TARI e bolletta dell’acqua, dal 2027 spariscono due voci: quanto si risparmia davvero
L’ARERA azzera le componenti UR2, UI1 e UI2, che finanziano aiuti per le calamità e premi per la qualità del servizio. Il risparmio è di pochi euro: ecco perché.
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Dal 1° gennaio 2027 due voci spariranno dalla TARI e dalla bolletta dell’acqua. Lo ha deciso l’ARERA, l’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente, con la delibera n. 346 del 29 settembre 2026, che azzera alcune delle cosiddette componenti perequative. È una buona notizia, ma va presa con le giuste proporzioni: per una famiglia il risparmio sarà di pochi euro l’anno. Vediamo di cosa si tratta, quanto valgono queste voci e perché vengono eliminate.
Cosa sono le componenti UR e UI

Le componenti perequative sono piccoli importi aggiuntivi che l’ARERA fissa in modo uniforme in tutta Italia. Non pagano il servizio del proprio Comune o gestore, ma alimentano fondi nazionali gestiti dalla Cassa per i servizi energetici e ambientali (CSEA), usati per finanziare agevolazioni e meccanismi comuni a tutto il Paese. Le componenti UR si trovano nella TARI, la tassa sui rifiuti, e si pagano in misura fissa per utenza; le componenti UI compaiono nella bolletta del servizio idrico e si calcolano sui metri cubi consumati.
Cosa viene azzerato dal 2027
Sulla TARI sparisce la componente UR2, oggi pari a 1,50 euro l’anno per utenza, che finanzia le agevolazioni per chi è colpito da eventi eccezionali e calamitosi.
Nella bolletta dell’acqua vengono azzerate la UI1, da 0,6 centesimi per metro cubo, nata nel 2013 per sostenere le popolazioni colpite dal terremoto del 2012 e poi estesa ad altre calamità, come le alluvioni del 2023, e la UI2, da 0,9 centesimi per metro cubo, che finanzia i premi ai gestori per la qualità tecnica e commerciale del servizio.
Quanto si risparmia davvero

Sulla TARI il risparmio è di 1,50 euro l’anno per ogni utenza. Per l’acqua, le due componenti valgono insieme 1,5 centesimi per metro cubo, cioè 1,50 euro ogni 100 metri cubi: una famiglia che ne consuma 150 l’anno risparmierà circa 2,25 euro. Sommando le due voci, per una famiglia tipo il beneficio complessivo resta sotto i 5 euro l’anno. In totale si parla di pochi euro, che potrebbero anche passare inosservati se nel frattempo il Comune o il gestore aggiornano le proprie tariffe.
Perché vengono eliminate e cosa resta
Secondo l’ARERA, i fondi accumulati negli anni sono sufficienti a coprire le esigenze previste, anche perché non si sono verificate nuove emergenze: per questo l’azzeramento è presentato come temporaneo e potrà essere rivisto: l’Autorità continuerà a verificare l’equilibrio tra le somme spese e le riserve dei fondi, e in caso di nuove emergenze le componenti potranno tornare.
Parte delle risorse, 200 milioni di euro, verrà spostata dal conto della UI1 a quello della UI2, per finanziare i futuri premi sulla qualità del servizio idrico. Restano invece invariate le altre due voci della TARI: la UR1, da 0,10 euro per utenza, e la UR3, da 6 euro, a carico sia delle utenze domestiche sia di quelle non domestiche, che è stata introdotta nel 2025 per finanziare il bonus sociale rifiuti, lo sconto del 25% sulla tassa destinato alle famiglie in difficoltà economica. Più che dall’azzeramento di queste voci, un risparmio concreto può arrivare dalle abitudini quotidiane, che aiutano davvero a ridurre i consumi e il peso delle bollette.