Una sala da thè, un bar, una birreria: la piacevolezza di tre locali ben disegnati
Tre location per tre modi diversi di intendere la formula della convivialità. Differenti per tipologia, ma simili per concept ragionato, attenzione ai dettagli, connessione diretta con il territorio.

Il bar corrisponde a un concetto di luogo di aggregazione dai confini elastici: dal caffè al volo alle lunghe chiacchiere senza fine, passando per lo spuntino veloce o il ritrovo informale. Questa sua flessibilità d’uso si riflette anche nella versatilità del progetto, che può scegliere di enfatizzare un aspetto più di un altro o cercare di soddisfarli tutti. Qui presentiamo tre concept da nord a sud della nostra penisola, con un’incursione anche più giù, a Malta.
Un tè in perfetto japan style a Milano

Si chiama Kagurazaka Saryo Milano la nuova tea house situata in corso Como 12 a Milano. Porta per la prima volta in città e in Europa il brand Kagurazaka Saryo, da oltre trent’anni punto di riferimento a Tokyo.
A occuparsi del concept è stato Takeda Katsuya Design, studio di progettazione fondato dall’architetto Takeda Katsuya, che si è ispirato alle sale da the tradizionali, reinterpretandone gli ambienti in chiave contemporanea.
Il verde matcha caratterizza il bancone e le boiserie applicate alle pareti. È stato abbinato al legno chiaro di tavoli, sedute e di alcune pannellature. Grande attenzione anche per il soffitto: realizzato in legno, è inclinato per richiamare le coperture dei tetti giapponesi e riporta l’elemento architettonico del Koshi-Do, tipica griglia di legno, come decorazione. Inoltre, è progettato per simulare una luce naturale come quella che penetra dall’alto nei locali giapponesi, creando un’atmosfera serena e rilassante.

Il pavimento in grès riprende le tipiche pietre miliari Tobhi-Ishi utilizzate per creare sentieri meditativi nei giardini, una sorta di punti di riferimento per orientare il cammino. Similmente, nel locale, ogni elemento del pavimento è stato disposto per evocare la stessa sensazione di un percorso suggerito. Il tema del giardino è presente anche grazie alla disposizione di bonsai secchi rossi, pensati nella cultura giapponese come piante ornamentali che non hanno bisogno di cure. Il rosso vivo contrasta con i toni morbidi dell’ambiente, regalando un tocco contemporaneo.
In fondo al locale, proprio dietro al bonsai rosso, un oblò retroilluminato richiama la finestra rotonda del Chashitsu, la sala per la cerimonia di tè, che nella tradizione simboleggia la pace interiore e l’armonia e si affaccia sui giardini, incorniciando come in un quadro il passare del tempo e delle stagioni.
Qui si possono degustare ricette originali preparate con ingredienti tradizionali accompagnate da tè di pregio provenienti dalle varie prefetture del Paese. La guest star è il tè verde matcha, quasi la bevanda nazionale in Giappone.
Sentori mediterranei a Positano

Impregnato delle colorate atmosfere della costiera amalfitana: il restyling del Mediterranean bar&bistrot de Le Tre Sorelle, tra le più antiche e rinomate destinazioni di Positano, è stato curato dell’architetto e interior designer Valentina Autiero. Il suo studio nel corso degli anni ha realizzato progetti in ambiti diversi, dall’ospitalità alla ristorazione fino a residenze private e allestimenti. Da sempre interessata a sperimentare nuovi dialoghi tra materiali e forme, nel caso di Le Tre Sorelle la Autiero ha attinto grande ispirazione dalla vitalità del Mediterraneo.

Una location raccolta quanto vivace, il bar&bistrot è la destinazione perfetta per gustare cocktail e spuntini veloci, o più semplicemente un caffè, da consumare nello spazio essenziale collocato nel passaggio tra la sala e la cucina. L’angolo bar è una nicchia azzurro mare che ritaglia il suo perimetro in un ambiente dalle tinte forti aranciate e rosse. A connotare il piccolo spazio sono tre oblò ovali. I due laterali, più piccoli, fungono da espositori per le bottiglie, mentre quello centrale, più ampio e dominante, accoglie l’ambiente di lavoro. Il blu imperante è interrotto dalla nuance ramata delle pannellature metalliche applicate al fondo degli oblò più piccoli e che costituiscono il contenitore della frutta fresca proprio sotto il bancone.
Il fascino di un vecchio birrificio a Malta

Primo birrificio di Malta, il Farsons Brewery, è un edificio degli anni Cinquanta originariamente progettato dall’imprenditore e architetto Lewis Victor Farrugia. Oggi è diventato una destinazione culturale e di intrattenimento, che ospita anche un coworking al cui interno si trova il Kettles Café Bistro Bar, firmato dallo studio DAAA Haus.
In un ambiente dove l’atmosfera da archeologia industriale è molto presente, il caffè si sviluppa su due livelli e si pone come un punto di raccordo fra omaggio all’eredità del passato e la vivacità del presente.
Protagonisti dell’ambiente al piano terra sono la facciata bow-window e tre bollitori originali, di cui quello centrale è stato arricchito con fioriere per alleggerire l’atmosfera. Intorno agli altri due bollitori sono state disposte delle panche circolari che avvolgono e contengono lo spazio. Nel resto della sala, tavolini in legno scuro e sedie abbinate con lo schienale in canna intrecciata rendono accogliente l’ambiente.

Le pareti sono state realizzate in cemento, creando una connessione con il patrimonio industriale del locale, rintracciabile anche nei grovigli di tubi lasciati a vista sul soffitto. Al contrario, a causa di modifiche strutturali, non tutti i pavimenti originali sono stati mantenuti. Nell’area bar davanti all’ingresso, per esempio, è stato posato un pavimento a mosaico esagonale che ben si sposa con il rivestimento del bancone in marmo Calacatta e al soffitto in legno di noce italiano, che crea una piattaforma panoramica curva visibile anche dal piano superiore. A collegare i due livelli, un’inaspettata scala a chiocciola di colore giallo intenso.