Ecobonus 2027, verso il tetto unico da 96mila euro: ecco chi ci perde

Autore:
Di Geronimo Daniele
  • Laurea in Lettere moderne
Tempo di lettura: 5 minuti

La manovra cancella i limiti separati per ogni intervento: un solo plafond per casa. Per i piccoli lavori non cambia nulla, per le ristrutturazioni energetiche importanti la detrazione può scendere di migliaia di euro.

Guarda il video


Tende da sole
Photo by Jan van der Wolf – Pexels

Dopo la conferma che l’Ecobonus non tornerà al 65%, la legge di bilancio 2027 porta con sé un’altra novità meno visibile ma destinata a pesare sulle tasche di chi ha in programma lavori importanti.

Il testo bollinato del disegno di legge, all’articolo 4, riscrive i limiti di spesa della detrazione per la riqualificazione energetica. Al posto dei massimali distinti per ciascun tipo di intervento arriva un tetto unico di 96.000 euro di spesa per unità immobiliare, valido dal 1° gennaio 2027. Le aliquote, invece, restano quelle già previste: 50% per l’abitazione principale e 36% per le altre case.

Cosa cambia con il tetto unico dell’Ecobonus

Pompe di calore
Photo by alpha innotec – Pexels

Finora ogni intervento aveva il proprio limite, espresso come detrazione massima: ad esempio 60.000 euro per infissi e schermature solari e 30.000 euro per le pompe di calore. Con l’aliquota al 50% corrispondono rispettivamente a 120.000 e 60.000 euro di spesa. Soprattutto, questi limiti si sommavano: chi cambiava le finestre e installava una pompa di calore poteva contare su due plafond diversi.

Dal 2027 tutto confluisce invece in un’unica soglia. Infissi, isolamento, tende da sole, pompe di calore e climatizzatori agevolati sulla stessa abitazione condividono gli stessi 96.000 euro: ciò che si spende per una voce non è più disponibile per le altre. Restano comunque in vigore i requisiti tecnici e i massimali di costo specifici previsti per i singoli interventi, e le caldaie uniche alimentate a combustibili fossili continuano a essere escluse.

Gli esempi: quando si perde e quando no

Finestre casa
Photo by Bingqian Li – Pexels

Per la gran parte dei lavori la novità è indolore. Chi installa tre condizionatori a pompa di calore spendendo 9.000 euro in abitazione principale continuerà a recuperare 4.500 euro in dieci anni; chi monta tende da sole per 6.000 euro in una seconda casa ne recupererà 2.160, esattamente come oggi.

Il conto cambia per gli interventi più corposi. In un esempio calcolato da La Legge per Tutti, una villa usata come abitazione principale con 130.000 euro di lavori tra infissi, climatizzatori e schermature oggi otterrebbe una detrazione di 65.000 euro. Con il tetto unico la spesa agevolabile si ferma a 96.000 euro e la detrazione scende a 48.000 euro: 17.000 euro in meno, pari a 1.700 euro l’anno per dieci anni.

Condomìni e bonus ristrutturazioni: come funzionano i due tetti

Per i lavori sulle parti comuni il limite è di 40.000 euro moltiplicati per il numero di unità dell’edificio: in un condominio di 20 appartamenti il plafond è di 800.000 euro, e l’eventuale spesa oltre questa cifra non è agevolabile. I lavori fatti dai singoli condòmini dentro casa, come finestre o climatizzatori, restano invece nel tetto personale di ciascun proprietario.

Il nuovo limite è inoltre autonomo rispetto ai 96.000 euro del bonus ristrutturazioni: sono due plafond diversi, ma la stessa spesa può essere portata in detrazione con uno solo dei due bonus. Resta l’obbligo di comunicare i lavori all’Enea entro 90 giorni dalla fine. Va ricordato che si tratta di un disegno di legge: il testo può ancora cambiare durante l’esame in Parlamento. Chi sta valutando un intervento di ampia portata può capire come funziona un impianto ibrido con caldaia e pompa di calore per valutarne la scelta.

Ecobonus 2027, tetto unico da 96mila euro: foto e immagini