Rinegoziare il mutuo: tutto quello che si può cambiare
Quando si parla di rinegoziare il mutuo, a grandi linee si sa a cosa ci si riferisce. Nel dettaglio però, è davvero chiaro tutto quello che si può modificare delle condizioni del finanziamento? Ecco una guida pratica per scoprirlo, con consigli e suggerimenti per valutare la convenienza della rinegoziazione.
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Mai come nel momento attuale si è parlato di rinegoziazione dei mutui. Dopo anni di mutui con tassi di interesse alle stelle, finalmente i tagli della Banca Centrale Europea stanno dando respiro ai titolari dei finanziamenti in Italia, e sono in molti a chiedersi se non sia il caso di sfruttare il momento per abbassare definitivamente la propria rata mensile. In pochi mesi infatti, la Bce ha ridotto i tassi di interesse di quasi 2 punti percentuali, passando dal 4,5% di otto mesi fa al 2,75% odierno.
Quale miglior momento, quindi, per tentare di abbassare la propria rata? In realtà, quando si rinegozia un mutuo, si può fare molto di più, ma sono in pochissimi a conoscere tutte le sfaccettature di questo importantissimo strumento finanziario. Inoltre, considerando le dichiarazioni della Bce rispetto ai prossimi mesi, non sono da escludere ulteriori tagli.
Rinegoziare il mutuo: qualche consiglio

Prima di prendere la decisione di rinegoziare il proprio mutuo, si deve pensare attentamente e valutare tutte le carte sul tavolo. In questo, chiedere il parere di un professionista può essere di grande aiuto per confrontare le offerte, valutare il Taeg, considerare la surroga oppure la rinegoziazione. Quello che molti confondono, sono proprio la surroga e la rinegoziazione. Con la prima si sposta il proprio mutuo presso un’altra banca, mentre con la seconda si modificano le condizioni del mutuo presso la stessa banca con cui si è stipulato.
In entrambi i casi, l’operazione è gratuita poichè non ci sono spese notarili da sostenere o costi aggiuntivi. Bisogna sapere però, che trattandosi di un accordo tra il cliente e la banca, quest’ultima può anche decidere di non concedere la rinegoziazione. In questo caso, la surroga è spesso il piano B più gettonato, davanti al quale la banca potrebbe anche fare dietrofront e concedere condizioni più favorevoli per non perdere un cliente. Cos’è però che si può chiedere alla banca di cambiare?
Cosa si può modificare

Le cose che si possono chiedere ad una banca in fase di rinegoziazione di un mutuo hanno tutte l’obiettivo comune di abbassare la rata mensile. Questo risultato si può ottenere in quattro modi diversi:
- riducendo lo spread;
- eliminando o riducendo i costi amministrativi;
- allungando il mutuo;
- passando da un tasso fisso a uno variabile o viceversa.
Lo spread è la differenza tra il tasso finito e quello di riferimento (Euribor, Irs ed Euris), per cui riducendolo si riesce a pagare di meno e ad abbassare la rata mensile del proprio mutuo. Se alla banca si chiede di eliminare o ridurre i costi amministrativi si ottiene lo stesso risultato, però andando a tagliare le spese di incasso della rata oppure i costi di gestione annuale. Poi c’è l’opzione di allungamento del mutuo, che abbassa l’importo da pagare mensilmente ma aumenta il numero delle rate. Infine, il tipo di rinegoziazione più gettonato in assoluto è quello che permette di trasformare il tipo di tasso, da fisso a variabile o viceversa.
In periodi come quello attuale, la rinegoziazione è la soluzione migliore per sfruttare i nuovi tagli, mentre se si è in maggior difficoltà, si può ricorrere alla sospensione del mutuo, secondo le condizioni della propria banca. Si tratta di decisioni importanti, da prendere solo dopo un’attenta valutazione.