Uno scrigno eclettico

Autore:
Daniela Giambrone
  • Giornalista
Tempo di lettura: 5 minuti

A Caserta, in un piccolo appartamento di 45 metri quadri, l’architetto Gae Avitabile ricrea un luogo della memoria e dello spirito.

Uno scrigno eclettico
Foto Carlo Oriente

Una storia dietro ogni oggetto. Casa di Egle è uno scrigno prezioso che contiene ricordi, memorie di vite passate, testimonianze di viaggi e luoghi lontani. Gae Avitabile è riuscito a infondere in questo progetto un senso di meraviglia e di nostalgia insieme, dove arredi e materiali di altri tempi diventano nella sua interpretazione garbate suggestioni contemporanee.

La sensibilità di Gae Avitabile

Uno scrigno eclettico
Foto Carlo Oriente

Architetto votato al design, dopo una lunga esperienza in Francia che lo ha portato a collaborare con Jacques Ripault e Christophe Pillet, Gae Avitabile è tornato a Caserta, dove risiede e lavora. Qui, lontano dalle rotte ufficiali del design, è membro del comitato scientifico della Reggia di Caserta e conduce il mestiere di architetto sia in maniera indipendente, sia a supporto di studi internazionali.

Gae Avitabile ricerca una strada autenticamente propria nella progettazione di design e nella sperimentazione di nuovi materiali. Ciò che accomuna le sue creazioni è il metodo relazionale di progettazione, capace di far dialogare grande e piccola scala grazie alla sua attenzione al contesto – locale, ma non solo – e alle sue dinamiche, creando processi aperti in cui i significati si stratificano negli oggetti stessi.

Il periodo trascorso a Parigi mi ha permesso di capire che si può creare qualsiasi cosa si possa pensare, cambiando continuamente scala, interpretando ogni volta in modo diverso un progetto, anche se molto simile. Dopo il ritorno in Italia, ho cercato di applicare questa metodologia a un contesto completamente diverso: è stato un processo, non scontato, che mi ha permesso di trovare la mia chiave progettuale.

Casa di Egle

Uno scrigno eclettico
Foto Carlo Oriente

Ci troviamo a Caserta, a pochi passi dagli appartamenti reali della Reggia e del suo parco, nel cuore del centro storico della città. L’edificio risale a fine Ottocento, mentre via Tanucci, in cui è situato, rappresenta una delle strade più antiche. Quando i Borboni si insediarono nella zona per la costruzione della Reggia, via Tanucci e via San Carlo furono infatti riservate alle abitazioni della servitù. All’interno dell’edificio, un bilocale soppalcato di 45 metri quadri, in origine un deposito, diventa l’occasione per elaborare un progetto che fa della memoria e del recupero le sue ispirazioni.

Seguendo la richiesta della proprietaria – l’avvocato Egle Giaquinto, che desiderava una base per ospitare amici o per avviare un bnb – l’architetto ha disegnato intorno ai ricordi di famiglia uno spazio nuovo, che pur nel rispetto della struttura preesistente ha saputo rinascere con una personalità originale. Un approccio raro, questo che predilige il recupero dell’arredo piuttosto che creare immaginari con pezzi nuovi, e che contraddistingue l’opera di Avitabile.

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Abbiamo selezionato tutto ciò che avevamo a disposizione tra vecchi lampadari, pavimentazioni recuperate, divani, tessuti, e così via, già in possesso della proprietaria e della sua famiglia nel corso degli anni. È chiaro che nel progetto sono inclusi anche elementi contemporanei, come le lampade Flos Mini Glo-Ball Ceiling/Wall, acquistate nel corso degli anni e non specificamente per questo progetto, così come i tessuti provenienti da viaggi in Marocco (altra passione della proprietaria).

Mix and match, temporale e culturale

Uno scrigno eclettico
Foto Carlo Oriente

Gli interventi sulla struttura hanno previsto soltanto un consolidamento dei solai con delle travi IPE, che poi sono state rivestite con cartongesso per simulare delle travi. Mentre del bilocale è stato recuperato soltanto il pavimento originale in sestini di cotto, perché tutto il resto – infissi, soglie e vari impianti – era ormai obsoleto.

Gli spazi sono super compatti. A dare il benvenuto all’ingresso è la stanza che ospita il living, luminosa e accogliente grazie alle diverse sedute rivestite con tessuti confortevoli, dal divano protagonista alla panca a centro stanza. Nella stanza successiva è stato organizzato un angolo cucina, con una vecchia madia impreziosita da un piccolo lavello ricordo di un viaggio in Marocco, lo stesso da cui arriva il tessuto che riveste il divano del living. Un tavolo da pranzo e due sedie disposti proprio a fianco definiscono l’area pranzo.

Approfittando dei soffitti alti, la zona notte è stata sopraelevata sul soppalco, accessibile mediante una scala bianca e minimale.

Uno scrigno eclettico
Foto Carlo Oriente

Il bagno riserva altre sorprese: a illuminarlo è il lampadario “buono” della bisnonna, mentre a dare un tocco originale sono le cementine decorate di un vecchio pavimento utilizzate qui come rivestimento alle pareti.

Tutto l’appartamento risulta molto luminoso grazie ad ampie vetrate filtrate da grosse tende in tessuto di canapa, ricavato dal corredo che la bisnonna di Egle le aveva lasciato in dote. Interessante la scelta di abbinare ai sestini in cotto pareti bicolore dipinte in bianco con una banda verde bottiglia che corre lungo tutto l’appartamento. Legno scuro, tessuti etnici, velluti, suppellettile colorata contribuiscono a creare quel mix and match speciale che rende così fascinosa la casa.

 

Uno scrigno eclettico: foto e immagini