Abitare nella Museum Tower di New York
Ristrutturato da poco, un appartamento a Manhattan racconta la personalità dei suoi proprietari attraverso un’estetica sofisticata, pezzi di arte contemporanea e il bianco protagonista.

Vivere in una galleria d’arte, in senso letterale. Succede a New York, all’interno della Museum Tower, uno degli edifici più prestigiosi di Midtown Manhattan. Sviluppata su 52 piani nel 1982 come parte della riprogettazione del Museum of Modern Art, è stata progettata dall’architetto di origine argentina César Pelli and Associates.
Lo studio di interior design Hines Collective è stato incaricato di rinnovare uno degli appartamenti situati all’interno, con l’esplicita richiesta dei proprietari di mettere in risalto la loro passione per i mobili modernisti degli anni Sessanta e l’arte contemporanea. Il risultato finale è un luogo incredibile che fra echi vintage, richiami alla Space Age ed elementi contemporanei ricrea le vibrazioni di una galleria d’arte, in sintonia sia con i desiderata dei committenti sia con l’edificio del MoMA che lo ospita.
L’appartamento originario vedeva distribuiti su 200 metri quadri la zona giorno con cucina e living, bagno e due camere da letto. Il progetto di Hines Collective ha invece rielaborato questa disposizione, con l’obiettivo di creare le atmosfere ariose di una galleria grazie ad ambienti liquidi e trasformando una delle due camere da letto in una sontuosa cabina armadio.
Total white imperante

Il bianco rientrava nelle richieste dei proprietari, da qui la scelta dello studio di rivestire l’appartamento di un bianco ottico scintillante che lo pervade interamente: soffitto, pavimento, pareti, gran parte dell’arredo. Sicuramente il pavimento ha un ruolo dominante in questo effetto scenico. Realizzato in resina epossidica lucida e posato in un’unica colata per tutto l’appartamento, è la tela perfetta su cui posizionare gli elementi di interior che sposano il total white con superfici lucide e laccate. A punteggiare di colore inaspettato qua e là sono alcuni arredi, piccoli accessori, qualche tessile e i fiori rigogliosi presenti in tutte le stanze.
Zona giorno: come la Via Lattea

Protagonista di quest’area è l’ampio e lunghissimo divano che nel suo percorso a serpentina offre la possibilità di godere di viste diverse. Realizzato su misura e rivestito in tessuto Nailhead di Perennials, definisce a una sua estremità un angolo home work proprio a ridosso delle ampie vetrate. La scrivania dalle forme sinuose è uno degli arredi firmati da Hines Collective, mentre la sedia abbinata è il modello DS-2100 Skeleton di De Sede Studio. Completa il corner la lampada da tavolo Cloud, della Serie Soma di Ayala. Davanti al divano, due esemplari della Garden Egg Chair, disegnata nel 1967 da Peter Ghyczy, con imbottitura in nero che viene ripresa dal tavolino da caffè Platform C in legno laccato, firmato da Karen Chekerdjian, acquistato presso la galleria R & Company.
Sala da pranzo: brillanza metallica

In sala da pranzo il bianco è interrotto dalle note materiche di alcuni arredi. Le sedute in legno catturano subito l’attenzione con le loro venature lucide. Si tratta delle Corsican di Ian Spencer e Cairn Young per Yard Sale Project, disponibili presso la galleria Todd Merrill Studio di New York. Il punto luce arriva invece dal tavolo rotondo Vortex, disegnato da Mattia Bonetti, acquistato presso l’antiquario Bernd Goeckler. Altrettanto luminoso è lo specchio realizzato su disegno di Hines Collective, che riprende le forme tondeggianti del tavolo. In bianco le ben note sedie Tulip disegnate da Eero Saarinen per Knoll International, rivisitate con cuscini recentemente rivestiti in tessuto disegnato da Verner Panton negli anni Sessanta, e la scultura da pavimento di Jin Soo Kim.
Cucina: vintage e contemporaneo si abbracciano

Lo stesso criterio compositivo caratterizza la cucina. Qui i mobili su misura sono stati firmati da Toka Builders. Il bianco liscio e squadrato è interrotto da piccole porzioni di parete piastrellate e tessili nelle tonalità del verde oliva. A illuminare l’ambiente è la sospensione Bud modello 3029 disegnata da Luigi Massoni negli anni Settanta per Harvey Guzzini, in lucite e alluminio. Il tavolo da pranzo, di ridotte dimensioni che riprende in vetro la geometria tonda di quello in sala da pranzo, è il Lonia di LeisureMod, mentre lo sgabello Scottie di Pinto Paris, disponibile presso Maison Gerard, introduce una tonalità scura a contrasto.
Camera da letto: optical notturno

Atmosfere Space Age si respirano anche in camera da letto. La testiera è stata realizzata su disegno di Hines Collective, è composta da una scocca in legno laccato con un interno imbottito in tessuto Blended Stripe di Maharam, mentre il materasso poggia sulla piattaforma galleggiante Wing in pelle, appartenente a Mondo Collection. I comodini abbinati, anch’essi su disegno di Hines Collective, fanno da base per le lampade da tavolo Cobra 629 di Martinelli Luce, disegnate dallo stesso Elio Martinelli nel 1968. Fra le chicche di questa stanza spicca la celebre Ball Chair, la sedia a sfera vintage disegnata da Eero Aarnio nel 1963 e oggi prodotta da Eero AArnio Originals. La sua essenzialità e il suo rigore contrastano con la Dino Chair di Daniel Arsham, che introduce invece un verde squillante inaspettato e un materiale dalla texture irregolare.
Cabina armadio: attenzione ai dettagli

Ricavata da una delle due camere da letto originarie, la cabina armadio è un ambiente spaziosissimo e pertanto arredato al pari degli altri. Ritroviamo qui la sedia Bonnet di Katie Stout, un pezzo d’arte unico acquistato presso R & Company, in perfetto dialogo con la lampada da tavolo I Wish You Were Beautiful di Carmen D’Apollonio, acquistata presso la galleria Friedman Benda.