Canoni di affitto: altra impennata dei prezzi a dicembre
I canoni di affitto sono aumentati a causa dell’inflazione di dicembre, che rispetto allo stesso periodo del 2023 ha registrato un rincaro dell’1,3%. Complice anche il rialzo dell’1,1% dell’indice FOI, gli adeguamenti ISTAT dei canoni di affitto in Italia saranno nuovamente verso l’alto: + 96 euro all’anno per gli inquilini.
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E’ recentissimo un report di Idealista che analizza gli adeguamenti dei canoni di affitto in Italia in base alla crescita sia dell’inflazione che dell’indice FOI. Questi due fattori incidono sul prezzo da pagare per le locazioni che hanno stipulato un contratto 4+4, e sono aumentati, rispettivamente, dell’1,3% e dell’1,1% rispetto al mese di dicembre 2023. In un anno, quindi, gli affitti hanno subito un rincaro notevole, anche se può sembrare il contrario.
Basti pensare alla città di Milano, che partiva da una base già alta, e che a causa di questo adeguamento dovrà pagare 252 euro in più all’anno per la stessa locazione. Non è però Milano l’unica città che subirà rincari importanti, perché anche Firenze e Bolzano non scherzano. Più tranquilli possono stare invece gli inquilini di Asti, Biella, Caltanissetta e Vibo Valentia, che vedranno i propri affitti aumentare solo di 4 euro al mese.
Canoni di affitto +1,3% a dicembre

L’adeguamento dei canoni di affitto in base all’inflazione è una cosa che interessa unicamente chi ha stipulato un contratto di locazione con la formula 4+4. Questo tipo di contratto, infatti, permette al locatore di decidere in totale libertà riguardo l’importo da richiedere per affittare il proprio immobile, ma lo sottopone ad un adeguamento annuale. Di conseguenza, il canone dovrà essere modificato ogni anno in base all’andamento sia dell’inflazione che dell’indice FOI. Così facendo, potrebbe sia diminuire che aumentare, ma con lo scenario odierno un ribasso è una speranza quanto mai vana.
Questi rincari pesano enormemente sulle spalle degli inquilini, che vedono aumentare le spese relative alla casa di anno in anno, e che sempre più spesso sono costretti a fare rinunce o addirittura a optare per una stanza in affitto.
In particolare, a subire i continui rincari sono gli studenti e i lavoratori fuori sede, i quali chiedono a gran voce nuove soluzioni abitative sia da parte pubblica che privata. In alcune città però, le cose sono più complicate che in altre, e se ad Asti, Biella, Caltanissetta e Vibo Valentia un trilocale costa appena 404 euro al mese, ci sono altre città in cui con questa cifra non si affitta nemmeno una stanza.
Le città più care d’Italia

Dopo l’adeguamento ISTAT del mese di dicembre 2024, i canoni di affitto salgono in tutta Italia. La media nazionale si attesta a circa 8 euro al mese, ossia 96 euro all’anno, ma le disuguaglianze da capoluogo a capoluogo sono sostanziali.
Infatti, come anticipato, ci sono città come Asti, Biella, Caltanissetta e Vibo Valentia, dove un trilocale si può affittare per soli 404 euro al mese. Ce ne sono altre però, dove la richiesta è parecchio più alta:
- a Milano il canone medio per un trilocale è di 1.938 euro/mese;
- a Firenze per un trilocale si chiedono 1.618 euro/mese;
- a Bolzano servono 1.517 euro/mese per affittare un trilocale
- a Venezia si chiedono 1.314 euro/mese per un trilocale;
- a Como, Massa, Roma e Vicenza un trilocale costa 1.213 euro/mese;
- a Monza la richiesta per un trilocale è di 1.132 euro/mese;
- a Bologna il canone medio per un trilocale è di 1.112 euro/mese.
Purtroppo, in base alle stime, questi prezzi saliranno ancora, e l’incremento previsto è del 5% nel 2025.