Promessa bomba: 60.000 case popolari in un anno

Autore:
Erika Fameli
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Il Ministro per le Infrastrutture e Trasporti Matteo Salvini ha promesso di riqualificare 60.000 case popolari in un anno e di utilizzare, per farlo, più di 1 miliardo di euro dei fondi PNRR. Secondo il suo annuncio, entro febbraio 2027 tantissimi appartamenti oggi inutilizzati saranno resi agibili e assegnati ai cittadini in maggiore difficoltà: ci riuscirà?

Promessa bomba: 60.000 case popolari in un anno
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Il 3 febbraio scorso si è tenuta la prima riunione dei Ministri UE sull’emergenza abitativa e in occasione della stessa, Matteo Salvini ha annunciato il piano ambizioso di realizzare 60.000 nuove case popolari in un solo anno.

Il progetto, secondo il Ministro per le Infrastrutture, dovrebbe recuperare gli immobili inutilizzati perchè inagibili e, grazie al dirottamento di 1 miliardo di euro dei Fondi PNRR, assegnarli alle famiglie in difficoltà entro febbraio 2027.

Si tratta di un piano ambizioso, che andrebbe a rinfoltire i 900 milioni di euro già stanziati dal MIT, e che sarà il primo passo di attuazione del Piano Casa Italia, di cui si è discusso nelle scorse settimane. Il Ministro per le Infrastrutture e Trasporti ha spiegato che il suo obiettivo è cambiare radicalmente il concetto dell’abitare:

Perchè la casa non deve più coincidere con un debito che prosciuga le risorse ma deve tornare ad essere un bene primario a garanzia del futuro delle nuove generazioni.

60.000 case popolari in un anno

Promessa bomba: 60.000 case popolari in un anno
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La promessa di Matteo Salvini all’UE è senza ombra di dubbio ambiziosa, soprattutto considerando i tempi delle riqualificazione e della burocrazia italiana, ma andrebbe sicuramente a risolvere un problema enorme a tantissime famiglie.

In base ad una stima approssimativa, infatti, per mettere a norma e rendere abitabile un immobile servono all’incirca 20.000 euro, da destinare a:

  • sistemare gli impianti,
  • sostituire gli infissi,
  • rifare il bagno e mettere mano alle tubature,
  • sistemare il riscaldamento.

In questo modo, entro un anno e con un investimento di 1 miliardo di euro, si riuscirebbero a consegnare 60.000 case popolari lungo tutto lo Stivale alle famiglie in difficoltà. Il progetto andrebbe quindi ad aggiungersi agli obiettivi del Piano Casa Italia che, stando alle parole del Governo, intende mettere a disposizione 100.000 nuovi appartamenti a prezzi calmierati nell’arco di 10 anni.

Risolvere la crisi abitativa

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La risoluzione della crisi abitativa è una delle massime priorità non solo in Europa, ma anche in Italia, poichè con il passare del tempo aumentano costantemente le persone in difficoltà. A pagare il prezzo maggiore sono i giovani, le famiglie con genitori separati e gli anziani, ed è proprio a loro che il governo ha deciso di destinare le risorse del Piano Casa Italia, attraverso il rafforzamento del social housing e la costruzione di una filiera pubblico-privata che coinvolga sia soggetti istituzionali che enti territoriali, operatori e corpi intermedi. Le soluzioni individuate per mettere una toppa all’emergenza sono il co-housing e il rent-to-buy.

Riguardo le risorse da utilizzare per realizzare questo ambizioso progetto, il governo ha annunciato l’utilizzo di 100 milioni di euro iniziali per avviare i progetti pilota, e 660 milioni di euro complessivi da ripartire nel periodo 2027-2030.

Tirando le somme, quindi, gli italiani potranno contare su nuove case popolari (da assegnare in base ai criteri di legge e secondo le specifiche graduatorie di ogni singolo Comune) e su alloggi cui accedere con canoni calmierati e condizioni agevolate. Riuscirà il governo a dare alloggio al milione e mezzo di famiglie che oggi si trova in difficoltà abitativa?

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