Brutalismo e color blocking, combo vincente
A Roma, un appartamento completamente ristrutturato ingentilisce l’anima in muratura grezza con l’uso intelligente del colore.

Siamo nel quartiere Trieste di Roma, tanto particolare che negli anni Cinquanta e Sessanta venne spesso utilizzato come set cinematografico per film italiani di successo, da I soliti ignoti con Totò, Gassman e Mastroianni a Il medico della mutua con Alberto Sordi per citarne solo alcuni. Proprio a quegli anni risale l’edificio dove si trova l’abitazione appartenente a una coppia di collezionisti d’arte e ristrutturato fra il 2022 e il 2024 dallo studio Punto Zero. Grazie al loro intervento, uno spazio di 100 metri quadrati frammentato e poco funzionale è stato riletto e trasformato in un appartamento con un’organizzazione fluida e versatile, caratterizzato da contrasti ben integrati.
Dietro il logo Punto Zero si rivelano i tre soci Giorgio Marchese, Arianna Nobile e Silvia Firmani. Basati tra le botteghe del Rione Monti, a Roma, vantano un portfolio di progetti in tutto il paese, da Stromboli al Circeo, da Milano a Padova. Al centro di ogni loro progetto sono le persone, il “punto zero” da cui tutto parte, in equilibrio tra arte, psicologia e cura del dettaglio.

In casa Herbaria, per prima cosa abbiamo messo a nudo pilastri, setti e travi della struttura, a cui abbiamo associato il parquet in legno di quercia dal tono deciso, alternato a un materiale continuo come la resina, in diverse colorazioni così da creare ambienti-capsula monocromatici: il blu e il verde sono stati declinati negli spazi dell’ingresso, della cucina, la camera da letto, per distinguerli dal grande salone, dove appaiono alcuni inserti.
Come spiegano gli architetti, il loro intervento è partito facendo tabula rasa della pianta originaria per rivelare la struttura in cemento grezzo che regala un tocco di brutalismo all’atmosfera. Ad addolcire è sicuramente il parquet in legno chiaro, presente nel living e in camera da letto, abbinato alla resina che invece corre in cucina e in bagno.
Living luminoso dall’anima brutalista

Oltrepassata la soglia, ci accoglie il living con spazi che si mantengono ariosi e luminosi nonostante la presenza indubbiamente importante della struttura a vista in cemento grezzo. Il color blocking aiuta a sottolineare certe zone che gli architetti hanno voluto mettere in evidenza. Da un lato, la parete attrezzata che accoglie due librerie in lamiera di ferro grezzo e il televisore. A fianco, la parete verde chiaro che annuncia il terrazzo. Al lato opposto, l’inserto verde più scuro che si innesta nel living anticipando la cucina, dove è stato ricavato anche un angolo dedicato ai pasti veloci.
L’atmosfera è comoda e accogliente grazie anche all’accurata selezione di elementi di arredo che hanno segnato la storia del design. Come il grande divano Extrasoft, di Piero Lissoni per Living Divani, affiancato dalla famosissima lampada da terra Arco, disegnata da Pier Giacomo e Achille Castiglioni nel 1962 per Flos.

Nell’area pranzo, il tavolo EM Table, progettato attorno al 1950, è abbinato alle sedie Standard, entrambi disegnati da Jean Prouvé e prodotti da Vitra. A illuminarlo le due sospensioni PH 5 disegnate da Poul Henningsen nel 1958 per Louis Poulsen. Inserito in un interior dai grandi pezzi d’autore, si fa notare il tavolino Chiodino in un bell’azzurro, della serie Franca e Allegra, prodotto dal brand Punto Zero, realizzato in legno mdf laccato con una base in poliestere e vernici poliuretaniche. Infine, non dimentichiamo di citare Snoopy, la lampada da tavolo disegnata da Achille e Pier Giacomo Castiglioni per Flos (1967), appoggiata alla credenza di USM Haller blu scuro.
Una cucina dall’effetto scatola (elegante)

Alla varietà cromatica del living si contrappone il blocco verde della cucina, dove i mobili su misura si fondono con la resina a pavimento e il colore del soffitto, una scatola uniforme in cui spiccano alcuni dettagli. Come il top in marmo sul piano di lavoro e il tavolino giallo vitaminico, un invito a una breve pausa.
Atmosfera meditativa in camera da letto

Similmente, in camera da letto un grigio antracite inonda soffitto, pareti e si estende anche al rivestimento del letto Academy Piuma di Twils, in un bel contrasto con il parquet in legno chiaro. Né mancano gli elementi pensati per portare luce all’ambiente. Oltre al pavimento e alle inconfondibili Tolomeo (di Michele De Lucchi per Artemide) poste ai lati del letto, la grande finestra conduce a un balcone privato, bilanciando così l’illuminazione naturale con le cromie più scure.
Logiche cromatiche opposte per i bagni

Per i bagni è stato adottato un principio comune, ma in cromie contrapposte. Il primo è molto luminoso, con finiture in resina gialla e un grande lavandino in marmo di Carrara chiaro, mentre il secondo è un tripudio di rosso scuro, con un lavandino in marmo breccia viola.
Una boccata d’aria

Il terrazzo, di 50 metri quadri (circa la metà dell’interno dell’appartamento), dove l’approccio color blocking è spinto persino di più che all’interno, rappresenta un’indiscutibile risorsa. Al pavimento neutro in grigio sono state abbinate delle piastrelle di piccolo formato in blu e verde (il richiamo visivo all’interno è evidente), mentre le sedie da esterno giallo e arancio portano una nota di allegria.