Sismabonus 110%: interventi antisismici sugli edifici a costo zero

Ecobonus 110%: interventi antisismici sull’immobile a costo zero, come ristrutturare la propria casa a costo zero con il sismabonus 110%. Chi può usufruirne, quali lavori, quali documenti bisogna presentare, come fare per ottenere tutte le detrazioni del Decreto Rilancio.

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Il Decreto Rilancio, il decreto legge 19 maggio 2020, n. 34 convertito poi in legge dalla L. 17 luglio 2020 n. 77, è la misura con cui il Governo italiano ha deciso di sostenere famiglie e imprese in seguito all’Emergenza Covid-19. Si tratta di una misura che incentiva ad intraprendere lavori di efficientamento energetico e di riduzione dei rischi sismici per la propria abitazione.

Vediamo, nello specifico, quali sono i vantaggi e cosa offre, a chi potrà usufruirne, l’Ecobonus 110% per tutti gli interventi antisismici. Stiamo parlando del Sismabonus 110%, che presenta delle graditissime novità rispetto alle detrazioni passate.

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Occasione unica per la realizzazione di interventi antisismici

Per chiarire in cosa consiste il Sismabonus 110% e perché ha assunto un valore così importante, occorre precisare che attualmente, qualunque nuova costruzione nel nostro paese, in base a normative a livello europeo, dev’essere realizzata secondo precise disposizioni antisismiche.


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Detto questo, ciò che bisogna sottolineare è che l’Italia, essendo un paese dalla storia antica e complessa, è costituita da un’enorme quantità di città e paesi le cui strutture edilizie, essendo sorte ben prima della normativa in materia antisismica, non si adattano alle più recenti disposizioni antisismiche. Ecco perché le istituzioni, ormai da molti anni, sono proiettate a favorire un adeguamento sismico di palazzi, case e strutture private e pubbliche.

Da qui, la necessità di favorire interventi per l’adeguamento antisismico e di costruire i nuovi edifici secondo una serie di regole stabilite a livello mondiale che illustrano con molta chiarezza lo stato dell’arte di un edificio antisismico. Fra queste, troviamo l’aggiunta di muri portanti per il rafforzamento delle strutture, l’eliminazione di elementi di passaggio, ad esempio ponti in cemento armato, e la sostituzione con connessioni in altro materiale, più flessibile, e magari rimovibili.

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Le zone sismiche in Italia: classificazione

Non tutto il territorio italiano ha, ovviamente, lo stesso indice sismico, ecco perché il nostro paese è stato diviso in zone, che sono state numerate da 1 a 4. Ecco la divisione in zone sismiche dell’Italia:

  • zona 1 (rischio alto) in questa zona troviamo le seguenti regioni: Abruzzo, Campania, Friuli Venezia Giulia, Molise, Sicilia, Umbria.
  • zona 2 (rischio medio-alto) in questa zona troviamo le seguenti regioni: Basilicata, Emilia Romagna, Lazio, Marche, Puglia.
  • zona 3 (rischio medio-basso) in questa zona troviamo le seguenti regioni: Liguria, Lombardia, Piemonte, Toscana.
  • zona 4 (rischio basso) in questa zona troviamo le seguenti regioni: Sardegna, Trentino Alto Adige, Valle d’Aosta.

L’indice è stato calcolato tenendo conto di 3 fattori:


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  • pericolosità, cioè la possibilità concreta che un sisma di verifichi in quell’area
  • vulnerabilità, cioè i danni che il terremoto potrebbe provocare alle strutture esistenti
  • esposizione, ossia la ricaduta socio-economica che l’evento avrebbe sull’area in questione.

Anche gli edifici sono stati classificati in classi di rischio, dalla A, che costituisce il rischio minore, alla G, che indica, invece, il rischio maggiore.

È molto importante conoscere la zona sismica nella quale ti trovi e la classe sismica del proprio immobile, al fine di ottenere il Sismabonus.

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Sismabonus 110%: detrazioni per l’adeguamento antisismico

Passiamo ora al motivo per cui sei qui: come usufruire dell’Ecobonus 110% per interventi antisismici a costo zero.


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Periodo di competenza

Potrai sfruttare la detrazione del 110% sulle spese che sosterrai:

  • fino al 30 giugno 2022
  • fino al 31 dicembre 2022, per i condomini, a patto di aver realizzato il 60% dei lavori entro il 30 giugno 2022
  • fino al 31 dicembre 2023 per gli immobili denominati IACP (Istituto Autonomo Case Popolari), purchè al 30 giugno 2023 siano stati effettuati lavori pari ad almeno il 60% dell’intervento complessivo.

