Anticipo del TFR per ristrutturare casa: come funziona
Chiedere l’anticipo del TFR per ristrutturare casa è una delle possibilità che ha un lavoratore dipendente che sia assunto da almeno 8 anni nella stessa azienda. Ecco come funziona questa opzione, a chi spetta, che vincoli presenta e quanto viene tassato il TFR.
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Il TFR è una risorsa preziosissima per i lavoratori, in quanto rappresenta una garanzia di liquidità al termine della carriera lavorativa, ma non solo. Il TFR infatti, si può richiedere al datore di lavoro anche prima della fine del rapporto di lavoro, a patto che si rispettino determinati vincoli:
- una motivazione valida,
- assunzione nella stessa azienda da almeno 8 anni,
- la non richiesta da parte di altri lavoratori.
Tra le motivazioni più comuni c’è proprio la ristrutturazione, per cui si può ottenere un contributo massimo pari al 70% del maturato, ma solamente se i lavori riguardano la prima casa del dipendente o dei figli, e se l’intervento ha come finalità opere di straordinaria manutenzione necessarie per rendere l’immobile abitabile. Ecco tutto quello che c’è da sapere a riguardo.
Anticipo del TFR per ristrutturare casa

L’anticipo del TFR si può richiedere una sola volta nel corso del rapporto di lavoro e non può mai superare il 70% della somma accantonata. Per ottenere un anticipo del TFR però, si deve avere una motivazione valida, come spese sanitarie straordinarie, l’acquisto della prima casa di abitazione (per sé o per i propri figli), congedi parentali e formativi e, infine, anche la ristrutturazione.
In realtà, la legge non cita esplicitamente la ristrutturazione tra le causali obbligatorie, ma vi rientra se lo prevede il CCNL di assunzione o gli accordi aziendali, se l’immobile è prima casa e se il TFR è destinato ad un Fondo Pensione.
Chi intende utilizzare il TFR per ristrutturare la seconda casa, quindi, potrebbe facilmente vedersi rifiutare la richiesta, così come chi lo richiede per ristrutturare la casa dei genitori (a meno che il lavoratore non sia comproprietario o nudo proprietario dell’immobile in questione).
Altrettanto rilevante è il carattere straordinario della ristrutturazione: se si vuole rifare il bagno solamente cambiando le piastrelle o i sanitari, non si può chiedere l’anticipo del TFR. Se invece si prevedono lavori all’impianto idrico-sanitario, lo spostamento di pareti o modifiche strutturali e interventi volti all’abbattimento delle barriere architettoniche, la richiesta è legittima.
Iter di richiesta e tassazione

Per richiedere l’anticipo del TFR nel caso di TFR in azienda, si deve inviare una richiesta formale (raccomandata A/R o PEC) all’Ufficio Risorse Umane; mentre se il TFR è in un fondo pensione basta scaricare il modulo di richiesta dal sito del fondo stesso.
I dipendenti pubblici, invece, devono passare per l’INPS o tramite le convenzioni bancarie, e presentare una documentazione più rigorosa, che attesti la proprietà dell’immobile e la necessità dei lavori.
Per quanto riguarda, infine, la tassazione, è bene conoscere anche questo aspetto quando si decide di richiedere un anticipo sul TFR, in quanto l’importo che si riceverà sul conto sarà già al netto delle tasse.
Sia il datore di lavoro che il fondo pensione, infatti, trattengono e versano l’imposta dovuta per conto del lavoratore dipendenti, secondo aliquote diverse: minimo 23% per i TFR in azienda, dal 9 al 15% per il TFR nei fondi pensione (in base agli anni di iscrizione al fondo). Inoltre, è utile sapere che l’anticipo del TFR è compatibile con i bo,mnus edilizi, a patto che riguardi ristrutturazioni straordinarie e necessarie ai fini abitativi.