Lite condominiale: quando i condomini possono essere testimoni

Nel corso di una causa condominiale, quando i condomini possono essere chiamati a testimoniare?  Ecco i limiti ed i criteri per assumere in giudizio la testimonianza di un condomino, ai fini, della decisione in merito ad un problema.

Condominio

La legge prevede che i condomini non possano testimoniare nelle cause instaurate dal condominio o in quelle in cui lo stesso risulta essere convenuto, qualora la lite interessi l’intero condominio.

La testimonianza del condomino può essere acquisita in giudizio solo nelle liti instaurate tra due condomini ed allorquando il testimone non sia parte nel processo.

Legittimità ed assunzione di testimonianza del condomino in una lite condominiale: i dettagli

Al netto della difficoltà intrinseca della vita condominiale, è opportuno stabilire quale sia il ruolo dei condomini nel corso di cause condominiali e se quest’ultimi possano fungere da testimoni.


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Ebbene, il codice civile stabilisce in genere il divieto di assunzione di testimonianze da parte di persone aventi un interesse di natura economica o processuale nella causa incardinata dal Condominio.

Sul punto la Corte di Cassazione (con sentenza n. 8478/2020)  ha sancito l’impossibilità per i condomini di testimoniare nel corso delle liti condominiali dato che il Condominio non ha personalità giuridica ed i condomini risultano interessati dall’esito finale del giudizio non risultando, pertanto, imparziali.

Sussistono dei casi in cui la testimonianza di un condominio per dirimere una lite condominiale in giudizio, possa essere acquisita.

E’ fondamentale, in tal caso, che la lite riguardi due singoli condomini e non il Condominio per intero.

Lite condominiale: ecco quando i condomini possono fungere da testimoni

Liti condominiali: le cause scatenanti

Cosa scatena una lite all’interno di un Condominio?

Tante sono le ipotesi in cui è possibile che il rapporto civile tra i condomini venga, tutto ad un tratto, scalfito.

Si può facilmente arrivare in un‘aula di giudizio per effetto di lite sorta per i rumori molesti del vicino.

Ovvero la scarsa pulizia delle parti comuni o la manutenzione ordinaria ed i costi eccessivi alla stregua delle spese condominiali.

Dulcis in fundo il cane che abbaia sul pianerottolo a tutte le ore, le urla dei bambini e l‘attività di gestione condominiale da parte dell’amministratore tutt’altro che trasparente.


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Incapacità del condomino di testimoniare in una lite condominiale: l’orientamento giurisprudenziale

Fatte le debite eccezioni, come succitato, l’orientamento giurisprudenziale è proteso ad affermare l’assoluta incapacità a testimoniare del singolo condomino.

Ex art.246 c.c. l’incapacità a testimoniare deriva dal fatto che il singolo condomino è già parte del condominio nei giudizi in cui quest’ultimo risulta essere chiamato quale parte attrice o convenuta.

Il singolo condomino in generale non può essere sentito quale testimone in una causa in cui è parte il Condominio poichè facente parte dello stesso.


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A tal punto, la legittimazione processuale dell’amministratore ad agire o resistere in un giudizio per conto del Condominio è concorrente rispetto alla posizione dei singoli condomini rappresentati nelle liti in cui sono in gioco gli interessi comuni dei condomini.

In tal senso si afferma una rappresentanza processuale reciproca in cui si attribuisce a ciascun condomino una legittimazione sostitutiva non potendo ciascuno di essi tutelare singolarmente l’interesse proprio e quello analogo degli altri.

L’Amministratore per tanto non è una parte terza intervenente nel processo ma rappresenta una delle parti determinatasi a far valere le proprie ragioni in giudizio.

Lite condominiale: ecco quando i condomini possono fungere da testimoni

Sul punto la Corte di Cassazione con sentenza (n.6483 del 1997) ha statuito:

Si deduce che, in tema di condominio negli edifici, ogni singolo condomino ha il potere di agire autonomamente e personalmente a tutela dei diritti comuni, così come può intervenire nel giudizio già iniziato dell’amministratore per far valere diritti sia propri che comuni, onde ciascun condomino ha per ciò solo la veste di parte e non può, di conseguenza, assumere quella di testimone.

Pertanto, alla luce di tale orientamento giurisprudenziale consolidato, si deduce che il condominio è un ente e come tale non possa essere distinto dai singoli componenti coinvolti nelle vicende giuridiche del condominio

Ragion per cui, salvo che nel caso d’eccezione succitato, il singolo condomino non può essere assunto a testimone in una causa in cui il Condominio di appartenenza risulti essere costituita quale parte attorea o convenuta.

Avv. Ennio Carabelli
  • Laurea in Giurisprudenza
  • Abilitazione Forense presso la Corte d'Appello di Salerno
  • Giornalista Pubblicista
  • Autore specializzato in controversie legali, normative, condominio, casa, successioni, contratto, mutui.
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