Controlli fiscali AdE in arrivo: 20.000 lettere già spedite

Autore:
Erika Fameli
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Tempo di lettura: 5 minuti

Nel 2026 ripartono i controlli AdE sul catasto italiano: 20.000 lettere sono già partite, e altre sono in programma per verificare la regolarità dei documenti catastali e l’aggiornamento della rendita dopo i lavori del Superbonus, ma non solo. Nel mirino anche cessione del credito ed evasione.

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Ripartono i controlli AdE: tutto quello che c’è da sapere
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Con la Legge di Bilancio 2024 si è aperta una stagione di controlli che ha ancora parecchio lavoro davanti a sé prima di potersi dire conclusa. L’Agenzia delle Entrate, infatti, ha avviato una serie di controlli sul catasto italiano, per verificare la regolarità delle dichiarazioni dei contribuenti, e l’allineamento tra quanto dichiarato e il valore reale degli immobili, soprattutto alla luce dei lavori per cui si è usufruito del Superbonus. Nei giorni scorsi l’AdE ha spedito 20.000 lettere, e altre sono programmate su tutto il biennio 2026-2027, secondo il Piano di attività di monitoraggio.

Lo scorso anno i controlli hanno riguardato solamente le situazioni più sospette, come ad esempio:

  • ruderi trasformati in abitazioni senza aggiornamento catastale,
  • immobili ancora accreditati con rendita pari a zero nonostante i cantieri rilevanti,
  • spese molto elevate senza variazioni formali del valore immobiliare.

Quelli di quest’anno, invece, avranno un raggio d’azione più ampio e indagheranno anche sulla regolarità riguardante la cessione del credito, l’opzione di sconto in fattura e l’evasione.

Ripartono i controlli AdE

Ripartono i controlli AdE: tutto quello che c’è da sapere
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Quando si effettua un intervento che determina un aumento del valore commerciale di un immobile, è obbligatorio aggiornare la rendita catastale entro 30 giorni dalla conclusione dei lavori, in modo che la nuova rendita sia utilizzabile per calcolare IMU e imposte di vario genere. In molti però, non si sono ancora mossi, e l’AdE vuole stringere il cappio sui più pigri, dando seguito a quanto già avviato nel 2025, e allargando ancora di più il ventaglio di verifica.

Se si riceve la lettera dell’Agenzia delle Entrate, si deve per prima cosa capire se si è già in regola oppure no. Le comunicazioni, infatti, non sono foriere di sanzioni immediate, ma piuttosto un input all’azione. Di conseguenza, se si ritiene di avere già tutto in regola, si devono trasmettere i documenti giustificativi. Al contrario, se si deve regolarizzare la situazione del proprio immobile, si deve presentare la dichiarazione catastale tramite un tecnico abilitato. La regolarizzazione spontanea permette di avere penalità ridotte, mentre il mancato aggiornamento del catasto entro 90 giorni dà luogo ad un ricalcolo d’ufficio della rendita catastale, e fa scattare l’applicazione delle sanzioni in misura piena.

Non solo Superbonus

Ripartono i controlli AdE: tutto quello che c’è da sapere
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Nel mirino dell’AdE, come anticipato, non ci sono solamente gli immobili ristrutturati beneficiando del Superbonus che non hanno ancora aggiornato la rendita catastale, ma anche le cessioni del credito e lo sconto in fattura, per cui nel 2026 si prevede di avviare controlli sull’87% delle pratiche. In particolare, le verifiche riguarderanno la coerenza tra interventi dichiarati e importi, eventuali collegamenti con soggetti già coinvolti in operazioni sospette, incongruenze tra caratteristiche dell’immobile e spese sostenute, e ripetizioni di cessioni ravvicinate. Se si riscontrano anomalie, l’utilizzo del credito si sospende e si apre il contraddittorio con il contribuente.

Ancora, l’Agenzia delle Entrate ha in programma per il biennio 375.000 controlli sulle dichiarazioni Irpef, Iva e Irap, partendo dalle posizioni considerate a maggior rischio di evasione.

Questo è possibile grazie alla Sogei (società IT del Ministero dell’Economia), che analizza una rete di oltre 200 banche dati e confronta conti correnti, spese e ricavi e produce gli indici Isa (Indicatori Sintetici di Affidabilità), su cui si basa la selezione dei profili più sospetti. Per rafforzare ulteriormente l’attività di contrasto alle irregolarità, inoltre, si prevedono più di 75.000 controlli congiunti con la Guardia di Finanza.

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