Fondo Morosità Incolpevole: come funziona e chi tutela
Il Fondo Morosità Incolpevole è uno strumento a tutela di chi non riesce a sostenere le spese dell’affitto a causa di motivi non dipendenti dalla sua volontà, imprevisti e gravi. Si tratta, di fatto, di un salvagente dallo sfratto, cui si può accedere solamente in determinati casi, e che in particolar modo in caso di figli minori a carico, può risolvere i problemi con il proprietario di casa.
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Il mercato degli affitti attuale è una vera giungla. Da un lato gli inquilini non riescono a trovare alloggi a prezzi ragionevoli, dall’altro i proprietari diventano di giorno in giorno più intransigenti. Il timore, ovviamente, è quello di incappare nella morosità dell’inquilino.
In questo stato di cose, c’è sia chi sceglie di non affittare la propria casa (andando ad accrescere la necessità di immobili sul mercato), che chi decide di farlo, ma a condizioni spesso irragionevoli ed esagerate. Per quanto ci si possa tutelare però, il rischio di morosità è sempre dietro l’angolo, e non rappresenta un problema solamente per il proprietario.
Se questi, infatti, rischia di non ricevere i soldi dell’affitto mensile, l’inquilino moroso rischia molto di più a livello legale. Per far fronte a questa evenienza, e per supportare le famiglie in difficoltà economica che faticano a far fronte ai costi sempre più alti dei canoni di affitto, la Legge di Bilancio 2025 ha rifinanziato il Fondo Morosità Incolpevole, un vero e proprio salvagente dallo sfratto forzato.
Fondo Morosità Incolpevole

Il Fondo Morosità Incolpevole è un supporto concreto a cui possono accedere le famiglie in maggiori difficoltà economiche, nel momento in cui non riescono ad essere regolari nei pagamenti del canone di affitto con il proprietario dell’immobile in cui abitano.
Si tratta, però, anche di uno strumento a tutela dei proprietari stessi, che grazie ad esso hanno maggiori garanzie di regolarità nei pagamenti da parte dell’inquilino, anche se questo ha evidenti difficoltà economiche. Il funzionamento di questo strumento è molto semplice.
Il contributo è destinato unicamente agli inquilini che diventano morosi non per loro colpa, ma a causa di sopravvenute impossibilità a provvedere al pagamento del canone di locazione non dipendenti da loro. Rientrano nelle casistiche di accesso al contributo:
- gli inquilini che perdono il lavoro improvvisamente;
- gli inquilini che subiscono una riduzione drastica della capacità reddituale;
- gli inquilini che a fronte di una malattia non hanno la disponibilità economica per pagare il canone di affitto.
Ogni Comune pubblica il proprio bando, in cui inserisce i requisiti di accesso al fondo, e spiega le procedure tramite cui richiedere il contributo.
Misura contro gli sfratti

Grazie al Fondo Morosità Incolpevole, quindi, tutti gli inquilini morosi che non riescono a pagare l’affitto per cause di forza maggiore, possono trovare un supporto concreto e risolvere i propri problemi. Anche i proprietari sono ampiamente tutelati da questa misura, in particolar modo se in casa si trovano dei minori. Sfrattare un inquilino moroso, infatti, è già difficile di suo, ma lo diventa ancor di più in caso di minori in casa.
Il recente Decreto Sicurezza, introdotto proprio quest’anno, permette alle forze dell’ordine di intervenire in tempi più brevi in caso di occupazione dell’immobile, ma quando si ha a che fare con uno sfratto, l’iter burocratico può diventare snervante e tremendamente lungo. Il Fondo spinge anche gli incerti ad affittare casa, proprio perché evita lo sfratto e garantisce maggiori tutele contro la morosità, che ad oggi rappresenta una delle motivazioni principali per cui i proprietari decidono di non affittare la propria casa e tenerla, piuttosto, vuota e inutilizzata.