Bonus stufe a pellet 2022: guida completa all’agevolazione

Davide Bernasconi
  • Dott. in Economia e Commercio

Bonus stufa a pellet 2022: come sfruttare la detrazione fiscale. Le differenti opportunità: Bonus ristrutturazione, ecobonus, sconto in fattura, cessione del credito. Superbonus 110%. Aliquote in vigore. Importi massimi di spesa. Modalità di pagamento, documenti necessari e loro conservazione. FAQ.

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La stufa a pellet è un’opportunità moderna e tecnologicamente avanzata per riscaldare l’appartamento od una stanza avente dimensioni importanti; il suo acquisto consente di godere di un’importante detrazione fiscale oppure di uno sconto immediato in fattura.

Acquistare una stufa a pellet consente infatti al contribuente italiano di beneficiare, alternativamente, di una delle tre agevolazioni:

  • Bonus Ristrutturazione 50%
  • Ecobonus 65%
  • Ecobonus 110%, cessione del credito o sconto in fattura 100%

Vediamo nel dettaglio come funzionano precisamente. E’ importante sottolineare che le agevolazioni si riferiscono ad acquisti e/o interventi effettuati nell’anno solare 2022, cioè dal 1° gennaio al 31 dicembre compresi.

Stufa a pellet detrazione 2022: Bonus ristrutturazione 50%

Bonus stufe a pellet 2022: guida completa all’agevolazione

Anche nel 2022 il contribuente italiano ha diritto a godere del bonus ristrutturazioni 50% qualora effettui opere e lavori per rinnovare l’abitazione.

Più precisamente, la detrazione è concessa quando si tratta di :

  • lavori di manutenzione ordinaria, straordinaria, restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia effettuati su parti comuni di edifici residenziali, cioè su condomini (interventi indicati alle lettere a), b), c) e d) dell’articolo 3 del Dpr 380/2001);
  • interventi di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia effettuati su singole unità immobiliari residenziali di qualsiasi categoria catastale, anche rurali e pertinenze (interventi elencati alle lettere b), c) e d) dell’articolo 3 del Dpr 380/2001).

Importo

La norma in vigore dal 1° gennaio 2022 al 31 dicembre 2022 ammette di beneficiare delle spese sostenute per la ristrutturazione con detrazione  fiscale del 50% fino ad un importo massimo di € 96.000 di spesa.

L’acquisto di una stufa a pellet, effettuato nel periodo in cui si effettuano i lavori di rinnovamento, dopo aver ricevuto il benestare dagli uffici comunali per l’avvio delle opere, rientra nella casistica.

Per chiarire le idee, nel caso si spenda il tetto massimo di €96.000 per l’esecuzione di tutti i lavori, il contribuente avrebbe diritto a detrarre in totale €48.000 (il 50% di 96000).

Spese incluse

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Le spese sostenute dal contribuente ed incluse nel bonus sono:

  • acquisto dei materiali
  • esecuzione dei lavori
  • altre prestazioni professionali richieste dal tipo d’intervento come perizie e sopralluoghi
  • relazione di conformità degli stessi alle leggi vigenti
  • imposta sul valore aggiunto, imposta di bollo e diritti pagati per le concessioni, le autorizzazioni, le denunce di inizio lavori
  • oneri di urbanizzazione.

Stufa a pellet detrazione 2022: ecobonus 65%

Se invece si provvede al solo acquisto della stufa a pellet, allo scopo di migliorare il riscaldamento dell’abitazione, scatta il diritto di godere dell’Ecobonus 65%, purchè vengano rispettati i seguenti parametri:

  • rendimento utile nominale minimo conforme alla classe 3 della norma europea EN 303-5, ovvero superiore all’85%
  • rispetto dei limiti di emissione stabiliti dal Decreto Legislativo 152/2006 oppure dalle delibere regionali
  • utilizzo di biomasse combustibili ammissibili
  • per le abitazioni che si trovano nelle zone climatiche C, D, E, F, le porte, le finestre e così via devono rispettare i limiti massimi di trasmittanza termica ai sensi del D.lgls. 192/2005
  • l’impianto di riscaldamento deve già essere presente

Importo

Nel caso dell’Ecobonus, l’importo massimo detraibile di spesa per ciascun immobile è pari a €30000 per l’anno solare 2022.

Bonus stufa a pellet 2022: come funziona

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L’agevolazione fiscale consiste in una detrazione dall’Irpef ripartita in 10 quote annuali, con rate di identico importo.

