Affitti brevi, scadenza imminente: ecco chi rischia multe fino a 2.000 euro
Questi sono gli ultimi giorni per gli affitti brevi per comunicare all’Agenzia delle Entrate i dati relativi ai contratti di locazione breve conclusi nel 2025. Ecco chi deve inviare la comunicazione, quando scatta l’obbligo, qual è la data ultima per l’invio della documentazione e cosa si rischia a non stare nei tempi.
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Il 2026 è un anno particolarmente intenso per gli affitti brevi, e anche nel mese di giugno non si parla d’altro. In particolare, stavolta, lo si fa in merito alla scadenza fiscale che gli intermediari immobiliari e i portali telematici devono rispettare nella comunicazione all’Agenzia delle Entrate di tutti i dati relativi ai contratti di locazione breve conclusi nel corso del 2025.
Si tratta di un adempimento utile per ricostruire i flussi dei canoni, verificare le ritenute degli intermediari e controllare la correttezza della dichiarazione dei redditi da parte dei proprietari. Ecco qual è la data ultima per presentare la documentazione, chi deve farlo obbligatoriamente e cosa si rischia, invece, a non trasmettere i dati all’Agenzia delle Entrate.
Ultimi giorni per gli affitti brevi

Intermediari immobiliari e portali telematici devono trasmettere all’Agenzia delle Entrate i dati relativi ai contratti di locazione breve che hanno portato a conclusione nel corso del 2025, e per farlo hanno tempo fino al 30 giugno 2026. Come anticipato, questo adempimento è un sistema di controllo fiscale che consente di:
- ricostruire i flussi dei canoni di affitto delle locazioni brevi,
- verificare le ritenute operate dagli intermediari,
- controllare la corrispondenza con la dichiarazione dei redditi dei proprietari.
Non si tratta di un obbligo che scatta in automatico se si pubblicizza un affitto breve o si mettono in contatto proprietario e ospite, ma che riguarda esclusivamente i soggetti che esercitano attività di intermediazione immobiliare, anche tramite portali online, quando questi intervengono nella stipula del contratto di locazione breve.
Ne sono degli esempi le agenzie immobiliari, i property manager e le piattaforme digitali che offrono un supporto tecnico, professionale o informatico nella fase di perfezionamento dell’accordo.
Documentazione e sanzioni

Inviare correttamente e nei tempi prestabiliti la comunicazione evita di ricevere sanzioni amministrative, e contribuisce anche ad aumentare la tracciabilità delle locazioni turistiche, aiutando a distinguere con maggiore precisione la gestione occasionale e privata degli affitti brevi da quella esercitata in forma imprenditoriale.
I dati da trasmettere, quindi, riguardano: le anagrafiche di locatore e conduttore, i dati catastali dell’immobile e il rapporto contrattuale con l’importo del corrispettivo lordo. Non inviare la comunicazione, inviarla incompleta o comunicare dati non veritieri comporta una sanzione amministrativa che può andare da 250 a 2.000 euro, ma dopo la data di scadenza del 30 giugno esiste un’attenuazione: adempiere all’obbligo entro i 15 giorni successivi permette di ridurre la sanzione alla metà.
A questo punto è necessario specificare che il regime fiscale delle locazioni brevi non imprenditoriali entrato in vigore da quest’anno, che fa scattare la presunzione d’imprenditorialità dal terzo immobile, non si applica a questa comunicazione e ai contratti stipulati nel 2025.
Questa novità, insieme alle altre previste dalla legge 30 dicembre 2025, n.199, modifica la disciplina delle locazioni brevi e riduce la soglia entro la quale l’attività può restare al di fuori dal regime imprenditoriale, ma non ha effetti retroattivi. Si tratta di una novità da tenere in considerazione per il proseguimento dell’attività e per le comunicazioni degli anni futuri, ma che non influisce sulle comunicazioni del prossimo 30 giugno.