Euroluce 2025: la rivoluzione della luce

Autore:
Francesca Guerini Rocco
Tempo di lettura: 9 minuti

Lighting design, ovvero le meraviglie della nuova illuminazione a effetto “wow”. Tra poesia dell’invisibile, innovazione nascosta e avanguardia pura.

Euroluce 2025: la rivoluzione della luce
Library of light, installazione del designer Es Delvin, ph. Monica Spezia

Ben 42 nuovi espositori e un mondo di proposte proiettate nel futuro: l’edizione 2025 di Euroluce ha spinto l’acceleratore del lighting design contemporaneo giocando con innovazioni evidenti, seppur nascoste, e un’estetica sognante che traduce tecnicismi e avanguardie ingegneristiche in forme di luce poetiche, ardite e decisamente rivoluzionarie. In un caleidoscopio di idee e soluzioni che superano i confini dell’interior e ribaltano i canoni estetici dell’ovvio, la sperimentazione dichiarata mescola design, arte e tecnologia di altissimo livello. E ci restituisce oggetti luminosi funzionali, ma decisamente fuori dagli schemi che, con un tocco leggero, intercettano i bisogni del quotidiano: tra ombre sfumate, magie di luce e percezioni “dimmerabili”.

Il peso della luce

Euroluce 2025: la rivoluzione della luce
Martinelli Luce, Grammoluce

Che la luce abbia un peso nell’interior design lo sanno tutti. A definirlo con precisione, però, sono stati Min Dong e Habits Design con Grammoluce, la lampada da tavolo disegnata per Martinelli Luce che ci invita a reinventare il concetto di “on-off”. “L’idea è quella di connettere due concetti apparentemente indipendenti attraverso l’esperienza d’uso e la trasformazione della forma, dando vita a un’estetica unica e a un’esperienza poetica” ha spiegato Ming Dong. Inaspettatamente, infatti, a fungere da interruttore e dimmer è il tessuto elastico in Lycra® che copre la struttura in vetro borosilicato: basta appoggiare sopra una delle sfere in vetro abbinate et voilà, la luce si fa calda e delicata. Aggiungendone altre, invece, l’illuminazione diventa più forte e fredda. Un gesto semplice che si traduce in una piccola magia del quotidiano e riporta il gesto umano al centro dell’innovazione tecnologica. Grammoluce, con le precedenti lampade Elastica e Metrica, completa la trilogia di progetti sul tema della luce e dell’interazione gestuale, nati dalla collaborazione tra Habits Design e Martinelli Luce.

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Sotto i riflettori

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Davide Groppi, Set

Tutti in posa con Davide Groppi che interpreta lo spazio domestico come un vero set fotografico. Si chiama proprio SET, infatti, il nuovo sistema illuminante che disegna gli ambienti con la stessa libertà e precisione di chi studia un’inquadratura. Aggregabile e versatile, SET è ispirato alle attrezzature dei fotografi ed è formato da una base, uno stelo componibile e un proiettore traslabile e orientabile che si adatta a ogni esigenza. Per dirigere la luce basta un gesto, per cambiare prospettive e volumi ci sono tanti accessori diversi: diffusori, riflettori, filtri, frangiluce, snoot che permettono di scolpire la luce, plasmarla e passare da un’illuminazione diretta e incisiva a una luce morbida e diffusa ogni volta che si vuole. Il cavo di alimentazione, seppur sottile, resta sempre in tensione, grazie ad un sistema speciale e invisibile.

Pieghe luminose

Euroluce 2025: la rivoluzione della luce
Issey Mijake, O Series

Prendi la maglia e i tessuti plissé di Issey Miyake, aggiungi la poetica dell’Atelier Oï ed ecco le che linea A-POC ABLE della maison giapponese si trasforma in due collezioni di lampade leggere, trasformabili e sognanti. O Series by A_Poc Able Issey Miyake, creata con il partner giapponese Ambientec, è ispirata alle composizioni floreali Ikebana e alle luci di Isamu Noguchi. “Volevamo una lampada senza fili, leggera e facile da trasportare. Un oggetto nomade e trasformabile come gli abiti di Issey Miyake” hanno dichiarato i designer. A rendere tutto possibile è stata la tecnologia Steam Stretch: il tessuto di poliestere riciclato termoreattivo si restringe con il calore, dando vita a una delicata texture plissettata. Le forme, sempre diverse e modellabili, vestono un’esile struttura di filo metallico “perché una luce deve essere bella anche quando è spenta” e il tutto si smonta e si ripiega quando non serve. Stesso concetto per la A Series: tanti modelli in maglia seamless montata sulle strutture metalliche, artigianali e componibili a piacere.

Luce da stropicciare

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Flos, Maap

Maap “nasce da due ossessioni: la geometria e le strutture naturali” ha spiegato Erwan Bouroullec, che l’ha disegnata per Flos. Da una parte c’è la micro struttura geometrica e razionale, dall’altra l’essenza lieve, ma selvaggia che fa della leggerezza una magia progettuale. Tutto merito del Tyvek, una sorta di tessuto non tessuto ultrasottile e auto-stabilizzante: nonostante le dimensioni ingombranti, infatti, Maap è un involucro “delicato” fissato a parete semplicemente dai Dot calamitati allo scheletro metallico. Un elemento luminoso con 4 lampadine e un supporto a crociera, in ferro, a cui si aggancia magneticamente il corpo della lampada in Tyvek, in quattro grandezze (a seconda del numero di elementi luminosi fissati a parete). Larga fino a 4 metri e alta 160 cm, la lampada può essere stropicciata per assumere ogni volta nuove forme organiche, in piena libertà.

