Arriva il Piano Casa definitivo: chi potrebbe beneficiarne davvero
Il Consiglio dei Ministri ha dato l’ok al Piano Casa: mancano ancora gli ultimi ritocchi tecnici, ma il testo è finalmente arrivato alla sua versione definitiva. Ecco cosa prevede e quali sono le principali novità rispetto alle bozze precedenti: focus su sfratti, edilizia popolare e social housing.
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Dopo l’approvazione del disegno di legge da parte del Consiglio dei Ministri nei giorni scorsi, il Piano Casa può finalmente partire. Si discuteva sulle bozze da un tempo lunghissimo, ma finalmente le trattative sono giunte a conclusione e si ha un testo definitivo, che si concentra principalmente su:
- tempi stretti per liberare gli immobili,
- case popolari,
- social housing.
Si tratta di un Piano che vuole principalmente bilanciare i diritti dei proprietari con quelli degli inquilini, senza però dimenticare le necessità abitative di questi ultimi. Ecco cosa cambia con il nuovo testo e quali sono le principali novità a cui si andrà incontro.
Ok al Piano Casa

Uno dei punti caldi del Piano Casa è la procedura per rientrare in possesso degli immobili occupati. Questa, infatti, rappresenta da tempo un cruccio importante per i proprietari, che incontrano notevoli difficoltà e tempistiche bibliche a mandar via inquilini che non hanno diritto ad essere lì. Il Ddl approvato dal Consiglio dei Ministri (che di fatto accompagna e dà il via ufficiale al Piano Casa), punta proprio a ridurre questi tempi e a rendere più rapida ed efficace la restituzione degli immobili.
In questo modo, il proprietario può reimmettere il bene sul mercato e risolvere parallelamente due problemi: il proprio, con l’inquilino occupante, e quello di chi è alla ricerca di un immobile da affittare.
In particolare, la riforma riscrive il Codice di procedura civile, superando l’udienza di convalida davanti ad un giudice in varie situazioni, punto che permette di risparmiare tempo e ottenere direttamente un ordine di rilascio. Grazie a questa modifica, il proprietario può rientrare in possesso dell’immobile in 15 giorni e senza ulteriori passaggi a decorrere dalla data di scadenza (con contratto non scaduto), oppure tra i 30 e i 60 giorni nell’ipotesi di sfratto (con contratto già scaduto). Inoltre, su richiesta del locatore si può addebitare una somma pari all’1% del canone mensile per ogni giorno di ritardo nella riconsegna della casa.

Per quanto riguarda invece l’edilizia popolare e il social housing, il Piano Casa promette di investire 10 miliardi per mettere a disposizione 100.000 case nei prossimi 10 anni. Su questo punto però, c’è bisogno di chiarire alcune cose. Innanzitutto, partirà un piano di recupero e manutenzione del patrimonio di edilizia residenziale pubblica e sovvenzionata, che prevede interventi su 60.000 immobili già esistenti.
L’investimento sarà di circa 1,7 miliardi e a definire gli interventi insieme agli Enti che gestiscono gli alloggi popolari ci sarà un Commissario straordinario alla casa. Quindi, le restanti 40.000 abitazioni saranno di nuova costruzione.
In riferimento al social housing, si parla di un investimento da 3,6 miliardi di euro, i cui interventi specifici sono ancora da definire, ma di cui si occuperà lo stesso commissario. Infine, lo Stato assicura ai privati che vogliono investire nel Piano Casa sia semplificazioni burocratiche che rapidità nelle procedure, a patto che il 70% dell’investimento venga destinato all’edilizia convenzionata, ossia che gli appartamenti si potranno affittare o vendere ad un prezzo calmierato, inferiore di almeno il 33% rispetto ai prezzi di mercato.