Rumori molesti in condominio: cosa fare


Come difendersi dai rumori molesti in condominio. La normativa in vigore: cosa si intende per rumori molesti, gli orari condominiali, la soglia di tollerabilità, l’intervento dell’amministratore di condominio. Chi chiamare per risolvere il problema. Come scrivere la lettera di diffida, quando e come agire in giudizio.

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Abitare in un condominio comporta un minimo di sopportazione e di tolleranza: lavori di ristrutturazione eseguiti nell’appartamento confinante o sottostante può significa udire rumori di martello pneumatico, di muri abbattuti oltre al passaggio di numerosi operai per gran parte della giornata.

Sebbene sopportare non sia sempre semplice, soprattutto se si lavora o si studia, facendo fatica a trovare la concentrazione necessaria, occorre pensare che fra qualche mese od anno potrebbe toccare a voi eseguire lavori di rinnovamento fra le mura domestiche.

D’altronde basta poco per mantenere i buoni rapporti:

  • avvertire per tempo l’amministratore di condominio,
  • apporre un cartello nell’atrio, in ascensore e sulle scale indicante periodo e fasce orarie in cui gli inquilini dovranno sopportare il disagio.

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Vi sono invece altri casi in cui i rumori possono superare il limite di tollerabilità, come tenere alto il volume di radio e televisione anche a tarda ora, frequenti litigi con i famigliari oppure animali domestici che abbaiano anche quando nessun pericolo si profila all’orizzonte.

Ecco quindi un decalogo su come comportarsi e a chi rivolgersi per far sentire le proprie ragioni, prima di passare alle vie legali che potrebbero compromettere in maniera definitiva i rapporti con il vicinato.


Quando è permesso fare rumore in casa: normativa

Il regolamento condominiale stabilisce la fasce orarie in cui è ammesso e concesso fare rumore in maniera superiore alle normali attività quotidiana. Suonare uno strumento musicale, fare una festa in casa con bambini vivaci oppure appendere un quadro al muro o montare l’arredo di una stanza possono essere considerati fra i rumori più molesti.

I rumori più fastidiosi sono ammessi in due fasce:

  • dalle 8.00 alle 13.00,
  • dalle 16.00 alle 21.00.

Al di fuori di queste fasce, è vietato in maniera esplicita fare chiasso o svolgere attività rumorose.

Rimane comunque libera la possibilità per il condominio di stabilire altre fasce orarie, motivo per cui è consigliabile recuperare una copia dello stesso per conoscere il regolamento nei dettagli.

A scanso di equivoci, il regolamento condominiale non deve per forza prevedere l’indicazione degli orari di rispetto della quiete pubblica. In caso di mancanza di orari dettagliati, l’articolo 844 del codice civile è il punto di riferimento normativo, il quale afferma che ogni cittadino deve impedire che dal proprio fondo, terreno e proprietà siano emessi rumori, fumo e calore oltre la normale soglia di tollerabilità.

Rumori molesti: soglia di tollerabilità

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Con il termine molesto si indica il rumore che turba il riposo e la quiete delle persone, ovvero non tollerabile. La soglia di tollerabilità indica la situazione in cui il livello medio del rumore di fondo è superiore a 3,5 decibel.

Il parametro è stato inserito dalla Corte di Cassazione per dirimere le situazioni più controverse, in modo che il giudice, in Tribunale, possa valutare ogni situazione in maniera indipendente.

Per fare un esempio chiarificatore, il rumore provocato dall’uso di un martello pneumatico in città, dove il traffico, la presenza della folla ed altre situazioni rumorose non provoca sensibili alterazioni foniche.

In un condominio, il volume alto della televisione alle 9 di sera ha un diverso impatto rispetto alle 2 del mattino, a notte fonda.

Rumori molesti in condominio: cosa può fare l’amministratore

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Il primo soggetto a cui ci si può rivolgere è l’amministratore di condominio, che però può agire nei confronti del condomino colpevole soltanto sulle materie indicate dal codice civile, dalle leggi speciali e dal regolamento di condominio. Il rispetto di quest’ultimo, mediante delibere assembleari, prevede l’invito esplicito ai disturbatori della quiete pubblica di attenersi alle norme.

L’amministratore non può intervenire in maniera diretta sui singoli condomini, usando la forza. Invece può comminare le sanzioni pecuniarie, come stabilito dalla riforma del condominio, entrata in vigore il 18 giugno 2013.

