Bonus balconi 2022: detrazione per rifarlo nuovo

Bonus balconi 2022: l’opportunità di sistemarlo risparmiando. Tipologie di interventi ammessi. Come funziona il Bonus ristrutturazione. Il caso specifico del condominio. Modalità di pagamento. Documentazione. Normativa. Compatibile con Bonus facciate?

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Ristrutturare il balcone di casa può risultare necessario ed urgente in particolare quando le infiltrazioni d’acqua rovinano la parte sottostante, causando danni anche all’inquilino del piano sottostante.

Oppure può essere l’idea di sfruttare pienamente una zona della casa finora poco vissuta. In aiuto del contribuente esiste l’agevolazione finanziaria apposita ed inserita all’interno dell’ampia categoria del Bonus ristrutturazione 2022.

Conosciamo allora come funziona la detrazione balconi in maniera tale da non arrivare impreparati al momento della dichiarazione dei redditi, non avendo sfruttato importanti vantaggi fiscali.

Bonus ristrutturazione balconi 2022: quali interventi

Bonus balconi 2021: rifarlo sfruttando le detrazioni


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Le opere ammesse al Bonus ristrutturazioni:

  • realizzazione di un balcone
  • rifacimento del balcone avente caratteri diversi (materiali, finiture e colori) da quelli preesistenti e nuova costruzione
  • trasformazione da balcone a veranda.

Bonus ristrutturazione balconi 2022: condominio

La normativa della detrazione si modifica nel caso specifico del condominio. In questa situazione infatti, qualunque intervento sul balconesia ordinario che straordinario, fa scattare il diritto alla detrazione.

Sarà soltanto obbligatorio effettuare il pagamento dell’importo della quota di lavori spettante, come da bollettino fatto pervenire dall’amministratore di condominio.

Al momento della dichiarazione dei redditi, sarà dunque tale documentazione di pagamento a far fede per far scattare il diritto alla detrazione.

Bonus ristrutturazione balconi 2022: come funziona

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Il bonus per opere relative a balconi consente al cittadino italiano la detrazione 50% dell’importo complessivo sostenuto.

Tale somma è portata in detrazione al momento della dichiarazione dei redditi, divisa in 10 rate annuali di pari importo, a partire dall’anno successivo all’effettuazione dei lavori.

Dunque, per chi interviene con lavori di ristrutturazione nel 2021, comincerà a poter godere del bonus nella dichiarazione dei redditi del 2023.

Si ha diritto alla detrazione fino a capienza IRPEF. Questo significa, facendo un esempio, che se un contribuente ha capienza pari ad € 8.500, a fronte di una rata annuale di € 9.600 per lavori realizzati, ottiene un rimborso massimo pari a € 8.500.


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La quota eccedente viene persa e non può ottenere altra forma di rimborso o rinviata all’anno successivo.

Bonus ristrutturazione balconi 2022: modalità di pagamento

Il pagamento va effettuato mediante bonifico parlante postale o bancario, sul quale risultano essere indicati:

  • causale del versamento, con riferimento alla norma (articolo 16-bis del Dpr 917/1986)
  • codice fiscale del beneficiario della detrazione
  • codice fiscale o numero di partita Iva del beneficiario del pagamento
  • numero e data della fattura.

Per chi non conosce e non ha dimestichezza con le pratiche bancarie, non deve avere nulla da temere. Recandosi presso gli sportelli bancari od alla Posta (avendo un conto presso le poste appunto), chiedendo semplicemente di dover fare un bonifico parlante per aver diritto al Bonus, riceverà il modulo apposito e verrà aiutato nella compilazione direttamente dal funzionario allo sportello.


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Bonus ristrutturazione balconi 2022: documentazione

Effettuate le opere e relativi pagamenti, occorre aver cura della documentazione da presentare al professionista abilitato od al CAF in sede di dichiarazione dei redditi.

Più precisamente è obbligatorio conservare:

  • ricevuta del bonifico
  • documentazione di addebito sul conto corrente
  • fatture di acquisto dei beni e materiali, riportanti la natura, la qualità e la quantità dei beni e dei servizi acquisiti.

Bonus ristrutturazione balconi 2022: normativa

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Chiarito l’aspetto fiscale,  è importante conoscere le autorizzazioni da chiedere, necessarie per procedere all’intervento.

Quando si decide di trasformare il balcone in veranda, la modifica della volumetria richiede un titolo ad operare che, generalmente, consiste nel Permesso di costruire.

Prima di procedere a nuovi lavori, è consigliabile rivolgersi all’Ufficio tecnico del Comune in modo da compiere i passi adeguati, senza incorrere in sanzioni, o peggio ancora, perdere il diritto alla detrazione avendo effettuato lavori senza la necessaria documentazione.

Bonus facciate 2022 anche per i balconi?

Attenzione però, se state intervenendo in maniera più massiccia sull’abitazione, con lavori complessi e che prevedono il rifacimento di aspetti importanti dell’immobile.

Con l’introduzione del Bonus facciate, il Governo Italiano ha portato alla ribalta un problema che si sta rivelando deleterio anche e soprattutto per l’aspetto urbanistico ed architettonico delle nostre città.

La nuova agevolazione fiscale infatti, facilita e consente il rifacimento delle parti esterne delle abitazioni, andando a coprire il 90% delle spese sostenute.

La complessità della normativa aveva però in un primo tempo frenato gli interventi relativi ai balconi, essendo ancora poco chiara e certa la casistica. E’ quindi intervenuta l’Agenzia delle Entrare, in seguito ad un interpello da parte di un contribuente circa la possibilità di vedersi riconosciuto il beneficio fiscale. La risposta è stata:

il Bonus Facciate spetta anche per le spese sostenute per il rifacimento della copertura del piano di calpestio del balcone e per la sostituzione dei pannelli in vetro che costituiscono le pareti perimetrali del balcone, trattandosi di elementi costitutivi del balcone stesso.

Dunque, come chiarito sotto ogni punto di vista, rifare un balcone ha un significato anche estetico e non solo strutturale. Pertanto, per il contribuente italiano, un’occasione in più per programmare importanti interventi edilizi.