Potrai usufruire della detrazione non soltanto per la tua abitazione principale, ma anche per la tua seconda casa. Anche in questo caso, come per l’Ecobonus 110%, oltre alla detrazione sulle spese sostenute c’è la possibilità di scegliere uno sconto immediato in fattura o la cessione del credito.

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Sismabonus: chi può usufruirne

Per poter usufruire del Sismabonus, gli interventi devono essere effettuati su strutture che ricadono nelle zone 1, 2 o 3.

Possono accedere al Sismabonus:

  • privati cittadini
  • titolari di imprese
  • società semplici
  • istituti autonomi per le case popolari (IACP)
  • società che rientrino nella classificazione delle in house providing
  • cooperative di abitazione a proprietà indivisa.

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Lavori ammessi al Sismabonus e tetto massimo di spesa

Il tetto massimo di spesa per accedere al Sismabonus è 96.000 euro per ciascun immobile. I lavori per i quali è possibile sfruttare il Sismabonus sono:

  • Abbassamento del rischio sismico, anche quando non si verifica miglioramento della classe di rischio
  • Riduzione del rischio sismico con passaggio di una o due classi di rischio, con metodo semplificato o convenzionale
  • Modifica di parti dell’edificio purché finalizzato a miglioramento sismico dell’edificio
  • Demolizione e ricostruzione di edifici con riduzione del rischio sismico, anche qualora avvenga variazione volumetrica rispetto all’edificio originale.

Fra le spese detraibili vi sono anche quelle accessorie, ad esempio tinteggiatura, pavimentazione e simili, insomma tutti quei lavori che occorre fare dopo l’intervento di miglioramento antisismico. Inoltre, sono detraibili anche le spese effettuate per determinare la classe sismica di un immobile.

Nel caso di distruzione e ricostruzione di un edificio in ottica antisismica, è ammessa la detrazione, ma l’intervento dev’essere classificato come recupero edilizio e non nuova costruzione.

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Come richiedere il Sismabonus: documentazione

Per poter usufruire del sismabonus dovrai prima di tutto effettuare tutti i pagamenti tramite bonifico bancario o postale, anche online, in modo che siano tracciabili. Poi, dovrai produrre tutta la documentazione che attesti i lavori effettuati e la riduzione della classe sismica. Questi documenti sono le asseverazioni rilasciate da tecnici specializzati e iscritti all’albo.

Vediamo nel dettaglio quali sono tutti i documenti che dovrai produrre, conservare e inviare, infine, per ottenere il Sismabonus 110%.

Abilitazioni amministrative che dimostrino quando i lavori sono iniziati e che tipo di interventi saranno realizzati. Parliamo di permesso di costruire, Cila o SCIA, a seconda dei casi. Nell’eventualità che non occorra nessuno di questi documenti, basterà produrre una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà nella quale sarà indicata la data di inizio lavori e la tipologia, molto importante per giustificare l’accesso agli incentivi.

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La data di inizio dei lavori va comunicata, preventivamente, anche all’ASL.

Come abbiamo anticipato, per accedere al bonus, dovrai dimostrare di aver effettuato tutti i pagamenti tramite bonifico bancario o postale, completi di  causale del versamento, partita IVA o codice fiscale, nel caso i lavori siano effettuati da un privato.

Altro documento molto importante è quello con cui si attestano, mediante autocertificazione le spese che hai sostenuto: è fondamentale perché è esattamente su tali spese che sarà calcolata la detrazione che ti spetta. Fondamentale anche perché tali spese non devono superare il tetto massimo che, come ricordiamo, è 96.000 euro a immobile.

A conclusione dei lavori, dovrai produrre l’autocertificazione con la quale dimostri di aver realizzato lavori tali da giustificare l’accesso al sismabonus.

Anche tutte le ricevute di pagamento dell’IMU, nel caso sia dovuta, devono far parte della documentazione da inviare all’ENEA, così come tutte le fatture e le ricevute di pagamento.

Tutti i documenti prodotti vanno inviati a ENEA seguendo la procedura sul sito ufficiale dell’ente.

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Sismabonus: alternative al 110%

Anche nel caso di questa serie di interventi, è ammessa la possibilità per chi effettuerà interventi sull’immobile, di poter scegliere, invece della detrazione 110%, fra altre 2 opzioni:

  • cessione del credito fino al 100%
  • sconto in fattura fino al 100%.

Sismabonus 110% interventi antisismici sull’immobile a costo zero: immagini e foto

Abbiamo visto in cosa consiste il sismabonus, perché è importante adeguare la propria abitazione alle norme antisismiche, quali sono le zone sismiche in Italia e in che modo puoi usufruire del Superbonus per interventi antisismici a costo zero.

 

 

Davide Bernasconi
  • Laurea in Economia e Commercio, indirizzo Internazionale
  • Autore specializzato di design e arredo d'interni
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