Bonus infissi 2023: il risparmio energetico da sfruttare subito

Bonus infissi 2023. Come funziona la detrazione in caso di sostituzione degli infissi di porte e finestre. Requisiti immobile. Requisiti tecnici dell’intervento. Aliquote 2023 in vigore. FAQ per Superbonus 90%. Importo. Invio documentazione ENEA. Massimali di spesa.

Bonus infissi 2023: il risparmio energetico da sfruttare subito
Autore: Philippsaal / Pixabay

Poter mantenere isolata a livello termico l’abitazione è possibile anche al fatto di avere porte e finestre di ottima fattura, il che evita al calore di disperdersi: l’opportunità di rinnovare e sostituire i vecchi modelli è data dal Bonus infissi 2023 che consente di godere dei benefici fiscali mediante la detrazione in dichiarazione dei redditi del 50% dei costi sostenuti.

Bonus infissi 2023: lavori di ristrutturazione

Bonus infissi 2023: il risparmio energetico da sfruttare subito
Autore: jeanvdmeulen / Pixabay

Ridurre notevolmente la dispersione di calore, ottenendo così un bel risparmio in bolletta energetica, può essere ottenuto grazie alla sostituzione degli infissi.

Le famiglie possono essere sostenute nel 2023 dal Bonus Infissi, che consente di migliorare l’efficienza energetica dell’abitazione effettuando interventi come appunto la sostituzione di infissi e serramenti, operazioni che determinano un risparmio energetico.

Bonus infissi 2023: requisiti immobile

Bonus infissi 2023: il risparmio energetico da sfruttare subito
Autore: barbaracascao / Pixabay

Per poter godere dell’agevolazione l’immobile deve rispettare una serie di condizioni:

  • immobile deve già essere esistente al momento della sostituzione, dunque già accatastato od in fase di accatastamento
  • essere in regola con il pagamento di eventuali tributi (IMU ad esempio ed eventuali)
  • immobile deve essere dotato di impianto di riscaldamento.

Bonus infissi 2023: requisiti tecnici dell’intervento

Bonus infissi 2023: il risparmio energetico da sfruttare subito
Autore: psaudio / Pixabay

L’operazione di installazione deve rispettare, sotto il punto di vista tecnico, i seguenti punti:

  • si deve trattare di una sostituzione o modifica di infissi già esistenti;
  • l’opera deve delimitare un volume riscaldato verso l’esterno o verso vani non riscaldati;
  • i nuovi infissi devono garantire un valore di trasmittanza termica (Uw) inferiore o uguale al valore di trasmittanza limite riportato in tabella 2 del D.M..

Per quest’ultimo punto è necessaria la perizia asseverata redatta da un tecnico abilitato (ingegnere, architetto, geometra o perito) iscritto al proprio Albo professionale.

In tale documento deve essere indicato il valore di trasmittanza dei nuovi infissi, tale da rispettare il valore di trasmittanza limite riportato in tabella 2 del D.M. 26 gennaio 2010.

In mancanza di essa, è necessario che il produttore dell’infisso, mediante certificazione, garantisca che il prodotto rispetta gli stessi requisiti.

Bonus infissi 2023: aliquota

L’agevolazione, in vigore ormai da alcuni anni, prevede anche per l’anno solare 2023, la possibilità di portare in detrazione, al momento della dichiarazione dei redditi, il 50% delle spese totali sostenute per eseguire i lavori.

Stante le ultime notizie, il bonus ristrutturazione casa, con aliquota 50%, rimarrà in vigore anche nel 2024.

Dal 2025 si tornerà, salvo cambiamenti dell’ultimo momento, all’aliquota fiscale del 36%.

Bonus infissi 2023: importo

Il costo complessivo che si può portare in detrazione, sostenuto per l’acquisto ed installazione dei nuovi infissi, comprensivo delle opere murarie e le prestazioni professionali necessarie per completare il lavoro ed ammesso alla detrazione, prevede il tetto massimo di spesa di €96.000.

Per tetto massimo di spesa si intende il totale dei lavori effettuati nell’ambito della ristrutturazione della casa. Se dunque, oltre a cambiare gli infissi, provvederemo ad altri interventi come la sostituzione del pavimento piuttosto che il rifacimento del bagno, i singoli importi dovranno essere sommati: potremo godere del bonus 50% al massimo su €96.000.

La cifra eccedente il tetto massimo non verrà dunque ammessa al beneficio fiscale.

Bonus infissi 2023: come funziona il bonus fiscale

Il bonus infissi rientra nell’agevolazione detta Bonus Ristrutturazione od anche più semplicemente, Bonus casa. Sono 3 le modalità per sfruttare l’agevolazione.

Detrazione fiscale

Lo sconto fiscale consiste in una detrazione Irpef ripartita in 10 quote annuali, con rate di identico importo.

La detrazione, per lavori effettuati e pagati nell’anno solare 2023, comincerà dunque a partire dalla dichiarazione dei redditi 2023, per 10 anni consecutivi.

Con un esempio saremo più chiari.

Ammettiamo di aver speso €30000 complessivamente: si potrà portare ogni anno in detrazione €1500 per 10 anni (€15000 è pari al 50% del totale speso, ovvero €30000).

Attenzione a considerare una cosa importante al momento di fare i calcoli: nel caso in cui l’importo da detrarre sia maggiore dell’importo IRPEF da versare, il contribuente non potrà in alcun modo riportare l’eccedenza all’anno successivo o chiederne il rimborso.

Sconto in fattura

Lo sconto in fattura consente di pagare immediatamente la metà dell’importo, il 50%, previo accordo e consenso dell’azienda che effettua i lavori, in questo caso la sostituzione degli infissi. Spetterà a quest’ultima poi il compito di recuperare, mediante l’Agenzia delle Entrate, il restante 50%.

