Legno mon amour

Autore:
Daniela Giambrone
  • Giornalista

Sostenibile, versatile, prezioso. Il legno sa reinventarsi nel contemporaneo, mantenendo intatto quel suo appeal materico, intenso e caldo. Quattro designer ne svelano anime diverse.

Legno mon amour
Serie Nervosa, design Francesco Faccin. Foto Woak

È una questione di Dna, il legno non smette mai di affascinare. Vivo, naturale, seducente al tatto, ci mette subito in connessione con la nostra sensibilità. Tramite il lavoro emblematico e affascinante di quattro designer-artigiani scopriamo quanto questo materiale sappia essere ricercato e vibrante sia in ambito artistico, sia (a sorpresa) in quello più funzionale, dove prevale l’aspetto progettuale e tecnico.

L’ispirazione artistica di Matteo Di Ciommo

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Giambellino. Foto courtesy of Cabanamad Gallery

Una ricerca continua, per spingersi sempre un passo oltre. Questo il principio che ispira il lavoro di Matteo di Ciommo, un entusiasta del legno nonché assiduo cercatore delle potenzialità espressive di questo materiale nel suo atelier di Milano. Né designer, né artista, né artigiano – come preferisce (non) definirsi lui stesso – Di Ciommo realizza opere preziose il cui utilizzo pratico diventa un pretesto per stimolare i diversi percorsi della sua ricerca. Tra le sue realizzazioni recenti, le collezioni dei Frutteti e degli specchi Giambellino.

Le mie produzioni nascono dall’osservazione della realtà o da una suggestione artistica, come nel caso della collezione di Specchi Giambellino, per la quale ho preso spunto dalla pittura di Giovanni Bellini, dai suoi profondi paesaggi sullo sfondo del quadro dietro il primo piano occupato dalla figura umana. Da qui l’idea di creare uno specchio che potesse aprire dei paesaggi oltre il primo piano raffigurante il proprio riflesso. I Frutteti invece prendono spunto, oltre che dall’omonima poesia di Guido Gozzano, anche dal mio desiderio di continuare a sperimentare la modellazione artistica degli alberi.

Entrambe le collezioni sono realizzate in legno massello di samba, chiaro e luminoso, lasciato al naturale senza finiture superficiali. In Giambellino il vetro è stato grattato sul lato posteriore meccanicamente, evitando l’uso di solventi chimici. Nessun supporto informatico, ma solo macchine ordinarie per la realizzazione dei pezzi che vengono incollati il minimo indispensabile, preferendo spine di legno o giunzioni a incastri.

La tradizione rieditata di Francesco Faccin

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Nervosa. Foto Woak

L’ispirazione arriva dalle tipiche sedie comuni nelle zone alpine dell’Italia e del Sud Europa, realizzate in legno massello. Da qui parte il lavoro di Francesco Faccin, designer basato a Milano, che ha progettato la serie Nervosa, inizialmente composta da una sedia e una poltroncina, successivamente ampliata con un tavolo, uno sgabello bar, un piccolo sgabello e una panca.

Abbiamo mantenuto l’idea di base della sedia alpina, ma l’abbiamo ripensata per essere prodotta utilizzando sofisticate tecniche CNC.

Seduta, gambe e schienale sono assemblati attraverso un sistema di incastri. La seduta è ricavata da un unico blocco di legno massello che, dopo essere lavorato a CNC, viene scavato per ridurne il peso. Due elementi nervati corrono longitudinalmente e fungono sia da elementi strutturali sia da alloggiamento per le gambe anteriori e posteriori, innestate rispettivamente con un sistema classico a tenone e con un sistema di incastri maschio-femmina. Con lo stesso sistema a incastro è ancorato lo schienale, ricavato da un unico blocco di legno a CNC e caratterizzato da una struttura leggera. Analogamente, gli altri pezzi della linea seguono lo stesso principio di progettazione e realizzazione. Nervosa sa fare breccia nel nostro immaginario perché si riconnette all’idea della sedia dei nonni, ma parallelamente mostra un aspetto contemporaneo che ce ne fa apprezzare l’eleganza della costruzione, la semplicità, la qualità e la durevolezza, caratteristica rara per il nostro tempo e pertanto di valore.

