Parcheggio davanti casa: in questi casi puoi ottenere un posto auto riservato

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Erika Fameli
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La privatizzazione del parcheggio libero davanti casa permette di trasformare uno spazio pubblico in uno ad uso esclusivo, ma in quali casi è possibile farlo? Ecco tutte le regole da conoscere e come fare per ottenere uno spazio riservato partendo da un suolo pubblico.

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Privatizzazione del parcheggio libero davanti casa: come fare
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Il parcheggio privato è uno degli elementi pertinenziali che aggiungono più valore ad un immobile, perchè assicura comodità, parcheggio sicuro e una quantità altamente inferiore di stress, soprattutto nelle zone dove è più complicato trovare un posto dove lasciare l’auto. Chi non ha garage, parcheggi o box condominiali però, è davvero destinato a non avere mai un parcheggio privato davanti casa?

La risposta è tendenzialmente sì, ma esistono delle eccezioni: grazie alla privatizzazione di un suolo pubblico, infatti, si può ottenere l’uso esclusivo di un parcheggio comunale, a patto di rispettare determinate regole. Si tratta di un iter che coinvolge Comuni e spazi pubblici e che impone di rispettare limiti e vincoli specifici.

Privatizzazione del parcheggio libero

Privatizzazione del parcheggio libero davanti casa: come fare
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Partendo dal presupposto che in linea generale non si può privatizzare un parcheggio davanti casa su strada pubblica, è bene sapere che esistono delle deroghe a questo divieto.

Le strade urbane, infatti, sono beni destinati alla collettività e non si possono trasformare in spazi privati su iniziativa del singolo cittadino o di un gruppo di residenti. L’unico modo per riservare legalmente un tratto di strada pubblico per il parcheggio della propria auto, quindi, è chiedere al Comune un’autorizzazione specifica, nel rispetto di determinati vincoli e limiti.

Ne è un esempio il parcheggio per disabili, che è una concessione speciale e non si configura come una privatizzazione del suolo pubblico, in quanto il posto resta di proprietà del Comune. Per ottenere uno stallo dedicato sono però necessari requisiti ben precisi:

  • il possesso del contrassegno rilasciato dal Comune,
  • disporre di un veicolo che può essere guidato anche da un familiare o un accompagnatore.

Se il Comune approva la richiesta, si individua uno spazio di sosta nelle immediate vicinanze dell’abitazione, e il posto viene segnalato con un cartello stradale apposito, che riporta i riferimenti del contrassegno autorizzato. Solo in questo modo l’area diventa riconoscibile e riservata all’uso esclusivo della persona beneficiaria.

Distinzione tra privato e riservato

Privatizzazione del parcheggio libero davanti casa: come fare
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A questo punto è necessario fare qualche distinzione tra parcheggio privato e riservato. Il primo genera un diritto esclusivo di proprietà o di utilizzo stabile su uno spazio determinato, e rappresenta una pertinenza immobiliare di grande valore per chi acquista e vende casa. Se c’è chi non riesce a fare a meno del terrazzo, c’è chi è disposto a pagare molto più per avere la certezza che, una volta a casa, non dovrà passare ore a cercare parcheggio.

Per chi vive in condominio, inoltre, esistono i parcheggi condominiali, che rientrano tra le aree comuni e non possono essere occupati stabilmente per diritto personale, a meno che non esista una regolamentazione specifica.

Questo vuol dire che si ha diritto a un posto, ma non ad uno in particolare, e che tutti gli spazi devono rimanere accessibili a tutti i condòmini, nel rispetto della funzione originaria dell’area. Il parcheggio riservato, invece, è uno spazio che rimane di proprietà comunale, ma che viene destinato ad un uso prioritario: il Comune detiene la proprietà dell’area e il diritto del cittadino è personale e legato alla sua condizione.

Privatizzazione del parcheggio libero davanti casa: foto e immagini