Ritardi lavori Superbonus: cosa fare per tutelarsi

Autore:
Di Geronimo Daniele
  • Laurea in Lettere moderne
Tempo di lettura: 3 minuti

Il 31 dicembre è ormai imminente e sono in tanti (forse troppi) coloro che hanno richiesto le agevolazioni del Superbonus e stanno sperimentando forti ritardi dalle ditte edili. Facciamo il punto della situazione.

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La fine dell’anno si avvicina e il 31 dicembre 2023 non è una data come le altre. Essa, infatti, segna la fine del Superbonus del 110% per come lo abbiamo conosciuto in questi anni. Al di là delle polemiche relative alla richiesta di proroga delle scadenze previste oggi la situazione appare molto chiara: sono diversi i lavori avviati e in fortissimo ritardo che difficilmente verranno conclusi, come da accordi, entro la fine dell’anno. Ecco cosa fare.

Cosa fare quando la ditta edile è in ritardo

I lavori agevolati mediante il Superbonus sono andati, per diverse ragioni, spesso a rilento e a singhiozzo tanto che molti edifici sono accomunati dalla presenza di impalcature che difficilmente verranno rimosse prima della fine dell’anno. Il problema, enorme, è che il termine dei lavori entro il 31 dicembre 2023 è una condizione necessaria e indispensabile per poter usufruire delle agevolazioni del Superbonus.

Le cause, come riferiscono gli utenti finali, sono legate spesso a una pianificazione dei lavori non sufficiente così come alla presentazione in ritardo della relativa documentazione o, ancora, dell’assegnazione dei lavori delle imprese edili in subappalto con il subappaltatore che non ha mai iniziato i lavori.

Di contro le imprese edili possono giustificare i ritardi ricordando le difficoltà nell’approvvigionamento dei materiali così come, soprattutto dopo l’inizio del conflitto russo-ucraino, l’aumento spropositato dei costi sia delle materie prime che dell’energia. Senza dimenticare i continui cambi sulle leggi che regolamentavano i lavori oggetto del Superbonus.

Al di là di chi siano le responsabilità c’è l’oggettiva difficoltà di chi ha iniziato i lavori di non riuscire a terminarli entro la fine dell’anno. Con il rischio di vanificare l’agevolazione del Superbonus. In molti casi i contratti d’appalto non offrono garanzie chiare e adeguate per il committente ed è quindi importante e necessario capire come comportarsi.

La prima cosa che il committente può e deve fare è sicuramente riprendere il contratto d’appalto e analizzare, magari con l’aiuto di un legale, la presenza di eventuali clausole a suo favore. Il contratto deve infatti prevedere i termini di consegna dei lavori e le conseguenze qualora queste non venissero rispettate.

Tenendo conto anche di quelle che sono le norme in materia da parte dell’ordinamento giuridico italiano il committente, qualunque esso sia, può richiedere la risoluzione del contratto per giusta causa. E la giusta causa è l’inadempimento da parte dell’impresa. Questa soluzione in realtà non risolve il problema in quanto il committente rimane con i lavori avviati e mai terminati. Si potrebbe in alternativa valutare il ricorso a una procedura giudiziale per ottenere la condanna dell’impresa edile e ricevere un adeguato risarcimento. Il problema in questo caso è legato soprattutto ai tempi che, inevitabilmente, non sarebbero brevi.

È indispensabile non indugiare nell’affrontare il problema e richiedere all’impresa edile come intende comportarsi, anche confrontandosi con il direttore dei lavori che ha importanti responsabilità in materia. Sicuramente risulta utile il confronto con avvocati e professionisti qualificati che possano suggerire non solo quale strategia adottare ma anche quali passi intraprendere per poter perseguire questo scopo.

Lavori Superbonus: foto e immagini