Il processo semplificato di Giacomo Moor

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Tavolo in acero, Collezione 03. Foto Omar Sartor

Il lavoro di Giacomo Moor da sempre ha l’obiettivo di unire l’integrità e il rigore del progetto alla sensibilità manuale. Nello studio di Milano, fondato nel 2009, insieme al suo team multidisciplinare composto da falegnami e designer, progetta prodotti per aziende, crea edizioni limitate per gallerie di design e produce pezzi unici per clienti privati. Noi di Pianeta Design riteniamo particolarmente rappresentativa della sua filosofia la Collezione 03, la cui stabilità strutturale è raggiunta dagli incastri in sequenza dei vari componenti, metodo applicabile a diverse tipologie di arredi.

L’invito di Live in Slums a progettare gli arredi per la sala da pranzo e il dormitorio della scuola elementare di Mathare, una delle più grandi baraccopoli di Nairobi, è stata un’occasione unica per trasformare una ricerca iniziata tempo fa in qualcosa di reale. La precisa richiesta di costruire i prototipi in loco insieme agli studenti, rendendoli autonomi per la volta successiva, ha generato un processo progettuale basato sulla semplificazione della produzione.

I piani di appoggio orizzontali hanno la funzione di lucchetto, una volta avvitati chiudono un sistema completamente a secco. Ogni pezzo può essere facilmente sostituito e, grazie alla geometria pura e ortogonale delle giunzioni del legno massello, la lavorazione manuale può essere eseguita semplicemente con scalpello, squadra e matita.

In questo modo il giunto, solitamente associato a complesse tecniche di ebanisteria, viene reinterpretato, mantenendo il suo prezioso valore da un lato, grazie all’assenza di chiodi e viti a vista, e diventando facilmente realizzabile dall’altro.

Il design atemporale di Pietrachiara

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Consolle Otto. Foto courtesy of Pietrachiara

Le nostre creazioni traggono ispirazione dalle tradizioni passate, reinterpretandole con linee, materiali e colori moderni, seppur seguendo un processo artigianale, per contribuire a tenere vive e tramandare professioni e lavorazioni che si stanno perdendo. La nostra idea di sostenibilità viene per l’appunto dal concepire prodotti di alta qualità che resistano e migliorino con il tempo, e un’estetica che prescinda dalle tendenze del momento così da diminuire il consumo estremo; la nostra missione è quella di creare dei pezzi che seguano i nostri clienti nelle loro case e nelle loro vite, e che possano essere tramandati nel tempo.

Questi in sintesi i focus del lavoro di Pietrachiara, ovvero Pietro Contigozzi e Chiara Colombo, che dal 2021 lavorano insieme a Milano dopo più di venti anni spesi ciascuno nel mondo dell’arte e del lusso a livello internazionale. Un gusto pulito, amante del dettaglio non convenzionale, arricchito da un profondo rispetto per il sapere artigianale che prende forma in complementi raffinatissimi. Come per esempio la consolle Otto, in rovere impiallacciato, ispirata allo stile Ming, realizzata con una tecnica avanzata per restituire un’estetica minimalista di linee e curve semplici. Oppure Arch, serie di tavoli su misura disponibili su richiesta, in rovere massello naturale e ferro, che nascono dalla ricerca della leggerezza delle forme. Quasi un manifesto della loro filosofia, la colonna decorativa Anne, esposta a Edit Napoli, in tiglio massello, che abbina lavorazioni moderne con tradizioni artigianali antiche come la rifinitura di intaglio a mano. Tutti pezzi accomunati da uno sguardo d’amore verso il legno e le sue inesauribili potenzialità.

 

Legno mon amour: foto e immagini