I rumori molesti provocati dai condomini al di fuori degli orari stabiliti, possono essere sanzionati dall’amministratore con un’ammenda fino a €200, cifra che può arrivare fino a € 800 in caso di comportamento recidivo.

E’ comunque compito dell’assemblea condominiale approvare la sanzione mediante una delibera, impugnabile entro i 30 giorni successivi la sua approvazione.

L’amministrare può inoltre intervenire nei rapporti fra singoli condomini, dunque valutare e contestare se i rumori coinvolgono in maniera sensibile, pertanto udibili, nelle parti comuni.

Come fare denuncia per rumori molesti

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Il fatto che il vicino d’appartamento abbia un comportamento decisamente insolito, causa di rumori durante l’arco della giornata e soprattutto quando ci si vorrebbe riposare, non permette di fare immediatamente una denuncia/querela o chiamare i carabinieri e le forze dell’ordine per riportare alla calma la situazione.

Il reato di disturbo della quiete pubblica scatta soltanto quando il rumore viene percepito dal circondario o da gran parte di esso. Se quindi la situazione arreca danno soltanto al vicino confinante o che abita nei locali sottostante o sopra l’origine del rumore, allora si può provvedere a redigere ed inviare una lettera di diffida.

Rumori molesti in condominio: esempio lettera di diffida

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Per aiutare il lettore nella stesura di una lettera di diffida, ecco un fac simile che spiega e notifica la situazione al condomino molesto. La lettera va spedita con raccomandata senza busta, facendo cura di piegare i fogli scritti, pinzandoli, in modo che la persona non possa in alcun modo contestare di aver ricevuto la lettera al suo domicilio.

Se infatti ricevesse la diffida in busta chiusa, potrebbe sempre contestare di aver ricevuto una busta senza il contenuto da voi inviato.

Facsimile lettera di diffida

Milano, 25/02/2019
Ai Sig.ri xxxxx
Via xxxx
Milano (MI)
Oggetto: Diffida

Egr. Sig.

Le scrivo in qualità di condomino del palazzo sito in XXX via XX n° civico XX

Vivo nell’appartamento situato al piano XX n. XX sottostante il Suo.

A partire dal giorno …,  soprattutto negli orari dedicati al riposo, come indicato da regolamento condominiale, provengono dal Suo appartamento rumori superiori alla normale tollerabilità (schiamazzi, grida, volume alto di tv/radio) che rendono impossibile, allo scrivente e alla sua famiglia, di godere della normale tranquillità quotidiana.

La situazione creatasi è confermabile da numerosi testimoni intervenuti sul luogo che hanno potuto percepire i rumori molesti.

Considerati i numerosi solleciti verbali che negli ultimi mesi sono rimasti inevasi, se non per brevi periodi, mi trovo costretto a scriverVi la seguente lettera di diffida.

Con la presente, quindi, Vi chiedo di interrompere al più presto tali cause di disturbo, avvertendoVi che, in caso contrario, sarò costretto a ricorrere all’autorità giudiziaria e a richiedere altresì un risarcimento del danno per tutti i danni subiti sino ad oggi.

Distinti saluti

Data, firma.

Fare causa per rumori molesti

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Se la lettera di diffida non ha portato alcun risultato e neppure l’assemblea condominiale ha deliberato in materia, ci si può rivolgere alla legge agendo in giudizio, ovvero intentare causa per rumori molesti che persistono.

La causa non si estingue mai e dunque può essere intentata anche dopo anni. Per intentare causa non è necessario essere  il proprietario dell’appartamento, ma si può essere residenti in seguito a qualunque tipo di contratto: usufrutto, comodato d’uso, locazione, etc.

L’azione viene proposta nei confronti di chi è ritenuto responsabile dei rumori e non è necessaria una prova fonografica, in quanto il giudice può basare il suo giudizio anche sulle testimonianze dei vicini.

La causa ha come obbiettivo:

  • risarcimento del danno
  • inibizione del condomino a continuare con i rumori molesti

Il giudice, se lo ritene necessario, può imporre al condomino rumoroso di provvedere ad insonorizzare l’appartamento. L’installazione di pannelli fonoassorbenti è una delle soluzioni attualmente maggiormente indicata.

Davide Bernasconi
  • Redattore specializzato in Design
  • Scrittore e Blogger
  • Esperto di Arredo e design

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