Venezia, Biennale Architettura 2025: Giardini e non solo

Autore:
Daniela Giambrone
  • Giornalista
Tempo di lettura: 8 minuti

La seconda parte del report sul meglio (secondo noi) della Biennale Architettura, a Venezia fino al prossimo 23 novembre, si concentra sull’esposizione ai Giardini, con tre tappe extra da non perdere in città.

Venezia, Biennale Architettura 2025: Giardini e non solo
Padiglione Gran Bretagna. Foto Marco Zorzanello

Se in Arsenale si è riflettuto molto su come le intelligenze possano adoperarsi per risolvere concretamente le questioni ambientali più preoccupanti – con progetti, materiali, innovazioni – ai Giardini lo sguardo si sposta sul valore della collaborazione, dell’inclusività e della tensione verso verso l’altro. In una parola, sul valore della relazione/connessione. Non è un caso, a nostro avviso, che qui, nel verde riconciliante dei Giardini, siano presenti due interessanti punti di aggregazione.

Venezia, Biennale Architettura 2025: Giardini e non solo
Foto Andrea Avezzù

Il primo è La Libreria, bookshop della manifestazione, concepito come un deposito culturale nomade per la Biennale che incarna la portata democratica e intellettuale di Venezia. Basata su un concept di Diane von Furstenberg, è firmata dallo studio statunitense Diller Scofidio + Renfro in collaborazione con lo studio di ingegneria strutturale Schlaich Bergermann Partner, insieme a Transsolar e Tillotson Design Associates.

Si tratta di una struttura temporanea e leggera, progettata per essere trasportabile allo scopo di promuovere l’alfabetizzazione e l’amore per la lettura. Il suo ancoraggio a terra, infatti, è stabilizzato semplicemente da zavorre e pile di libri, che insieme sostengono la pelle trasparente della tenda appoggiata su una trave. Libera di viaggiare, questa libreria è libera di interagire con il mondo.

Venezia, Biennale Architettura 2025: Giardini e non solo
Foto Andrea Avezzù

Il secondo punto di aggregazione è il corner Voice of Commons, un Progetto Speciale della Biennale firmato dall’architetto e attivista Giulia Foscari e la sua duplice agenzia UNA-UNLESS, con il patrocinio dell’UNESCO, del Decennio ONU delle Scienze del Mare per lo Sviluppo Sostenibile e dell’Agenzia Spaziale Europea. Sede di questo spazio di confronto con talk e incontri durante tutta la manifestazione è la Biglietteria Scarpa, progettata da Carlo Scarpa nel 1952 e riportata a nuova luce grazie a un intervento di recupero sostenuto da Cassina.

Patricia Urquiola ha progettato due panche sinuose e semicircolari che si integrano e seguono il profilo dell’architettura esistente. Realizzate da Cassina Custom Interiors, le sedute in microcemento richiamano il linguaggio materico di Scarpa. Infine, a completare l’allestimento alcuni pezzi indimenticabili del catalogo Cassina, come gli sgabelli Mexique di Charlotte Perriand, ovvero le sedute per gli ospiti, e i pouf Modular Imagination firmati da Virgil Abloh, posizionati nell’area circostante.

I padiglioni nazionali ai Giardini

Venezia, Biennale Architettura 2025: Giardini e non solo
Andrea Avezzù

Meno densa rispetto all’Arsenale, l’esposizione ai Giardini ospita 26 padiglioni (ricordiamo che il Padiglione Centrale è chiuso per restauro). Fra questi, Pianeta Design ne ha selezionati tre per il valore dei contenuti, per l’originalità dell’allestimento e anche per uno sguardo un po’ più scanzonato e ironico, che non sminuisce l’importanza del tema della Biennale, piuttosto prova a veicolarlo in una modalità fruibile a un grande pubblico.

Gran Bretagna: imparare una nuova relazione fra architettura e territorio

Venezia, Biennale Architettura 2025: Giardini e non solo
Foto Marco Zorzanello

GBR: Geology of Britannic Repair è la mostra nata dalla collaborazione tra Regno Unito e Kenya grazie a un team multidisciplinare di curatori: Kabage Karanja e Stella Mutegi dello studio di architettura Cave_bureau con sede a Nairobi hanno lavorato con gli inglesi Owen Hopkins, curatore e scrittore residente nel Regno Unito, e la professoressa accademica Kathryn Yusoff. Al centro della riflessione è il tema della riparazione e del rinnovamento, nello specifico di come l’architettura possa ribaltare gli impatti distruttivi dei sistemi coloniali di sfruttamento delle risorse del sottosuolo, attuando pratiche virtuose di recupero architettonico.

Per questa visione collaborativa e innovativa, la Gran Bretagna ha ricevuto una menzione speciale per il “tentativo di immaginare una nuova relazione tra architettura e geologia. La Giuria segnala inoltre il programma Venice Fellowship come un’iniziativa significativa di scambio di conoscenze tra i tre paesi: Venezia, Regno Unito e Kenya”.

