Carta da parati che produce elettricità dall’umidità: cosa può fare davvero (e cosa no)

Autore:
Di Geronimo Daniele
  • Laurea in Lettere moderne
Tempo di lettura: 5 minuti

Un prototipo della Binghamton University trasforma il vapore acqueo dell’aria in corrente e regola l’umidità delle stanze. Ma non è in vendita e non elimina la muffa.

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Carta da parati in corridoio
Photo by Max Vakhtbovych – Pexels

Rivestire le pareti di casa con una carta che produce elettricità sfruttando l’umidità dell’aria. È un’idea che sembra venire dal futuro, ma è una notizia che sta circolando anche in Italia. Cosa c’è di vero in questa tecnologia? La realtà è più prudente, ma non meno interessante.

Il progetto nasce alla Binghamton University ed è stato descritto a settembre 2026 sulla rivista scientifica Advanced Energy Materials.

Il gruppo di ricerca ha messo a punto quella che definisce una carta da parati “umido-elettrica”, capace di ricavare corrente dal vapore acqueo presente nelle stanze, con una struttura ispirata ai microchip ma stampata su carta.

Carta da parati che produce elettricità: come funziona

Carta da parati colorata

Il rivestimento è formato da tante piccole tessere di carta di 2 centimetri per lato, collegate tra loro da contatti nascosti sul retro. Ogni tessera è divisa in zone: i bordi contengono glicerolo, una sostanza che cattura il vapore acqueo, mentre la parte centrale, trattata con un polimero e con uno strato di cera, richiama l’acqua e la lascia evaporare in modo controllato.

Il passaggio continuo dell’umidità trascina con sé degli ioni e crea una differenza di carica, raccolta da elettrodi di grafite.

Negli ambienti interni l’umidità resta di solito tra il 30 e il 60%, ed è proprio questa costanza a rendere promettente la tecnologia: a differenza del fotovoltaico, non dipende dal sole né dall’ora del giorno.

Quanta energia produce davvero

I numeri aiutano a ridimensionare le aspettative. Una singola tessera genera circa 0,34 volt all’80% di umidità. Collegandone 1.596, i ricercatori hanno ottenuto 3,5 volt al 38% di umidità, abbastanza per far funzionare una tastiera wireless con l’aiuto di un condensatore.

In un’altra prova, 35 tessere hanno alimentato un sensore di umidità per circa un quarto d’ora.

L’obiettivo dichiarato non è sostituire la rete elettrica o i pannelli solari, ma fornire energia a piccoli dispositivi, come sensori ambientali e oggetti della casa connessa.

Umidità e muffa: cosa dice lo studio

Carta da parati in soggiorno
Photo by Max Vakhtbovych – Pexels

L’aspetto più curioso riguarda la gestione dell’umidità. In una piccola camera sigillata, 28 tessere hanno ridotto l’umidità dal 75 al 50% in circa quattro minuti, mentre in una stanza il pannello più grande l’ha abbassata dal 38 al 32% in un quarto d’ora.

Gli autori presentano questi risultati come preliminari, ma l’idea ha un senso pratico: secondo Choi, oggi si spende molta energia negli impianti di climatizzazione per togliere umidità dall’aria, e un rivestimento di questo tipo potrebbe alleggerirne il lavoro. Lo studio, inoltre, non parla di muffa: sostenere che questa carta da parati la elimini significa attribuirle un effetto che nessuno ha misurato.

C’è poi un dettaglio decisivo per chi spera di comprarla: si tratta di un prototipo di laboratorio, realizzato su carta da filtro e non su carta da parati commerciale. Non esistono prezzi né date di arrivo nei negozi. Il team lavora a una versione stampabile, adatta alla produzione in serie, ma la strada verso le nostre pareti è ancora lunga.

Nel frattempo, per tenere sotto controllo la condensa e le pareti umide restano validi i rimedi tradizionali raccolti nella guida su come ridurre l’umidità in casa. E chi vuole rinnovare le pareti già oggi può partire dalle tante proposte di carta da parati moderna pensate per ogni ambiente.

Carta da parati che produce elettricità dall’umidità: foto e immagini