Un’incredibile rivoluzione tecnologica
Un modo nuovo di fare e condividere musica: Steinway & Sons ha raggiunto un ulteriore traguardo nel percorso di una tecnologia innovativa che apre prospettive inedite nel mondo dei pianoforti.

A fine giugno, ad Amburgo, è successa una magia. Anzi, in verità è più un prodigio di tecnologia quello che ha consentito all’esibizione del pianista Víkingur Ólafsson di essere trasmessa per la prima volta in assoluto in streaming dal palcoscenico della Elbphilharmonie di Amburgo, la sera del 24 giugno, direttamente nelle case dei proprietari di pianoforti Spirio | r e negli showroom Steinway & Sons di New York, Londra, Madrid, Amsterdam, Stoccolma, Berlino e Amburgo.
Per celebrare questo importante risultato, l’azienda ha organizzato contestualmente una cena esclusiva nel cuore della sua fabbrica di Amburgo (l’altra sede è a New York), dove gli invitati hanno assistito in tempo reale alla stessa performance: il pianista era virtuale, ma il suo tocco era assolutamente reale sui tasti del pianoforte in sala.
Un evento che ha segnato il coronamento di un sogno iniziato diversi anni prima e che è stato un lungo percorso per Steinway & Sons, la celebre azienda produttrice di pianoforti a livello internazionale. Dal 1853, anno della fondazione, i suoi prodotti hanno segnato innumerevoli standard per suono, maestria, design e investimento. Oltre il 97% di tutti i pianisti da concerto sceglie uno Steinway quando si esibisce con l’orchestra. Il concerto del 24 giugno rappresenta un nuovo traguardo che ha tutti i numeri per essere definito rivoluzionario.
Suonare il pianoforte, ma non solo

La tecnologia che ha consentito questa multiperformance è estremamente elaborata. Dal momento del suo lancio ha subito continui arricchimenti e rielaborazioni. L’antefatto è il lancio nel 2015 di Spirio, la variante autopiano ad alta risoluzione dei modelli M, B e O della Steinway & Sons.
Successivamente, nel 2019, ne è stata introdotta nel mercato un’evoluzione, chiamata Spirio | r. Il nuovo piano player non solo può essere suonato come un normale pianoforte e riprodurre automaticamente musica ma, grazie a un sistema di sensori brevettato da Steinway, è anche in grado di catturare i movimenti dei martelletti e della pedaliera e trasformarli in dati digitali che si possono registrare, modificare, riprodurre, cercare e salvare in un proprio archivio personale.
Il passo successivo del percorso è stato il lancio nel 2022 di Spiriocast, la tecnologia che consente di trasmettere a distanza i dati registrati durante un’esecuzione su Spirio | r e riprodurli su tutti i pianoforti Steinway & Sons integrati con la stessa tecnologia. Ne risultano esperienze acustiche identiche e perfettamente sincronizzate con l’esecuzione che fa da sorgente: non si tratta di una registrazione o di una riproduzione, ogni strumento collegato suona dal vivo e in tempo reale, offrendo un’esperienza audio non filtrata, identica alla sorgente.
L’interfaccia per utilizzare facilmente questa tecnologia è una app installata sull’iPad fornito con ogni piano player. Oltre a gestire le registrazioni della musica eseguita dal vivo dal proprietario dello strumento, consente di accedere a una libreria musicale di esibizioni che ogni mese l’azienda aggiorna automaticamente dal Cloud: performance di artisti Steinway di fama mondiale (sono più di 2.300), così come i brani della collezione Steinway Immortals che include nomi come Duke Ellington, Glenn Gould, Arthur Rubinstein e Art Tatum.
L’integrazione con Spiriocast ha portato la tecnologia a un livello superiore aggiungendo nuove possibilità per la condivisione delle performance musicali. Anche la connessione fra più pianoforti, infatti, avviene tramite l’app installata sull’iPad fornito con lo strumento. Quando il pianoforte host comincia la sua esecuzione, il video e l’audio registrati dall’iPad vengono trasmessi all’iPad dell’ascoltatore o a un altro dispositivo collegato, per esempio un monitor esterno. È così che avviene la magia: quando l’host suona, gli altri pianoforti “in ascolto” si esibiscono in tempo reale, ovunque si trovino.
Abbattendo i confini di spazio e tempo, i possibili impieghi di questa tecnologia vanno oltre l’ambito dello spettacolo, spaziando dalla formazione dei musicisti al supporto tecnico per i professionisti.
Eric Feidner, Chief Technology and Innovation Officer di Steinway & Sons, a proposito dell’evento del 24 giugno ha dichiarato:
Ci siamo serviti con successo della tecnologia per ricreare e trasmettere un’esperienza acustica musicale impensabile prima di Spirio. Nasce dal duro lavoro e dalla determinazione ad innovare costantemente che abbiamo in Steinway. Ci sentiamo estremamente fortunati a lavorare con molti dei migliori pianisti del mondo. È un onore catturare ogni sfumatura del loro modo di suonare, sviluppando software e hardware capaci di riprodurre fedelmente le loro esecuzioni sui migliori pianoforti acustici del mondo.
Tutti i numeri del colosso Steinway
Gli standard introdotti da Steinway & Sons non si fermano alla tecnologia. Anche dal puto di vista della produzione e del design i pianoforti dell’azienda rappresentano un’eccellenza che si conferma nel tempo.

Qualche numero rappresentativo? La cassa di uno Steinway grand è composta da un massimo di 20 strati di legno massiccio che vengono piegati in forma in un unico processo. Sono più di 140 i brevetti sviluppati per portare a termine il processo produttivo basato sul principio del “Sistema Steinway”. Lo Steinway grand è composto da circa 12.000 singole parti. Ci vogliono due anni per portare a termine il processo di essiccazione naturale del legno, mentre il periodo di produzione di un pianoforte a coda Steinway è di circa un anno. A fronte di questi pochi dati non stupisce che i prezzi di vendita in Germania (per la versione nera lucida) oscillino fra i 50.000 e i 210.000 euro circa.

Disponibile su richiesta a tutte le personalizzazioni possibili, Steinway & Sons è nota anche per le sue collaborazioni con designer di fama internazionale che aggiungono prestigio ai modelli: fra le più recenti citiamo quella con Nichetto Studio, con il designer francese Noé Duchaufour-Lawrance e con la designer Elena Salmistraro, che ha firmato il modello per celebrare i 100 anni di Disney.