Deducibilità dell’affitto: tutte le agevolazioni fiscali per i proprietari

Autore:
Raffaele Di Ciano
  • Laurea in Belle Arti
Tempo di lettura: 5 minuti

Quali sono tutti gli strumenti di deducibilità dell’affitto a disposizione dei proprietari? Ecco una guida completa alle agevolazioni che permettono ai proprietari degli immobili in affitto di risparmiare sulla tassazione dei redditi provenienti dalla locazione.

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Deducibilità dell’affitto: le agevolazioni per i proprietari
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Mettere una casa in affitto vuol dire ricevere una somma mensile dall’inquilino, che contribuisce ad aumentare il reddito personale. Come tale, sul canone di affitto che si riceve si devono pagare le tasse, che sembrano aumentare progressivamente e non dare respiro.

Per questo è fondamentale conoscere tutti gli strumenti utili a risparmiare. Tra questi vi sono sicuramente le norme fiscali, le detrazioni e i regimi agevolati.

Si tratta di misure che interessano sia gli inquilini che i proprietari, in maniera differente, e che permettono di recuperare una parte della spesa del canone di affitto tramite detrazione fiscale (per gli inquilini), oppure attraverso altre modalità specifiche di tassazione (per i proprietari). Per il locatore le possibilità sono sostanzialmente due: ecco una guida completa.

Deducibilità dell’affitto

Deducibilità dell’affitto: le agevolazioni per i proprietari
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Come anticipato, gli inquilini che vogliono recuperare una parte della spesa dell’affitto possono ricorrere a diversi tipi di detrazione o deduzione fiscale (a seconda che si tratti di soggetti privati o di imprese e professionisti). Per i proprietari, invece, si parla di risparmiare sulla tassazione dei redditi provenienti dalla locazione. Questi possono subire due destini distinti: essere soggetti alla tassazione ordinaria IRPEF o rientrare nel regime di cedolare secca.

La tassazione ordinaria IRPEF somma il reddito derivante dalla locazione agli altri redditi percepiti dal proprietario, che siano questi provenienti dallo stipendio, dalla pensione, ecc. Sul totale si devono poi pagare le tasse secondo le aliquote progressive:

  • tassazione al 23% fino a 28.000 euro annui di reddito;
  • tassazione al 35% fino a 50.000 euro;
  • tassazione al 43% oltre i 50.000 euro di reddito annui.

In buona sostanza, quindi, più alto è il reddito complessivo, più la tassazione aumenta.

La cedolare secca e il canone concordato

Deducibilità dell’affitto: le agevolazioni per i proprietari
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Il regime di cedolare secca, invece, consente di pagare un’imposta sostitutiva che non fa sommare il reddito proveniente dalla locazione agli altri redditi. Si tratta dell’opzione che in Italia va per la maggiore, poichè applica l’aliquota fissa del 21% sui contratti di affitto a canone libero e un’aliquota del 10% ai contratti a canone concordato, permette di isolare il reddito della locazione e non contarlo ai fini della progressività IRPEF. La cedolare secca, inoltre, sostituisce anche le addizionali comunali e regionali, ed esonera il proprietario dal pagamento dell’imposta di registro e di bollo.

Per scegliere questa soluzione invece della precedente, è necessario indicarlo al momento della registrazione del contratto e a tutti i rinnovi. Si tratta di una cosa che riguarda solamente gli affitti ad uso abitativo e che, comunque, può essere revocata alla scadenza del contratto.

Discorso a parte merita il contratto a canone concordato: il proprietario che affitta il proprio immobile con questo tipo di contratto, infatti, beneficia di una riduzione del 30% della base imponibile se opta per la tassazione IRPEF, e dell’aliquota al 10% se opta per la cedolare secca. In aggiunta, ha sempre uno sconto del 25% sull’IMU.

Conoscere questi strumenti permette non solo di risparmiare sulla tassazione, ma anche di fare scelte più consapevoli e di andare nella direzione più conveniente e che più si avvicina alle proprie necessità specifiche. Affittare un immobile nella situazione attuale è complesso, ma queste agevolazioni puntano proprio a facilitare l’immissione di nuovi immobili sul mercato.

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