Oltre 201mila case vendute in tre mesi, ma il dato interessante non è questo

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Di Geronimo Daniele
  • Laurea in Lettere moderne
Tempo di lettura: 5 minuti

I dati dell’Osservatorio dell’Agenzia delle Entrate fotografano un trimestre piatto nei numeri complessivi, ma dentro quel dato convivono un nuovo che corre e un usato che arretra.

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Mercato immobiliare Italia
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Poco più di 201mila abitazioni acquistate e comprate tra aprile e giugno e una variazione dello 0,1% rispetto allo stesso trimestre del 2025.

Letto così, il secondo trimestre 2026 sembra il trimestre in cui non è successo nulla. I dati dell’Osservatorio del mercato immobiliare dell’Agenzia delle Entrate, pubblicati il 10 settembre, raccontano però qualcosa di più interessante di una linea piatta.

Mercato immobiliare: cosa racconta il dato nazionale

Mercato immobiliare italiano
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La sostanziale stabilità del comparto residenziale, quel più 0,1% sul 2025, è sostenuta in particolare dalle compravendite effettuate nei Comuni capoluogo e dalle aree del Sud e del Nord-Ovest. Significa che il segno positivo non è diffuso: arriva da alcune zone del Paese e compensa quello che manca altrove. È una differenza importante, perché un mercato che si regge su poche aree è più fragile di un mercato che cresce ovunque di poco.

Il nuovo corre, l’usato arretra

È il contrasto più netto del trimestre. Le compravendite di abitazioni di nuova costruzione crescono del 15,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e la loro quota sul totale sale al 6,4%. Gli acquisti di abitazioni esistenti, invece, calano dello 0,8%. Il mercato non è fermo: si sta spostando.

Con un’avvertenza che serve per non farsi impressionare dalla percentuale: il nuovo resta una fetta piccola, poco più di 1 compravendita ogni 15, quindi una crescita a doppia cifra muove numeri assoluti contenuti.

Mutui e prima casa: nessuno scossone

Sul fronte del credito il quadro è di continuità. Il tasso di interesse medio applicato alla prima rata del mutuo resta stabile intorno al 3,6%, mentre il capitale complessivamente finanziato con mutui ipotecari per l’acquisto di abitazioni supera i 12 miliardi di euro, circa 325 milioni in più rispetto al secondo trimestre 2025. Resta invariata anche la quota di acquisti con agevolazione prima casa, che sfiora il 73%: chi compra, nella larghissima maggioranza dei casi, compra per andarci ad abitare, non per investire.

Fuori dal residenziale: negozi e depositi in crescita

Acquisto immobili
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Il comparto non residenziale cresce del 2,6% rispetto allo stesso periodo del 2025 ed è trainato da negozi e laboratori, in aumento del 5,7%, e da depositi e autorimesse, che segnano un più 5,2%. L’intero terziario commerciale chiude a più 4,7% e il settore produttivo torna a crescere di quasi il 3%.

Gli uffici restano l’unica voce in controtendenza, con un calo dello 0,6%: un dettaglio piccolo che però si incastra bene con il dibattito europeo sulla riconversione degli spazi direzionali in abitazioni.

Il prossimo appuntamento con i numeri sarà il terzo trimestre dell’anno. Sarà quello a dire se il divario tra nuovo ed esistente è un movimento strutturale o soltanto l’effetto di cantieri arrivati a consegna nello stesso periodo.

Per chi sta valutando un acquisto, un trimestre così va letto come una finestra di relativa calma più che come un segnale di allarme: domanda che non spinge e volumi stabili lasciano in genere più margine di trattativa. In questa fase conviene rivedere con ordine tutti i passaggi dell’acquisto della prima casa e ripassare gli errori da evitare prima di comprare casa.

Mercato immobiliare e compravendite: foto e immagini