Le 10 prigioni più grandi del mondo


Le 10 prigioni più grandi del mondo. Dalla versione russa di Alcatraz al Campo di concentramento in Corea del Nord, vi sveliamo le carceri più sovraffollate, pericolose e temute sul pianeta.

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“Lasciate ogne speranza, o voi ch’intrate”. Un inferno che di dantesco ha ben poco: sono le prigioni più grandi del mondo. Gabbie sovraffollate e abitate da criminali sopposti a torture fisiche e mentali indicibili: bendaggi, esecuzioni senza preavviso, lavori forzati… insomma, veri e propri campi di concentramento.


Le 10 prigioni più grandi al mondo

Vastissime eppure popolate fino al punto da non riuscire a garantire il rispetto dei diritti umani. Ecco le 10 prigioni più grandi e affollate al mondo, ognuna con le sue peculiarità e nessuna (in questa lista) meno temuta dell’altra. Scopriamole insieme.

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La Sabaneta (Venezuela)

25mila prigionieri in una struttura costruita per contenerne 15mila; dormono su amache lungo corridoi lerci, mentre i più fortunati (in termini monetari) riescono a comprarsi una stanza da dividere con la gang dello stesso rango. Una sola guardia sorveglia un gruppo di 150 galeotti.


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Non è necessaria una laurea in matematica o in calcolo per tirare le somme: gli incidenti sono all’ordine del giorno. Un episodio di violenza è quello che ha visto morire, nel non lontano gennaio del 1994, circa 108 prigionieri a seguito di una sparatoria, mentre l’anno seguente, 196 sono stati uccisi con 624 feriti, per una faida interna. Queste erano le condizioni in cui versava La Sabaneta prima di chiudere le sue porte nel 2013. Oggi resta uno scheletro vuoto.

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Bang Kwang Central Prison (Thailandia)

La chiamano Bangkok Hilton (no, non è uno scherzo) ed è una prigione-attrazione situata a 11 km da Bangkok. Usata come sito turistico dove stranieri e locali vengono invitati dentro le carceri a trascorrere un giorno nella vita dei prigionieri, questa struttura detiene 8.000 carcerati. Not-so-fun fact: il 10% dei detenuti si trova nel braccio della morte e le esecuzioni vengono annunciate con solo 2 ore di anticipo.

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L’Isola di Petak (Russia)

“Alcatraz”, “Delfino nero”, di nomi ne ha tanti: è la prigione dell’Isola di Petak, ovvero una delle strutture carcerarie più grandi e spietate al mondo. Ospita alcuni dei criminali più temibili del paese ed è tra le sue mura che si consumano atrocità indicibili. Può contenere oltre 1600 detenuti, i quali vengono bendati e sottoposti a tortura mentale in blocchi di sicurezza di 22 ore al giorno. Si dice che nessun prigioniero ne sia uscito mentalmente illeso.

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Penal De Ciudad Barrios (El Salvador)

Nella Repubblica di El Salvador, ovvero uno degli stati più densamente popolati e pericolosi dell’America centromeridionale, si erge il Penal de Ciudad Barrios, il carcere conosciuto al mondo in quanto autogestito da gerarchie criminali. L’assenza di un rapporto bilanciato tra prigionieri e guardie (rapporto di 50 a 1), rende questa prigione ingestibile, lasciata alla mercé di faide e regolamenti di conti personali.

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Prigione di Diyarbakir (Turchia)

Situata nella città di Diyarbakir, in Turchia, da dove prende appunto il nome, questa prigione è stata fondata nel 1980 dal Ministero della Giustizia come E-type carcere e, dopo il Colpo di Stato turco dello stesso anno è diventato un carcere militare. Con una capienza pari a 744 persone, questa prigione già nel 1996 “vantava” più di 942 detenuti. Oggi, dopo un periodo passato alla storia come “il periodo delle barbarie”, durante il quale sono state attuate torture sistematiche (tra il 1981 e il 1984), la situazione è relativamente migliorate e le condizioni di vita dei carcerati sembrano essere più vicine al rispetto dei diritti umani.

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Campo 22 (Corea del Nord)

Un vero e proprio campo di concentramento a 110 km da Pyongyang nella Corea del Nord. Parliamo del Campo 22, una struttura che si estende per circa 378 km2, come uno scheletro a testimonianza delle atrocità commesse in quella valle inattiva dal 2014. Oggi, infatti, Campo 22 è chiuso ma ricorda ancora gli abusi e le violenze subite da persone molto spesso innocenti. Nonostante l’assenza di dati ufficiali, testimonianze parlano della presenza di circa 50.000 detenuti, costretti a lavorare 12 ore al giorno, malnutriti e lasciati morire nelle foreste al gelo. In 400mila sarebbero morti per torture ed esecuzioni sommarie.

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Gitirama (Rwanda): il carcere peggiore al mondo

Occupa il primo posto in tutte le classifiche relative alle carceri e alle brutalità annesse: è la prigione di Gitarama in Rwanda. Le sue mura sono state erette per contenere dalle 600 alle 700 persone, ma ne ospitano oltre 7000: da qui il titolo di prigione più affollata al mondo. Ma non finisce qui. Le condizioni di vita dei carcerati sono così estreme – c’è chi resta in piedi settimane, zigzagando tra escrementi e arti di morti lasciati a terra come promemoria – che si contano più di 20 morti al giorno, tra uccisioni per tentata fuga, decessi per malattie come AIDS e conflitti tra galeotti.

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Prigione di Nairobi (Kenya)

Era il 1911 quando il carcere di Nairobi veniva costruito per ospitare 800 detenuti. Oggi, le sue celle registrano più di 4.000 prigionieri tra assassini, spacciatori, ladri e persone che attendono una sentenza da anni e che forse non verrà mai pronunciata. Secondo quanto riportato dalla BBC, ogni stanza ospita un minimo di 12 persone (al posto del numero regolamentare di 3), mentre vi sono cubicoli dove oltre 120 corpi strusciano per terra, senza una brandina, un letto o una superficie su cui riposare.

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Black Beach (Guinea Equatoriale)

Costruita nel cuore dell’Isola di Bioko, nella città di Malabo, capitale della Guinea Equitoriale, Black Beach (in spagnolo Playa Negra) è una delle prigioni più grandi e pericolose al mondo. Costruita negli anni Quaranta sotto il regime coloniale spagnolo, questo sistema di carceri è stata dimora di numerosi mercenari e di leader politici. In particolare, oggi Black Beach è conosciuta in quanto ha ospitato i cospiratori e fautori del colpo di stato del 2004, organizzato contro il presidente della Guina Equatoriale, Teodoro Obiang Nguema Mbasogo.

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San Juan De Lurigancho (Perù)

La più grande prigione del Perù e la più sovraffollata. Secondo un report pubblicato dall’Istituto Penitenziario Nazionale del Perù nel 2012, le carceri di San Juan de Lurigancho hanno una capacità massima di 3.204 prigionieri; quell’anno ne furono registrati 6.713. C’è chi dice che a oggi la prigione di San Juan conti più di 11.000, chi ne registra 12.500, chi ancora oltre 13.000. Se il numero certo di detenuti è oggetto di leggende e voci di corridoio, una cosa resta certa: tra tubercolosi, corruzione, droga e la pessima gestione statale, questa prigione rientra tra le più pericolose al mondo.

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Le 10 prigioni più grandi del mondo: la galleria delle immagini

Confini di filo spinato, celle sovraffollate e campi di concentramento: questa non è una collezione di immagini per i deboli di cuore. Pronti per entrare nel mondo dei criminali più temuti sul pianeta?

Giosiana Giannatiempo

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