Bonus casa 2027: salta il 65%, ma c’è una buona notizia per chi deve ristrutturare
Il testo della legge di Bilancio non premia pompe di calore e infissi con l’aliquota più alta. Ecco la mappa degli sconti casa 2027 e chi avrà diritto al 50%.
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Niente ecobonus al 65% per chi installa una pompa di calore o cambia gli infissi della prima casa, almeno per ora. Il testo del disegno di legge di Bilancio 2027, trasmesso alla Camera, non contiene l’aumento dell’aliquota di cui si era parlato nelle settimane precedenti. Restano invece confermate anche per il prossimo anno le detrazioni in vigore nel 2026. Ecco la mappa degli sconti per la casa nel 2027 e cosa potrebbe ancora cambiare durante l’esame in Parlamento.
Ecobonus 65%: cosa prevedeva l’ipotesi e perché non c’è

L’idea, circolata a ottobre, era riportare al 65% la detrazione per alcuni interventi di efficienza energetica sull’abitazione principale, come l’installazione di pompe di calore e sistemi ibridi o la sostituzione degli infissi. La misura però non è entrata nel testo approvato dal Governo. Il nodo è economico: un’aliquota più alta richiede risorse, e il suo eventuale recupero è legato alla trattativa con l’Unione europea sulla flessibilità dei conti per le spese legate all’energia. Se Bruxelles concederà margini, la proposta potrebbe tornare durante l’esame parlamentare, con l’approvazione definitiva della manovra attesa entro il 31 dicembre.
Le aliquote per la casa nel 2027
Il testo proroga di un anno le aliquote attuali, evitando il calo previsto dalle norme in vigore, che dal 1° gennaio 2027 le avrebbero portate al 36% e al 30%.
Per ristrutturazioni, ecobonus e sismabonus la detrazione sarà quindi del 50% sull’abitazione principale e del 36% sugli altri immobili. Per il bonus ristrutturazioni resta il tetto di spesa di 96.000 euro per unità immobiliare, con il recupero in dieci rate annuali.
Chi avrà diritto al 50%

L’aliquota più alta spetta solo a chi è proprietario o titolare di un diritto reale, come nuda proprietà, usufrutto, uso, abitazione o superficie, e fa i lavori sulla casa in cui vive. Tutti gli altri si fermano al 36%: seconde case, immobili affittati e abitazioni date in comodato, anche quando è l’inquilino a pagare gli interventi.
Bonus mobili e punti ancora da chiarire
Confermato anche il bonus mobili al 50% su una spesa massima di 5.000 euro, cioè fino a 2.500 euro di detrazione in dieci rate da 250 euro.
Alcuni aspetti, però, vanno ancora verificati nel testo: secondo le prime letture, per gli acquisti del 2027 i lavori di ristrutturazione collegati dovranno essere iniziati dal 1° gennaio 2026, e quanto già speso nel 2026 per gli stessi lavori riduce il tetto disponibile, mentre non c’è ancora accordo sul fatto che i grandi elettrodomestici restino ammessi. Va ricordato, infine, che la proroga riguarda solo il 2027: senza nuovi interventi, dal 2028 resterebbe la detrazione ordinaria del 30% su un tetto di spesa di 48.000 euro.
Le altre misure per la casa nella manovra
Il disegno di legge, approvato dal Consiglio dei ministri il 28 ottobre, contiene anche altre novità per chi possiede casa. La più rilevante riguarda gli affitti: la cedolare secca sui contratti a canone concordato scenderebbe dal 10 al 5%, e all’1% se l’inquilino ha fino a 35 anni.
Il parere della Commissione europea sulla manovra è atteso entro il 30 novembre, poi il testo potrà essere modificato dal Parlamento. Chi stava programmando una pompa di calore o nuovi infissi può intanto ripassare le regole attuali nella guida all’ecobonus e valutare soluzioni come l’impianto ibrido con caldaia e pompa di calore.