Olanda: il bar sport che insegna a perdere

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Foto Marco Zorzanello

Divertente e aggregante, quasi un respiro di sollievo tra tanti temi “ansiogeni” ancorché importanti e attuali, il padiglione olandese curato da Amanda Pinatih, su progetto del social designer Gabriel Fontana, ruota intorno allo sport come strumento per individuare e risolvere le dinamiche di esclusione negli spazi del quotidiano.

Sidelined. A Space to Rethink Togetherness è così una scenografia pop dove tra schermi al plasma, oggetti sportivi e un sinuoso calcetto alternativo, per un uso collettivo, si riflette intorno al significato dell’impegno sociale per promuovere e incoraggiare forme di collettività e inclusione.

Polonia: abitare tra magia e razionalità

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Foto Luca Capuano

Lari e Penati: sul costruire un senso di sicurezza in architettura è uno sguardo antropologico da parte di un collettivo multidisciplinare (la curatrice e storica dell’arte Aleksandra Kedziorek, l’architetto Maciej Siuda, gli artisti Krzysztof Maniak e Katarzyna Przezwanska) che con humor indaga l’architettura dal punto di vista non tanto di chi la progetta ma delle persone che la abitano.

Il padiglione è punteggiato di oggetti ritrovati, o riprodotti e interpretati in scala uno a uno, frutto di una ricerca sul campo che porta in luce i riti e le pratiche ancora in uso in Polonia e tramandati da generazione. Come la candela esposta sulla finestra che protegge la casa dalle tempeste o la ghirlanda nei cantieri a difende dagli imprevisti. Ma anche l’importanza dei dispositivi legati alle normative attuali: così l’estintore campeggia in una nicchia decorata come un affresco o esaltato da un mosaico in stile veneziano.

Tre tappe extra da non perdere

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Fondazione Prada. Foto Marco Cappelletti

Segnaliamo qui tre destinazioni fuori dal circuito Arsenale e Giardini, ma concomitanti con la Biennale, che riteniamo interessante visitare.

Alloggi per tutti grazie al biocemento

Venezia, Biennale Architettura 2025: Giardini e non solo
Foto © Celestia Studio

Fa parte della mostra Time Space Existence promossa dall’European Cultural Centre, dal tema “Riparare, Rigenerare e Riutilizzare”, il prototipo di un’interessante abitazione “cattura anidride carbonica” di Alejandro Aravena (Elemental) immersa nei Giardini della Marinaressa. Realizzata in collaborazione con Holcim si tratta di un modulo, collocato sulla pianta di un’architettura, costruito con un innovativo biocemento composito con carbone in grado di assorbire CO2 e realizzato al 100% con materiali riciclati.

Il concept segue il principio dell’architettura incrementale per una costruzione rapida ed efficiente attraverso fornitura di componenti abitativi essenziali pensati per fare in modo che siano le persone a terminare in autonomia la costruzione della casa. L’utilizzo di pannelli prefabbricati e la nuova tecnologia usata permettono di rispondere alla scala e alla velocità della domanda di alloggi in una situazione di crisi abitativa, senza gravare sull’ambiente.

Un nuovo anfiteatro stampato in 3D

Venezia, Biennale Architettura 2025: Giardini e non solo
Foto Courtesy MCA – Mario Cucinella Architects

Un fiore a San Servolo. Così si chiama il progetto di Mario Cucinella, fondatore di MCA – Mario Cucinella Architects, per l’isola di San Servolo, situata nel cuore della Laguna di Venezia, proprio di fronte a Piazza San Marco. Si tratta di un anfiteatro costruito con tecniche e materiali innovativi. È stato infatti realizzato in stampa 3D ed è caratterizzato da linee fluide e organiche che suggeriscono la forma di una corolla in fiore.

L’inaugurazione del 23 maggio 2025 si inserisce nell’ambito dei Green Design Days, una manifestazione organizzata in collaborazione con FederlegnoArredo, in programma sull’isola fra il 22 e il 24 maggio 2025, in concomitanza con La Biennale Architettura di Venezia. Una nuova meta pensata per i giovani e per tutti coloro che vogliono vivere la magica atmosfera dell’isola.

I diagrammi come lente universale per leggere il mondo

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Foto Marco Cappelletti

Si sviluppa con un allestimento semplice ma estremamente suggestivo Diagrams, l’esposizione firmata dallo studio AMO/OMA, fondato da Rem Koolhaas, per Fondazione Prada nella sede di Ca’ Corner della Regina a Venezia. Un’approfondita analisi dell’efficacia del diagramma come metodo per illustrare la realtà, nel corso della storia e applicato in più ambiti. Come afferma Rem Koolhaas,

Apprezzo profondamente questa interdisciplinarità del diagramma, il suo attributo invariabile ovvero il fatto di essere indipendente dal linguaggio (le parole) lo rende una delle forme più efficaci di rappresentazione.

Documenti rari, pubblicazioni, immagini digitali e video realizzati dal XII secolo a oggi e relativi a diversi contesti culturali e geografici sono raccolti sotto grandi teche di vetro illuminate da luci soffuse. Al piano terra, i visitatori sono accolti da un imponente display realizzato da AMO/OMA, che funziona come meta-diagramma della mostra, svelandone i metodi di ricerca e di esposizione in tutta la loro accuratezza.

 

Venezia, Biennale Architettura 2025. Giardini e non solo: foto e immagini