Moduli unici Salva Casa: solo 5 regioni li hanno adottati
I moduli unici Salva Casa, decretati con l’accordo in Conferenza Unificata del mese di marzo, dovevano essere adottati dalle Regioni italiane entro il 9 maggio ma, ad oggi, sono solo 5 le Regioni che li hanno recepiti. Le altre sono ancora in ritardo, e i Comuni non promettono di fare meglio: ecco la situazione aggiornata.
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L’introduzione del Decreto Salva Casa ha generato un movimento a livello burocratico e immobiliare come non se ne vedevano da tempo. La possibilità di sanare piccole difformità ha infatti aperto le porte ad una ripresa del mercato e all’immissione di numerosi nuovi immobili sui portali di vendita. Il problema, come spesso accade in Italia, è la burocrazia. Per questo, e per rendere il Salva Casa una realtà concreta oltre che teorica, a marzo la Conferenza Unificata ha decretato che tutte le Regioni avrebbero dovuto adottare una nuova modulistica, proprio in ricezione del Salva Casa.
La scadenza per le Regioni era fissata al 9 maggio, mentre i Comuni hanno tempo fino al 23 maggio. In particolare, i nuovi moduli unici Salva Casa riguardano:
- la CILA,
- la SCIA,
- la SICA alternativa al permesso di costruire,
- il permesso di costruire.
Ad oggi però, ad averli adottati sono solamente 5 regioni.
Moduli unici Salva Casa

Le Regioni che hanno rispettato i termini dettati dalla Conferenza Unificata (o quasi) sono la Lombardia, la Campania, la Basilicata, il Lazio e la Sicilia, che ha introdotto i nuovi moduli il 14 maggio. Le altre Regioni risultano ancora in ritardo. Vediamo però, cosa è stato fatto in queste regioni per aprire le porte al Salva Casa. In Lombardia la modulistica è stata adottata con la Delibera di Giunta XII/4246, preceduta nel mese di dicembre 2024 da una legge regionale che ha modificato le norme locali che contrastavano con le nuove disposizioni.
La Campania ha recepito i modelli con la Delibera di Giunta 252/2025, rimandando direttamente ai moduli della Conferenza Unificata (il che potrebbe creare dei problemi ai Comuni) e, a gennaio, ha pubblicato una circolare per chiarire le misure del Salva Casa che si possono applicare direttamente, e quali invece necessitano di far riferimento alle leggi regionali. Sono un esempio di quest’ultima casistica i cambi di destinazione d’uso e il recupero dei sottotetti.
Le delibere regionali

In Basilicata l’adozione dei nuovi moduli edilizi del Salva Casa è avvenuta con la Delibera di Giunta 246/2025, senza preventivamente pubblicare norme di recepimento o circolari esplicative. Per quanto riguarda invece il Lazio, la Regione ha adottato delle norme interpretative sul cambio di destinazione d’uso, sul calcolo delle oblazioni e sull’accertamento di compatibilità paesaggistica. Successivamente, ha adottato i nuovi moduli con la Determina dirigenziale G05745.
Infine, la Sicilia ha recepito i nuovi moduli in ritardo rispetto alla scadenza del 9 maggio, ma comunque a brevissima distanza, con il Decreto Assessoriale 123/GAB. La Regione, a differenza delle altre, ha adottato 5 modelli unici, aggiungendo a quelli previsti dalla Conferenza Unificata, anche il modello CILA opere interne. Questo Decreto è preceduto da una circolare di recepimento (agosto 2024) e da una legge regionale di recepimento (novembre 2024).
La parola ora, passa ai Comuni. Saranno in grado di rispettare la scadenza o i tempi si allungheranno come nel caso delle Regioni? Non resta che attendere per scoprirlo, e per vedere tutti i cambiamenti che il Salva Casa porterà in Italia, una volta aggiornata la modulistica.