Vetrate scorrevoli in Condominio: serve consenso dell’assemblea?

Le vetrate hanno il loro effetto cromatico di gran spessore ed eleganza, ovunque: in un’abitazione ed, ancora di più, in un edifico condominiale. Ma possono essere installate in un Condominio in assenza di delibera assembleare?

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Il termine vetrata, al di là dell’aspetto cromatico ed estetico assolutamente rilevante, nella lingua italiana indica una chiusura volumetrica ampia a mezzo di lastre di vetro o di cristallo, trasparente, sostenute da un’intelaiatura a forma di riquadri in parte fissi ed in parte apribili.

La vetrata, pertanto, può essere meglio identificata come una veranda generalmente adoperata per la chiusura di balconi e, di conseguenza, sottoposta a norme amministrative-comunali per la propria edificazione.

Vetrate in condominio: definizione

Cosa s’intende per installazione di una vetrata all’interno di un edificio Condominiale?

Il Regolamento edilizio rientrante nell’ambito del Decreto del Presidente della Repubblica (6 Giugno, n.380), stabilisce che per vetrata s’intenda un locale o spazio coperto avente caratteristiche di loggiato, balcone, terrazza o portico, risultante essere chiuso sui lati mediante superfici vetrate o mediante elementi impermeabili, in parte o in toto apribili.


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Per quanto concerne l’edificazione di una veranda su di un balcone, mediante l’uso di vetri o materiali impermeabili occorre un titolo abilitativo.

In tale obbligo di autorizzazione o permesso edilizio rientra anche l’installazione sul balcone di una pergotenda (sentenza consiglio di stato n.1619)

casa con vetrata

Vetrate in condominio: cosa sapere

L’uso di vetrate in un edificio Condominiale è rilevante sia in termini estetici/strutturali che per quanto attiene la necessità di permessi amministrativi.

Il regolamento condominiale sul punto, originariamente, potrebbe prevedere il divieto di modifica della facciata indipendentemente dal decoro dello stabile.

Di contro, lo stesso regolamento, al netto del divieto, potrebbe altresì prevedere che lo stesso possa essere superato mediante autorizzazione assembleare.

In assenza di autorizzazione per un’opera che interessi la facciata, il Condominio può agire legalmente per ottenere, nei confronti del condomino agente in difformità a tale divieto,  l’immediata rimozione dell’opera.

In assenza di divieti imposti dal regolamento condominiale, l‘installazione di una vetrata su di un balcone condominiale, all’altezza del parapetto dello stesso costituente parte comune, richiede comunque di agire in conformità agli artt.1102 e 1122 del c.c., al fine di non alterare il decoro della struttura.

La vetrata non è detto, infatti, che non possa alterare l’aspetto estetico di un edificio.


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La valutazione dovrà essere effettuata caso per caso, con l’assemblea che nella fattispecie assume un ruolo determinante nel richiedere la rimozione di una vetrata non autorizzata e, di poi, introdurre in giudizio a seguito di rifiuto, una causa per ottenere l’accertamento del danno al decoro subito e, dunque, la successiva rimozione dell’opera realizzata.

Avv. Ennio Carabelli
  • Laurea in Giurisprudenza
  • Abilitazione Forense presso la Corte d'Appello di Salerno
  • Giornalista Pubblicista
  • Autore specializzato in controversie legali, normative, condominio, casa, successioni, contratto, mutui.
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