La detrazione, per lavori effettuati e pagati nell’anno solare 2022, comincerà dunque a partire dalla dichiarazione dei redditi 2023, per 10 anni consecutivi.

Con un esempio possiamo chiarire meglio. Ammettiamo di aver speso €4000 per l’acquisto di una stufa a pellet nell’ambito della ristrutturazione dell’appartamento, pertanto rientrante nella detrazione con aliquota del 50%.

Ogni anno si potrà portare in detrazione €200 per 10 anni (€2000 è pari al 50% del totale speso, ovvero €4000).

Attenzione a considerare una cosa importante: nel caso in cui l’importo da detrarre sia maggiore dell’importo IRPEF da versare, il contribuente non potrà in alcun modo riportare l’eccedenza all’anno successivo o chiederne il rimborso.

Si ricorda che l’acquisto del pellet non dà diritto a godere ad alcuna detrazione.

Bonus stufa a pellet 2022: novità 110%

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Una terza ed ultima opportunità concessa dallo Stato è il superbonus 110%, ovvero la possibilità di eseguire lavori ed interventi su un immobile per migliorare l’efficienza energetica e non sostenere alcuna spesa.

Ad essere incluso è anche l’acquisto e relativa installazione  di una stufa a pellet, purché però avvenga contemporaneamente ad altri lavori che riguardano in maniera più estesa l’intero edificio. In questo modo, non si dovrà aprire il portafoglio, a patto di effettuare almeno uno dei tre interventi trainanti, ovvero:

  • interventi di isolamento termico delle superfici opache verticali e orizzontali che interessano l’involucro dell’edificio con un’incidenza superiore al 25% della superficie disperdente lorda dell’edificio medesimo, entro un limite di €60000 moltiplicati per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio
  • sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti centralizzati per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda sanitaria a condensazione, con efficienza almeno pari alla classe A, a pompa di calore, ibridi o geotermici con la differenza di tetto, pari a €20.000 moltiplicati per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio per gli edifici che hanno fino a 8 unità immobiliari mentre scende a €15.000 moltiplicati per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio per gli edifici con più di 8 unità immobiliari.
  • sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti centralizzati per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda sanitaria a condensazione, con efficienza almeno pari alla classe A, a pompa di calore, ibridi o geotermici con abbinamento eventuale ai sistemi fotovoltaici (limite di spesa fissato a €30000 euro moltiplicato per il numero delle unità immobiliari) che riguardino edifici unifamiliari o sulle unità immobiliari situate all’interno di edifici plurifamiliari che siano funzionalmente indipendenti (con accesso separato).

L’esecuzione di almeno uno dei 3 interventi citati permette di acquistare una stufa a pellet e godere del Superbonus 110%. A beneficiare sono le spese sostenute dal 1° gennaio al 31 dicembre 2022 ed il bonus fiscale sarà goduto in 4 anni (erano 5 gli anni per gli interventi avviati nel 2021) con rate di pari importo.

Quindi, per fare un esempio, ammettiamo di spendere complessivamente €60.000 per una serie di opere. Sulla base dell’aliquota 110%, svolgiamo i calcoli per sapere quanto portare in detrazione ogni anno in dichiarazione dei redditi:

  • 60.000/100*110 = 66.000 (quota da portare in detrazione complessivamente)
  • 66.000/4 = 16.500 (quota annua da detrarre in dichiarazione)

Attenzione però: Si ha diritto alla detrazione fino a capienza IRPEF. Questo significa, facendo un esempio, che se un contribuente ha capienza pari ad € 8.500, a fronte di una rata annuale di € 16.500 per lavori realizzati, ottiene un rimborso massimo pari a € 8.500. La rimanenza di €8.000 andrebbe quindi persa e non potrà essere recuperata successivamente.

Cessione del credito

Sussiste anche la possibilità di cedere il credito maturato alle banche, una compagnia di assicurazione o alle Poste.

In questo caso però, dovrai intavolare una trattativa con l’istituto creditizio per stabilire la quota, sul 110%, che ti verrà restituita.

Questo perché la banca tratterrà una percentuale per sè a titolo di profitto. Risulta comunque conveniente, anche perché la quota IRPEF incapiente rimarrebbe a tuo carico ( la cifra di €8.000 sopra citata).

Sconto in fattura

La terza ed ultima opzione, lo sconto in fattura, è concettualmente più semplice. L’impresa edile che effettua i lavori, si fa carico delle somme, fino ad un massimo del 100% dell’importo complessivo.

