La carta protagonista dell’arredo, leggera all’apparenza, solida e sostenibile nell’arredo
Il percorso dell’arredo in carta affonda le sue radici negli anni ’70, quando Frank Gehry scardinò i canoni del design, sperimentando l’uso del cartone ondulato con la famosa Wiggle Chair di Vitra, dimostrando che anche un materiale semplice e friabile può diventare un’icona. Oggi, quella sperimentazione si è evoluta in un manifesto di sostenibilità: la ricerca sui materiali apre nuove possibilità nel progettare e abitare gli spazi. La carta, un tempo considerata un supporto fragile e temporaneo, si trasforma in risorsa solida e scenografica, capace di ridefinire l’abitare contemporaneo attraverso un approccio ecologico e d’avanguardia

- Un gesto, una luce
- La magia della cartapesta
- Rigore e intreccio
- Soffio leggero di materia
- Lo spazio che si trasforma
- Modularità sostenibile
- La seconda vita delle pieghe
- Sapore anni ’60 tutto green
- Cerchio ed equilibrio
- L‘arte di tessere l’impossibile
- Sculture da abitare
- Legno massello e corda di carta
- La carta protagonista dell’arredo, leggera all’apparenza, solida e sostenibile nell’arredo: foto e immagini
Un gesto, una luce


Teo, la lampada wireless firmata da Luca Nichetto per Salvatori, nasce da un gesto semplice, spontaneo e quasi istintivo: arrotolare un foglio di carta e inserirlo in una base. Il fascino di questo oggetto sta nel suo gioco di opposti: una base imponente in marmo che ne custodisce l’anima tecnologica e un diffusore in carta, leggerissimo, che filtra la luce LED trasformandola in un abbraccio caldo e soffuso.
Il design moderno ha trasformato la carta in una risorsa ad alte prestazioni attraverso una ricerca quasi ingegneristica. Grazie a anime a nido d’ape, sistemi di pressatura ad alta densità e alla stratificazione millimetrica, i mobili in cartone vantano una portata sorprendente e una stabilità che non ha nulla da invidiare ai materiali classici. Una leggerezza estrema, unita a trattamenti green che proteggono da umidità e graffi, rendendo questi pezzi solidi, durevoli e perfetti per la vita di ogni giorno.
La magia della cartapesta

C’è un tocco di magia nel lavoro di Polina Miliou: per lei, un vecchio mobile non è mai un addio, ma l’inizio di una storia. Con Flo, la sua sedia-sculpture, l’artista plasma la cartapesta come se fosse materia viva, creando una sedia che sembra uscita da un’illustrazione visionaria e che, sotto le sue forme organiche, nasconde una struttura sorprendentemente robusta.
Rigore e intreccio


Con Elide di Pianca, Pier Luigi Frighetto firma una sedia che vive di contrasti ben calibrati. È l’incontro tra due mondi: industria e artigianato, che dialogano senza forzature. Da un lato il rigore tecnico della struttura in metallo nero, dall’altro il calore umano della corda di carta intrecciata a mano. dove industria e artigianato dialogano senza forzature.
Soffio leggero di materia


Protagonista assoluta della mostra Soffio di Paola Paronetto durante la MDW, la Paper Clay, quel magico impasto che permette alla ceramica di rubare alla carta la sua texture fragile e porosa. Le sue creazioni – sfere su stelo che ricordano un soffione nell’attimo prima di dissolversi nell’aria, vasi sinuosi e sculture pastello – vogliono essere un invito a rallentare e a lasciarsi cullare da un design che non ha bisogno di gridare per emozionare, ma che preferisce sussurrare la sua bellezza.
Lo spazio che si trasforma

Softwall, il sistema divisorio firmato da Stephanie Forsythe e Todd MacAllen per Molo, ridefinisce il concetto di parete. Realizzato in carta con una struttura a nido d’ape, si apre come una fisarmonica e si ripiega come un libro. Con un solo gesto si può ‘creare’ una stanza in più per l’ufficio di giorno, un angolo intimo per la cena di sera e, quando la luce attraversa le sue pieghe, questa parete diventa una scultura che trasforma l’ambiente in un’installazione d’arte.
Modularità sostenibile


Con Moretto di Lessmore, Giorgio Caporaso dimostra che anche un materiale umile come il cartone, se guidato da una visione creativa, può trasformarsi in un pezzo di design sofisticato. I suoi moduli sono un invito a giocare con lo spazio scegliendo un singolo elemento o componendo intere pareti attrezzate. La bellezza di Moretto sta nel suo essere ‘consapevole’: leggero da spostare, solido da vivere e profondamente ecologico.
La seconda vita delle pieghe

Il progetto The Paper Log, presentato alla Milano Design Week dal team dello stilista Issey Miyake che ha reso le pieghe un’arte immortale, trasforma gli scarti della plissettatura in oggetti densi e scultorei. I rotoli di carta utilizzati per creare le iconiche pieghe dei tessuti vengono pressati e stratificati, diventando volumi densi, quasi monumentali, che ricordano quanto valore si nasconda in ciò che viene chiamato ‘scarto’.
Sapore anni ’60 tutto green

La sfida vinta da Corvasce Design è stata quella di assemblare un mobile senza colle né attrezzi, come se fosse un gioco per bambini. La linea Vimini riporta alle atmosfere fluide e ottimiste degli anni ’60, ma lo fa con il cartone stratificato. Facili da montare e da vivere, questi arredi giocano con stratificazioni e texture che trasformano il cartone in una superficie quasi tessile.
Cerchio ed equilibrio


Con Mandala di Karl Andersson & Söner, Anki Gneib e Mia Cullin lavorano sul significato della forma. Proprio come il simbolo sacro da cui prendono il nome, questi tavolini celebrano il cerchio e l’equilibrio universale. Sottili fogli di impiallacciatura si piegano e si incontrano al centro, aprendosi poi verso l’esterno in una geometria morbida, che sembra galleggiare nell’aria. Un design che invita alla calma, un punto d’incontro perfetto tra la ricerca progettuale svedese e il fascino della simbologia orientale.
L‘arte di tessere l’impossibile

La textile designer Elena Meneghini non si accontenta di usare la carta: la sfida. Attraverso l’antica arte della tessitura, l’artista trasforma strisce e fili cartacei in strutture tridimensionali morbide e inaspettate. Il suo lavoro è un elogio della manualità e della pazienza; le sue creazioni oltre ad essere oggetti, sono esperienze tattili che chiedono di rallentare. Guardandole, ci si dimentica della natura della materia: la carta non è più un foglio, ma un tessuto vivo che respira.
Sculture da abitare


Da oltre trent’anni Daniele Papuli esplora la carta con la pazienza di un amanuense e la visione di un architetto. Il risultato di questa lunghissima ricerca è Fragmenti, una collezione disegnata per Dilmos e formata da tavoli, librerie e consolle, che diventano composizioni materiche leggere e dinamiche, capaci di coinvolgere lo sguardo e il tatto.
Legno massello e corda di carta

La poltrona KIRA, nata dalla collaborazione tra la visione di Jean-Marie Massaud e la maestria artigiana di Zanat, sorprende per il contrasto tra la solida struttura in legno massello e la delicatezza della corda di carta danese intrecciata della seduta e dello schienale.