Barbecue in giardino condominiale: cosa prevede la normativa

Con l’arrivo della  bella stagione, il desiderio di poter trascorrere delle ore in compagnia cibandosi di prelibatezze, la fa da padrone. Organizzare un barbecue nel giardino o nello spazio in comune all’interno di un condominio può essere un problema: ecco le disposizioni da tenere in considerazione.

Man setting up a barbecue

L’arrivo dell’Estate è il preludio del desiderio di organizzare grigliate negli spazi all’aperto.

In particolar modo, ci si chiede se tale desiderio sia compatibile con l’uso di un barbecue nel giardino condominiale.

L’esperienza di dar fuoco alle polveri è suggestiva ma dev’essere vissuta in conformità alla legge ed alla sicurezza.

In ambito condominiale, in materia di barbecue organizzato in uno spazio comune, occorre attenersi al regolamento in forza di apposite disposizioni di legge concernenti le norme in materia di immissioni e distanze legali.

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Organizzare un barbecue in giardino condominiale: cosa fare

Il problema principale per cimentarsi in un barbecue installato in un giardino condominiale, è quello relativo alle immissioni di fumi ed odori derivanti dalla grigliata.

In tal senso occorre che gli organizzatori si conformino al dispositivo del codice civile che, ex art.844 c.c., prescrive la possibilità da parte del proprietario di un fondo per le immissioni di fumo o calore e di rumori, di non diffondere propagazioni oltre il limite massimo della normale tollerabilità quantificabile in relazione alla condizione dei luoghi.

Ebbene, l’utilizzo del barbecue non può essere vietato in un giardino condominiale ma i fumi da esso promanati dovranno essere tollerati da parte degli altri condomini in relazione al principio della capacità di sopportazione dell’uomo medio.

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Accensione del barbecue: modalità e criteri di tollerabilità

In conformità ai dettami stabiliti con apposita sentenza emanata dalla Suprema Corte di Cassazione (n.1606 del 2017), tra i mezzi esperibili per dare prova della tollerabilità delle immissioni di fumo o di rumori derivanti dall’uso di un barbecue nelle parti comuni, figura l’accertamento di natura tecnica disposto da autorità giudiziaria.

Soltanto un tecnico, professionista del settore, nominato dal giudice, sarà in grado con perizia giurata di accertare se l’uso del barbecue sia avvenuto nel rispetto del limite massimo di tollerabilità.


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Ovvero solo un professionista incaricato di fiducia dal giudice potrà stabilire se le immissioni di fumo o i rumori, nonché le emissioni di gas provenienti dal barbecue, rientrino nel limite massimo di sopportabilità delle persone.

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Uso di barbecue in giardino condominiale: cosa stabilisce il regolamento del Condominio

Onde evitare l’insorgenza di liti condominiali, il regolamento interno può predisporre il tipo e le modalità d’uso del barbecue in un giardino comune, limitandone l’impiego in alcuni giorni e determinate fasce orarie.

I Condomini possono con il regolamento condominiale, prefigurare e disciplinare in materia di immissioni di fumo, i rapporti reciproci senza adire la giustizia ordinaria secondo la Corte di Cassazione (sentenza n.1195/1992).


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Barbecue in giardino condominiale: ecco cosa prevede la normativa

Uso del barbecue in Condominio: posizione e distanze

Per quanto attiene il posizionamento del barbecue, in funzione di prevenzione dai rischi alla sicurezza ed onde evitare di cagionare fastidi ai condomini, è necessario che si rispettino le distanze legali.

Qualora si tratti di un barbecue in muratura, ancorato al suolo, munito di camino e di scarico dei fumi, occorre far riferimento alle distanze legali prescritte dagli artt.890 e 873 c.c.

In tal senso, il rispetto di tali distanze legali per il barbecue in muratura, è stato consolidato dalla sentenza della Corte di Cassazione (n.15246/2017) per effetto della quale, il barbecue, realizzato in muratura ed attaccato al suolo, costituisce a tutti gli effetti un forno.

Pertanto, sulla scorta di quanto presupposto dalla Suprema Corte, occorre per l’installazione in giardino, attenersi alle distanze stabilite dai regolamenti condominiali ed, in mancanza degli stessi, alle distanze legali previste in materia edilizia.

In mancanza di un regolamento condominiale che disciplini la fattispecie in narrazione, si verifica una presunzione di pericolosità relativa superabile allorquando la parte interessata a fare uso del manufatto, riesca a dimostrare come con appositi accorgimenti, sia in grado di evitare il verificarsi del rischio di un danno a carico del vicino o del fondo confinante.

Avv. Ennio Carabelli
  • Laurea in Giurisprudenza
  • Abilitazione Forense presso la Corte d'Appello di Salerno
  • Giornalista Pubblicista
  • Autore specializzato in controversie legali, normative, condominio, casa, successioni, contratto, mutui.
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