Cessione del credito

La cessione del credito avviene in seguito alla cessione appunto del credito ad una banca od un istituto finanziario, sempre previo accordo con gli stessi.

Superbonus 90%: valido anche per gli infissi?

La sostituzione degli infissi e dei serramenti dell’abitazione rientra nel Superbonus?

Se la sostituzione degli infissi avviene contemporaneamente ad altri lavori che riguardano in maniera più estesa l’intero edificio, allora il beneficio speciale, cioè l’aliquota con detrazione al 90%, si allarga e comprende anche la sostituzione degli infissi, definito dunque un intervento trainato.

Più precisamente, la casistica prevede:

  • interventi di isolamento termico delle superfici opache verticali e orizzontali che interessano l’involucro dell’edificio con un’incidenza superiore al 25% della superficie disperdente lorda dell’edificio medesimo, entro un limite di €60000 moltiplicati per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio
  • sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti centralizzati per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda sanitaria a condensazione, con efficienza almeno pari alla classe A, a pompa di calore, ibridi o geotermici con la differenza di tetto, pari a €20.000 moltiplicati per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio per gli edifici che hanno fino a 8 unità immobiliari mentre scende a €15.000 moltiplicati per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio per gli edifici con più di 8 unità immobiliari.
  • sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti centralizzati per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda sanitaria a condensazione, con efficienza almeno pari alla classe A, a pompa di calore, ibridi o geotermici con abbinamento eventuale ai sistemi fotovoltaici (limite di spesa fissato a €30000 euro moltiplicato per il numero delle unità immobiliari) che riguardino edifici unifamiliari o sulle unità immobiliari situate all’interno di edifici plurifamiliari che siano funzionalmente indipendenti (con accesso separato).

Ricordiamo che l’Ecobonus 90% consiste nella detrazione del 90% delle spese sostenute per interventi che abbiano come obbiettivo l’efficientismo energetico delle abitazioni. A beneficiare sono le spese sostenute dal 1 gennaio al 31 dicembre 2023 ed il bonus fiscale sarà goduto in 5 anni, con rate di pari importo.

Nel 2024 l’aliquota di detrazione ammessa scenderà al 70% mentre nel 2025 sarà pari al 65%.

Sconto in fattura

Il Superbonus non consiste però unicamente nella detrazione d’imposta. Alternativa è l’immediato sconto in fattura, fino al 90%, ovvero l’intero importo dei lavori, anticipato dal fornitore/impresa che ha effettuato gli interventi.

A sua volta, quest’ultimo, potrà scegliere di recuperarlo come credito di imposta da cedere successivamente ad altri soggetti, fra cui banche e intermediari finanziari.

Cessione del credito

Terza possibilità è la cessione del credito, il che permette di trasformare l’importo in credito di imposta, con facoltà di successiva cessione ad altri soggetti, fra cui banche e intermediari finanziari.

Quali abitazioni escluse?

Sono escluse le unità immobiliari inserite nelle categorie catastali:

  • A/1, abitazioni di tipo signorile
  • A/8, ville
  • A/9, castelli, palazzi di eminenti pregi storici o artistici.

Bonus infissi 2023: FAQ

L’Agenzia delle Entrate, in merito alla tempistica con cui devono essere eseguiti i lavori, ha recentemente chiarito che le opere di installazione degli infissi devono essere effettuate e pagate nell’arco temporale che intercorre dal momento di avvio dei lavori trainanti e fino alla sua ultimazione, non oltre, per poter beneficiare del superbonus 90%.

Quindi, per chi volesse sostituire gli infissi mentre sta effettuando un’opera trainante (cappotto termico ad esempio), dovrà provvedere entro il termine dei lavori progetti. Ogni altro intervento ai fini dell’ottenimento di una miglior efficienza energetica rientrerà così nel Bonus con aliquota 50%. Attenzione dunque anche alla data con cui effettuerete i pagamenti con bonifico parlante: sarà questo documento a far fede in caso di dubbio.

Bonus infissi 2023: modalità di pagamento

Bonus infissi 2023: il risparmio energetico da sfruttare subito
Autore: LUM3N / Pixabay

Per quanto riguarda la modalità di pagamenti determinanti per usufruire delle detrazioni, esiste una distinzione:

  • chi non è titolare di reddito di impresa deve effettuare il pagamento delle spese sostenute mediante bonifico bancario o postale, cosiddetto parlante;
  • chi è titolare di reddito di impresa è esonerato dall’obbligo di pagamento mediante bonifico parlante. In questo caso, dovrà fornire altro tipo di documentazione idonea, come ricevuta del pagamento con bancomat o carta di credito.

In ogni caso, qualunque sia il metodo di pagamento, devono risultare chiare le seguenti informazioni:

  • causale del versamento, con riferimento alla norma (articolo 16-bis del Dpr 917/1986)
  • codice fiscale del beneficiario della detrazione
  • codice fiscale o numero di partita Iva del beneficiario del pagamento
  • numero e data della fattura

Recandosi in banca o, per chi effettua l’operazione dal conto corrente online, dovrà chiedere appositamente il modulo

Bonus infissi 2023: invio documentazione ENEA

Una volta terminati i lavori ed effettuati i pagamenti, occorre effettuare l’operazione di invio dei documenti all’ENEA, l’ente preposto a tale funzione.

I dati devono essere trasmessi entro 90 giorni da fine lavori. Nell’articolo Enea ecobonus modulo compilazione si possono trovare tutti i chiarimenti del caso su come inserire correttamente i dati per godere della detrazione fiscale in occasione della dichiarazione dei redditi.