Superbonus 110%: Governo al lavoro sulla richiesta di proroga
Il settore edilizio chiede a gran voce di trovare una soluzione almeno per i cantieri già avviati. Ecco le proposte al vaglio del Governo.

Il prossimo 28 novembre il Senato si pronuncerà sul disegno di legge di conversione del cosiddetto Decreto Anticipi e quindi sulla proposta di proroga (tramite un emendamento) del tanto discusso Superbonus 110%. La Commissione Bilancio del Senato sta lavorando proprio sulla spinosa questione per risolvere i (tanti) problemi legati ai cantieri ancora aperti e i lavori in corso non completati anche per i vari blocchi, sospensioni e cambiamenti della normativa sul Superbonus.
Le proposte in esame
Si sta quindi lavorando a una serie di emendamenti al Decreto Anticipi con l’obiettivo non di riaprire la possibilità a nuovi lavori da realizzare mediante il meccanismo del Superbonus del 100%, ma di sanare le questioni aperte legate ai lavori già iniziati.
Le proposte in esame vertono quasi tutte sulla possibilità di prevedere una proroga al 30 giugno 2024 del Superbonus del 100% a due precise condizioni. La prima è che si continui a poter utilizzare il Superbonus per i lavori diversi da quelli effettuati dai condomini e per i quali è stata presentata la CILAS (Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata), per i lavori effettuati dai condomini per cui risulta adottata la delibera assembleare che approvato lo svolgimento dei lavori e per i quali è stata già presentata la CILAS e per i lavori che richiedono la demolizione e la ricostruzione degli edifici per cui risulta presentata l’istanza per l’acquisizione del relativo titolo abitativo. Ovvero quanto previsto dal meccanismo delle opzioni alternative stabilito dal Decreto Legge 11/2023.
La seconda condizione cui è legata la possibilità di allungare i tempi fino al 30 giugno 2024 è relativa allo stato di avanzamento dei lavori al 31 dicembre 2023. Ci sono proposte che indicano il 30% altre il 60%, ma è chiaro che lo stato di avanzamento dei lavori è un aspetto cruciale.
Le ragioni (e le necessità) di una proroga
La proroga del Superbonus è chiesta da più parti soprattutto dai professionisti del settore edilizio. Al netto degli abusi (che vanno perseguiti ed evitati) il Superbonus del 110% contestualmente alla formula della cessione del credito (e dello sconto in fattura) ha consentito in questi anni travagliati (soprattutto a seguito della pandemia) di mantenere attivo un settore da sempre considerato come un volano per l’economia nazionale.
A oggi il 31 dicembre 2023 è la data certa della fine del Superbonus così come lo conosciamo. Dal 1 gennaio 2024, infatti, i lavori potranno essere portati in detrazione al 70% e poi nel 2025 al 65%. E il 31 dicembre 2025 terminerà, almeno stando alle previsioni attuali, il Superbonus.
Oltre alla proroga generale per far ripartire il meccanismo viene chiesto (ed è quello su cui si sta discutendo) di consentire di portare a termine i lavori già iniziati e previsti con il Superbonus 110% e poi interrotti e rimasti in stand-by dopo il blocco delle cessioni del credito (e tutta la confusione generata nei mesi successivi) verificatasi a partire da gennaio 2022 con il famoso Decreto Sostegni-ter.