisi abitativa, ma non tutti la vedono come una cosa positiva.
Nuova proposta su sfratti e sgomberi

La Lega intende indurire la linea normativa inerente gli sfratti e gli sgomberi, e intende farlo con un decreto che nelle prossime settimane dovrebbe arrivare in Consiglio dei Ministri. Ad annunciarlo è Matteo Salvini, che durante la Conferenza di Confedilizia a Napoli annuncia una misura a tutela non solo della prima casa occupata abusivamente, ma anche di tutte le altre.
In poche parole, quindi, si andrebbe ad allargare il raggio d’azione della norma varata lo scorso giugno, ma non solo. Il Governo, infatti, sta valutando anche la riforma delle procedure di sfratto. A questo proposito, a farsi portavoce delle modifiche al vaglio è Tommaso Foti, Ministro per gli Affari Europei.
Nel disegno di legge, attualmente in fase di verifica tecnica, si prevedono tempi molto più brevi per gli sfratti, che si riducono a soli 10 giorni ed eliminano la notifica di preavviso di rilascio. In buona sostanza, quindi, l’inquilino verrebbe edotto dello sfratto solo con l’atto di precetto e, una volta passato il termine di rilascio dell’immobile, si potrebbe procedere immediatamente allo sfratto. Il tutto, quindi, si concluderebbe entro 30 giorni, e ci sarebbe un’unica occasione di rinvio (per un massimo di 60 giorni), attuabile solamente in casi particolarmente delicati come:
- anziani ultrasettantenni,
- disabili,
- persone affette da gravi patologie.
Pareri discordanti

L’accoglimento di questa proposta è stato diversificato. Da un lato, Confedilizia si è detta favorevole:
Due temi importantissimi che consentirebbero, se uniti al Piano Casa, un’operazione a tutto tondo e a largo raggio per migliorare l’accesso all’abitazione. Se si dà più fiducia al proprietario, si danno risposte anche agli inquilini.
Dall’altro, la Sunia (il sindacato degli inquilini), contesta l’impostazione della riforma e sottolinea l’assenza di politiche sociali adeguate:
La morosità è nella stragrande maggioranza dei casi incolpevole, eppure da 4 anni non viene rifinanziato il fondo di sostegno all’affitto. Sarebbero necessari 900 milioni.
Quello che è certo, è che la crisi abitativa italiana è una realtà che necessita di una risoluzione nel minor tempo possibile. Le modifiche alla normativa attuale dovrebbero garantire da un lato la giusta tutela ai proprietari immobiliari, e dall’altra il rispetto delle responsabilità sociali nei confronti degli inquilini in difficoltà.
Attualmente sono circa un milione e mezzo le famiglie che soffrono un disagio abitativo, e il 78% di queste vive in affitto. Maggiori tutele per i proprietari si possono tradurre in più case di nuova immissione nel mercato delle locazioni e, a cascata, un allentamento della pressione e persino un abbassamento dei prezzi.