Una svolta epocale per l’architettura italiana: il nuovo disegno di legge sorprende tutti

Autore:
Erika Fameli
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Tempo di lettura: 5 minuti

Il nuovo disegno di legge n.1711 parla di rinascenza urbana e di riconoscere l’architettura come bene di interesse pubblico. Ecco in cosa consiste e come si intende cambiare radicalmente il ruolo dell’architettura e dell’edilizia nel contesto sociale e urbano delle grandi città italiane.

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Rinascenza urbana: cosa prevede il nuovo disegno di legge
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L’urbanistica, l’edilizia e l’architettura hanno ricoperto da sempre un ruolo della massima importanza nello sviluppo sociale ed economico italiano, ma mai fino ad ora si era pensato di riconoscere ufficialmente questi settore come bene di interesse pubblico, orientando le trasformazioni urbane verso modelli in grado di incidere positivamente sulla qualità della vita, sulla salute e sulla coesione sociale.

Il disegno di Legge n.1711 intende ridefinire proprio il ruolo dell’architettura nelle politiche urbane e territoriali, attraverso l’introduzione del concetto di rinascenza urbana.

Si tratta di una proposta che, in linea con l’Europa, attribuisce alla progettazione un ruolo non solo tecnico, ma anche civile e sociale. In particolare, la qualità delle costruzioni diventa un fattore che incide direttamente sulla salute, sulla sicurezza e sulla vivibilità degli ambienti, soprattutto negli ambiti dell’edilizia pubblica, scolastica e sociale. Ecco come questo può tradursi, a livello pratico, nelle città italiane più grandi, tra nuovi ruoli professionali e organi di controllo.

Rinascenza urbana: le nuove figure professionali

Rinascenza urbana: cosa prevede il nuovo disegno di legge
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Il concetto di rinascenza urbana richiama esempi europee in cui l’architettura fa già parte delle politiche pubbliche, come quello della Francia, dove questo principio è attivo dal 1977. Per allineare il quadro normativo italiano al contesto internazionale, il disegno di legge n. 1711 introduce anche due nuove figure professionali:

  • l’Architetto della Città;
  • il Medico della Città.

L’Architetto della città ha il compito di coordinare le politiche urbanistiche e architettoniche dell’ente locale, promuovere la qualità dei progetti di edilizia pubblica, scolastica e sociale e valutare l’impatto delle costruzioni sul benessere abitativo dei cittadini. Il Medico, invece, si occuperà di coordinare le politiche locali per la salute e il benessere psicofisico, con un focus su qualità ambientale, spazi verdi, mobilità attiva e prevenzione del disagio sociale.

Entrambe diventeranno obbligatorie nei comuni capoluogo di provincia che contano più di 30.000 abitanti. Inoltre, presso il Ministero della Cultura si istituirà il Consiglio Nazionale per la qualità dell’architettura e della vita urbana, con funzioni di indirizzo e coordinamento, composto da rappresentanti dei ministeri competenti, delle regioni, dei comuni, degli ordini professionali e da esperti di architettura, urbanistica, paesaggio e psicologia ambientale.

Cosa cambia all’atto pratico

Rinascenza urbana: cosa prevede il nuovo disegno di legge
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Al di là dei concetti e delle parole, però, cosa cambierebbe se il disegno di legge passasse? Innanzitutto, dopo la ricezione nella normativa italiana, ci sarebbe la fase di adeguamento e, a cose fatte, tutti i nuovi progetti urbanistici dovrebbero seguire le linee guida sulla qualità architettonica e sulla rinascenza urbana elaborati dal Consiglio Nazionale, ma non solo.

Dovranno anche seguire le metodologie specifiche per garantire il benessere abitativo e psicofisico nell’edilizia pubblica. Inoltre, per l’affidamento dei progetti pubblici avranno maggior rilievo strumenti come i concorsi di progettazione e di idee rispetto ai classici requisiti economici e dimensionali.

Beneficerebbero moltissimo delle novità i più giovani, poichè il testo prevede he almeno il 30% degli incarichi sotto soglia europea sia affidato a professionisti under 40. Non mancheranno, poi, percorsi formativi dedicati a questi nuovi argomenti e approcci all’urbanistica, sia attraverso corsi di laurea che master e dottorati. Sulla scia di quanto si sta tentando di ottenere con la transizione verde e con la riqualificazione del patrimonio immobiliare italiano, questo disegno di legge vuole far evolvere il ruolo dell’architettura, dandole un risalto maggiore nella costruzione di città più sane, inclusive e sicure.

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