Incentivi pompa di calore 2026: la nuova norma cambia tutto
Cambia tutto per gli incentivi pompa di calore 2026 con il D.Lgs. 5/2026, che introduce nuovi requisiti tecnici e subordina ad essi l’accesso alle agevolazioni. Ecco quali sono le novità introdotte dal decreto legislativo e come queste impattano sui progetti e sui bonus per la riqualificazione energetica.
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Il decreto legislativo n.5/2026 del 4 febbraio 2026 ha introdotto nuovi requisiti tecnici che riguardano le pompe di calore e che, di fatto, fanno dipendere l’accesso agli incentivi agli aggiornamenti dell’Allegato IV del D.Lgs. 199/2021. In particolare, i cambiamenti principali riguardano:
- SCOP minimo obbligatorio;
- verifica dell’efficienza stagionale ns%;
- valvole termostatiche;
- regole più stringenti per i sistemi ibridi.
Il decreto che cambia tutto

Il decreto legislativo n. 5/2026 recepisce la Direttiva RED III e riscrive l’Allegato IV del D.Lgs. 199/2021, ridefinendo i requisiti tecnici minimi obbligatori per tutti gli impianti a fonti rinnovabili che vogliono accedere agli incentivi statali. La modifica più rilevante riguarda il Coefficiente di Prestazione Istantaneo (COP), ossia il parametro di riferimento per l’efficienza delle pompe di calore elettriche, che si misura in condizioni di laboratorio a temperatura fissa (e che, pertanto, restituisce un dato parziale): dal 4 febbraio 2026 per accedere agli incentivi non ci si baserà più sul COP, ma sullo SCOP (Seasonal Coefficient of Performance) e ns%.
Questo vuol dire, in parole povere, che l’efficienza energetica delle pompe di calore non si misura più su un momento ideale, ma nel corso di un’intera stagione reale. In questo modo si riesce a verificare come funziona la pompa di calore in situazioni e temperature diverse, ottenendo un dato reale sui consumi durante la stagione di riscaldamento. In particolare, la normativa fissa per le pompe di calore aria/acqua uno standard ns% uguale o superiore al 110% e SCOP uguale o superiore a 2,825, una soglia che esclude in automatico le macchine di fascia bassa, quelle convertite e quelle non progettate per un utilizzo continuo nel clima italiano, limitando per loro l’accesso ai bonus.
Incentivi pompa di calore 2026

Per quanto riguarda le valvole termostatiche a bassa inerzia termica, invece, il nuovo decreto ne prevede l’obbligo per tutti gli interventi che accedono agli incentivi (anche biomassa, ibridi e solare termico) su tutti i corpi scaldanti, salvo casi eccezionali (locali in cui l’installazione è tecnicamente impraticabile, locali con centralina di termoregolazione a dispositivi modulanti per la temperatura ambiente, impianti progettati con temperatura media del fluido termovettore inferiore a 45°C). Questo garantisce un’elevata reattività alla modulazione e una maggiore coerenza tra la prestazione certificata e quella installata.
Infine, il decreto introduce una distinzione netta e chiara degli impianti ibridi incentivabili: i sistemi factory made (assemblati in fabbrica e con un rapporto di potenza termica PdC/caldaia non superiore a 0,5), i sistemi bivalenti assemblati in opera (abbinamento di PdC e caldaia con asseverazione tecnica che ne attesti la compatibilità) e pompe di calore add-on (integrazione di una nuova PdC su una caldaia esistente con non più di 5 anni di vita e asseverazione di compatibilità).
Chi sta progettando un impianto con pompa di calore che vuole beneficiare di Ecobonus, Bonus Casa o Conto Termico 3.0, deve quindi rivedere il progetto e aggiornarlo alla luce delle nuove disposizioni normative, altrimenti rimarrà con un pugno di mosche. Nella Relazione Tecnica, infatti, devono comparire tutti i requisiti minimi ai fini dell’ottenimento dei bonus.