Hai una casa vuota? L’Europa vuole spingere i proprietari a rimetterla sul mercato

Autore:
Di Geronimo Daniele
  • Laurea in Lettere moderne
Tempo di lettura: 5 minuti

La Commissione europea ha adottato le sue raccomandazioni contro l’emergenza abitativa: dal recupero degli immobili vuoti alle quote minime di alloggi a prezzi accessibili.

Guarda il video


Case sfitte
Photo by Tama66 – Pixabay

L’emergenza abitativa è uno dei dossier più caldi in Europa e la Commissione europea ha deciso di intervenire. Il 9 settembre 2026 Bruxelles ha adottato una serie di raccomandazioni che invitano gli Stati membri a muoversi su due fronti paralleli: costruire di più e più in fretta dove la pressione sui prezzi è forte, e rimettere in circolo il patrimonio edilizio oggi inutilizzato.

Sono indicazioni non vincolanti, che però tracciano la direzione delle politiche abitative nazionali. Il punto di partenza è noto: nelle grandi città il costo di case e affitti cresce più rapidamente dei redditi, mentre l’offerta fatica a tenere il passo. La risposta immaginata dalla Commissione non passa però solo dai cantieri, ma anche da un uso più intelligente di ciò che esiste già.

Case sfitte: i piani di accelerazione abitativa

Case sfitte affitti permessi
Photo by OleksandrPidvalnyi – Pixabay

La prima indicazione riguarda l’adozione, da parte delle autorità nazionali e locali, di veri e propri piani di accelerazione abitativa nelle zone colpite dal caro-casa. La priorità va agli alloggi offerti a prezzi inferiori a quelli di mercato: quella fascia intermedia che oggi resta scoperta, fatta di chi guadagna troppo per l’edilizia popolare e troppo poco per i canoni di mercato.

Per rendere operativi questi piani, la Commissione suggerisce di riconoscere per legge gli operatori, pubblici e privati, che si occupano di edilizia sociale e accessibile: senza una definizione giuridica chiara diventa complicato indirizzare fondi e regole verso questo segmento.

Quote minime, zonizzazione inclusiva e premi di volumetria

Tra gli strumenti indicati compare la fissazione di una quota minima locale di alloggi calmierati sul totale delle abitazioni. I nuovi progetti immobiliari dovrebbero inoltre essere obbligati o incentivati a includere una parte di case accessibili, attraverso zonizzazione inclusiva, riserva di terreni e premi di volumetria.

C’è poi un vincolo temporale importante: gli immobili finanziati con risorse pubbliche dovrebbero mantenere la destinazione sociale per un periodo lungo, in alcuni casi non inferiore a vent’anni. È la risposta a un problema noto: la progressiva fuoriuscita degli alloggi agevolati dal circuito sociale una volta scaduti i vincoli.

Case vuote e affitti: recuperare il patrimonio esistente

Case sfitte Unione europea
Photo by Bittermuir – Pixabay

La parte più interessante per l’Italia riguarda gli immobili sfitti. Nelle aree sotto pressione abitativa le amministrazioni dovrebbero rivedere norme edilizie e urbanistiche per rendere più semplici ristrutturazioni, riconversioni, ampliamenti e frazionamenti degli edifici esistenti, nel rispetto dei requisiti di sicurezza, accessibilità e sostenibilità.

Il secondo strumento è fiscale e contrattuale: rivedere tassazione e regole sulle locazioni per spingere i proprietari a destinare stabilmente all’uso residenziale gli edifici vuoti, e semplificare i cambi di destinazione d’uso. Dove il mercato delle locazioni è poco sviluppato, l’indicazione è di sostenere l’affitto privato e i progetti build-to-rent, anche mantenendo pubblica la proprietà del suolo. Un’ulteriore raccomandazione riguarda l’affitto delle singole stanze, da agevolare soprattutto per studenti e apprendisti.

Permessi più rapidi e appalti semplificati

Il capitolo procedure prevede corsie preferenziali per i permessi, con termini fino a sessanta giorni, il ricorso al silenzio-assenso per alcune fasi dell’iter e procedure accelerate per gli appalti. L’obiettivo è ridurre i tempi morti tra progetto approvato e apertura del cantiere.

Per l’Italia molte di queste indicazioni non sono del tutto inedite: il tema del recupero del patrimonio esistente e degli ampliamenti volumetrici è già stato affrontato negli anni attraverso le normative regionali, come ricostruiamo nella panoramica sulle regole del Piano Casa regione per regione. Resta da capire quanto e come le raccomandazioni verranno tradotte in norme reali che non restino indicazioni solo sulla carta.

Case sfitte e affitti calmierati: foto e immagini