Ora solare 2026, cosa controllare in casa prima di spostare le lancette

Autore:
Di Geronimo Daniele
  • Laurea in Lettere moderne
Tempo di lettura: 5 minuti

Nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre le lancette tornano indietro. Dal cronotermostato alla proposta della Camera, ecco cosa sapere.

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Lancette orologio
Photo by David K – Pexels

Un’ora di sonno in più nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre, poi il buio che arriva già nel tardo pomeriggio. Con il ritorno dell’ora solare, alle 3 le lancette vanno riportate alle 2, e l’ora legale tornerà soltanto domenica 28 marzo 2027. Quest’anno il cambio arriva accompagnato da una novità politica: per la prima volta una commissione parlamentare ha messo nero su bianco che il doppio passaggio stagionale andrebbe superato. Prima, però, ci sono alcune piccole cose da sistemare in casa.

Ora solare 2026: cosa controllare in casa

Termostato casa
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Smartphone, computer e televisori si aggiornano da soli, ma molti apparecchi domestici no. Vanno controllati a mano forno, microonde, orologi da parete e sveglie tradizionali, insieme ai timer delle prese programmabili e agli eventuali impianti di irrigazione.

Il dispositivo più importante da verificare è il cronotermostato della caldaia o della pompa di calore: se non si aggiorna in automatico, accenderà il riscaldamento con un’ora di scarto rispetto alle abitudini della famiglia, con il rischio di trovare la casa fredda al risveglio o di scaldarla quando non c’è nessuno. Con il buio anticipato aumentano anche le ore di luce artificiale. Chi non l’ha ancora fatto può approfittarne per sostituire le vecchie lampadine con i LED, che secondo l’ENEA durano circa 15mila ore contro le 750 di una alogena.

Come aiutare il sonno nei giorni del cambio

Scelta lampadine casa
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Per l’organismo il passaggio all’ora solare è di solito meno faticoso di quello primaverile, ma qualche giorno di assestamento è normale. Aiuta mantenere orari regolari per andare a letto e svegliarsi, esporsi alla luce naturale del mattino e ridurre schermi e luci intense la sera. Anche la camera da letto fa la sua parte: un ambiente buio, silenzioso e non troppo caldo favorisce il riposo.

Addio al cambio d’ora? Cosa propone la Camera

Il 1° ottobre la Commissione Attività produttive della Camera ha approvato all’unanimità il documento conclusivo di un’indagine conoscitiva sull’ora legale, presentato poi il 15 ottobre. La conclusione è netta: il doppio cambio stagionale va superato. La Commissione, però, non sceglie tra ora legale e ora solare tutto l’anno e propone, come prima ipotesi, una sperimentazione dell’ora legale permanente per almeno un ciclo stagionale completo, con un monitoraggio dei suoi effetti.

Gli esperti ascoltati non sono tutti d’accordo. Le società di medicina del sonno, tra cui l’Associazione italiana di medicina del sonno, indicano per ragioni di salute l’ora solare permanente, mentre altri ritengono percorribile quella legale se seguita con attenzione. Con l’ora legale tutto l’anno, in pieno inverno il sole sorgerebbe dopo le 8 in molte città. A livello europeo la partita è ferma.

Le date del cambio sono fissate da una direttiva del 2000 e Bruxelles ha già pubblicato il calendario fino al 2031. Nel 2018, dopo una consultazione in cui l’84% dei 4,6 milioni di partecipanti si era detto favorevole all’abolizione, la Commissione Ue aveva proposto di eliminare il cambio, il Parlamento europeo aveva votato a favore nel 2019, ma il Consiglio non ha mai raggiunto un accordo.

Per questo ogni sperimentazione italiana richiederà anche un via libera europeo. Nell’attesa, le giornate corte sono il momento giusto per rivedere qualche abitudine domestica: dai consigli per risparmiare sul riscaldamento in inverno alla scelta dei sistemi di illuminazione per la propria casa.

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