Quindi, anche in questo caso, nasce dall’accordo con l’impresa la determinazione dell’aliquota di sconto.

Congruità dei prezzi: cosa cambia

Con l’introduzione del Decreto anti-frodi, vige l’obbligo, per chi intende usufruire dei Bonus ristrutturazione, Ecobonus e Superbonus 110%, del visto di conformità e dell’attestazione della congruità delle spese sulle fatture da emettere e pagare con data posteriore al 12 novembre 2021.

L’obbligo vige unicamente per chi sceglie lo sconto in fattura o la cessione del credito.

In sostanza, onde prevenire un rialzo dei prezzi immotivato e che sarebbe poi a carico delle casse dello Stato, la congruità dei prezzi fa riferimento a:

  • prezzari individuati dal decreto di cui al comma 13, lett. a) dell’articolo 119 del Decreto rilancio e all’Allegato A, punto 13.1, del d.m. 6 agosto 2020: prezzari DEI, Regionali e delle province autonome.
  • valori massimi stabiliti, per talune categorie di beni, dal MITE (al momento non ancora emanato).

Il visto di conformità e l’asseverazione della congruità delle spese per gli interventi svolti in edilizia libera o di importo inferiore a 10.000 euro non è necessario.

Bonus stufa a pellet 2022: modalità di pagamento

Bonus stufe a pellet 2022: guida completa all’agevolazione

Indipendentemente dalla detrazione a cui si ha diritto, la modalità di pagamento corretta richiede il rispetto delle seguenti condizioni:

  • chi non è titolare di reddito di impresa deve effettuare il pagamento delle spese sostenute mediante bonifico bancario o postale, cosiddetto parlante;
  • chi è titolare di reddito di impresa è esonerato dall’obbligo di pagamento mediante bonifico parlante. Potrà utilizzare anche altra modalità di pagamento (vietati i contanti), purché fornisca altro tipo di documentazione idonea, come ricevuta del pagamento con bancomat o carta di credito.

In ogni caso, qualunque sia il metodo di pagamento, devono risultare chiare le seguenti informazioni:

  • causale del versamento, con riferimento alla norma (articolo 16-bis del Dpr 917/1986)
  • codice fiscale del beneficiario della detrazione
  • codice fiscale o numero di partita Iva del beneficiario del pagamento
  • il numero e data della fattura (o fatture nel caso siano più di una)

Bonus stufa a pellet 2022: documentazione

Per aver diritto alla detrazione, occorre che l’installazione della stufa a pellet venga effettuata da un tecnico qualificato, il quale al termine dei lavori, rilascerà al contribuente il certificato indicante i requisti tecnici ed il relativo miglioramento termico dell’abitazione.

E’ obbligatorio conservare tutta la documentazione in caso di eventuali controlli per un tempo di 10 anni.

Nel caso in cui ci si dovesse accorgere di un errore nella compilazione del bonifico parlante, ecco come rimediare.

Bonus stufa a pellet 2022: invio documentazione ENEA

Al termine dei lavori ed effettuati i regolari pagamenti delle fatture relative, il contribuente dovrà operare l’invio dei documenti all’ENEA, l’ente preposto a tale funzione.

La trasmissione dei dati all’ENEA deve essere effettuata entro 90 giorni dalla conclusione dei lavori o dall’installazione della stufa a pellet.

Nell’articolo Enea ecobonus modulo compilazione si possono trovare tutti i chiarimenti del caso su come inserire correttamente i dati per godere della detrazione fiscale in occasione della dichiarazione dei redditi.

Anche la ricevuta dell’invio all’ente dovrà venire conservata, in caso di eventuali controlli futuri.

Stufa a pellet bonus 2022: FAQ

Per concludere, è importante chiarire alcuni dubbi riguardanti le agevolazioni fiscali:

  • la detrazione fiscale (Ecobonus o Bonus Ristrutturazione) è riconosciuta soltanto in caso di lavori effettuati su abitazioni ed edifici già esistenti, dunque già iscritti al catasto o per quali la pratica è già stata avviata. In questo caso sarà importante conservare le ricevute dei pagamenti delle imposte comunali ICI e IMU
  • immobili che siano in costruzione, non danno il diritto a richiedere l’agevolazione fiscale
  • l’Ecobonus non è cumulabile con il Bonus ristrutturazioni al 50%