Proiezioni geometriche

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Artemide, Arctic

Spirito razionale, ma con un guizzo tutto creativo. Arctic di Artemide gioca a comporre e scomporre la realtà con riflessi e trasparenze che cambiano tra le nostre mani. Ispirata ai solidi archimedei, privi di superfici esterne, questa lampada ci invita ad essere parte attiva del progetto: al centro c’è una sfera che diffonde la luce, da cui si irradiano in proiezione i lati pentagonali della struttura. A noi il compito di comporre volumi in libertà, per moltiplicare la percezione della luce combinando le superfici specchianti in forme dinamiche. Il risultato? Una lampada che muta di continuo a seconda dello sguardo e dello spazio intorno.

Fil rouge di nome e di fatto

Euroluce 2025: la rivoluzione della luce
Riccardo Toldo, Fil Rouge

Quella del filo rosso è una leggenda cinese, ma è molto conosciuta anche in Giappone: parla di anime gemelle e del filo rosso del destino che le unisce, illuminandosi e prendendo vita. Proprio come Fil Rouge, la lampada disegnata da Riccardo Toldo, vincitore del terzo premio al Salone Satellite Award 2025. Poetica ed essenziale, nasconde un lato tecnologico potente: utilizza infatti una tecnologia LED di nuova generazione, basata su un filamento flessibile con diametro inferiore a 2 mm, in grado di emettere una luce omogenea e diffusa a 360°. Il filamento, lungo 120 cm, è rivestito in silicone, garantendo flessibilità, resistenza e sicurezza nell’utilizzo. La lampada è pensata per un’installazione autonoma, tant’è vero che viene fornita con un kit che comprende martello, chiodi ed elastico. Un rimando garbato alla provocazione di Enzo Mari in Proposta per un’autoprogettazione, in cui Mari chiedeva la complicità del pubblico nel portare a termine il progetto. In limited edition di pochi pezzi artigianali assemblati nello studio del designer, in rosso o nella versione Saetta con luce bianco caldo.

Come un bouquet

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Luceplan, Posi

Nuova firma in casa Luceplan: Umut Yamac, architetto e designer poliedrico, ha presentato Posi, una lampada da tavolo “che fiorisce al tocco dell’utente”. L’ispirazione nasce dall’arte giapponese dell’ikebana e infatti i fiori luminosi biofili di Posi invitano a comporre piccoli bouquet in vaso, per tutte le occasioni. Gli steli, con diverse altezze, sono dotati all’estremità di eleganti diffusori in tecnopolimeroopali con finitura satinata: tre geometrie (cilindrica in due altezze, conica e circolare) che “sbocciano” di luce grazie ai LED filament, quando si inserisce lo stelo nella base. Sfioramento delicatamente la parte inferiore della base, si accende, spegne e si regola l’intensità della luce. Due le versioni da tavolo (una più grande per ospitare fino a cinque steli), a cui si aggiunge l’immancabile versione portable che include una sottile base di ricarica con cavo e alimentatore a spina.

Il richiamo all’architettura

Euroluce 2025: la rivoluzione della luce
Stilnovo, Missori

Chi l’ha detto che lo stile classico non possa suscitare, ancora, meraviglia? Lontana dal manierismo decorativo in favore di un industrial style rivisitato, Missori, la nuova collezione di lampade decor disegnata dal collettivo interdisciplinare Park Associati per Stilnovo, richiama i canoni estetici del modernismo milanese. Un’eleganza misurata di sicuro, che a vedersi sembrerebbe non serbare sorprese. Invece la progettualità di Missori nasconde un segreto, ovvero una funzionalità estrema e inaspettata. La gamma di lampade a sospensione, piantane e soluzioni stand alone, formate dai diffusori in vetro cannettato, ha una struttura in metallo componibile che permette di aggiungere più moduli e adattare qualsiasi modello a progetti di ogni scala. Per creare composizioni verticali e orizzontali che generano vere e proprie scenografie luminose.

Arredi luminosi

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HYLEtech e Nex-S

Struttura in alluminio high-tech ultraleggera, resistente, completamente riciclabile e priva di cavi a vista. Parte da qui il nuovo linguaggio progettuale che mette in gioco una tecnologia brevettata e precablata per disegnare con la luce arredi e superfici. Spiegarlo non è facile perché Nex-S di Luce5 e HYLEtech è un progetto invisibile, essenziale, impalpabile. Eppure la sua anima rivoluzionaria stravolge totalmente la progettualità dell’interior design con inedite e infinite possibilità tecniche e percettive. Questo nuovo sistema tecnologico, infatti, scolpisce lo spazio integrandosi in esso e risponde alle necessità pragmatiche dell’abitare con idee nuove, etiche e all’avanguardia. I moduli HYLEtech vantano ben 5 brevetti internazionali e offrono infiniti vantaggi: spessori ridotti al minimo (1 cm), massima resistenza meccanica, nessuna necessita di dissipare il calore. Il materiale perfetto per costruire arredi, pareti e composizioni dal design pulito e funzionale. Cavi e parti meccaniche restano nascoste e il tutto può essere disassemblato e riciclato velocemente. Luce, design e sostenibilità: in tre parole, lo stile dell’abitare di domani.

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