Una villa imprevedibile
Proseguiamo l’itinerario delle case museo con Casa Museo Jorn tornata a risplendere dieci anni fa dopo l’oblio e ora parte del Museo Diffuso di Albisola, hub creativo della ceramica artistica.

Fascinazione di un luogo

Possiamo capire perché Asger Jorn – artista danese e tra gli animatori della felice stagione che vide la cittadina ligure al centro dell’interesse di ceramisti e artisti ancora negli anni del boom – decida di acquistare questa casa con studio e giardino nelle iniziali alture di Albissola Marina.
Si arriva a casa Jorn dalla ripida strada che dal centro della cittadina si snoda, salendo fino al quartiere dei Bruciati, al sito dove anticamente si trovava il podere della nobile famiglia savonese dei Della Rovere (che diede i natali a papi mecenati, da cui l’espressione “murazze dei papi” per l’area abbandonata). Da qui si vede il mare immersi nel verde e nel silenzio.

Un progetto di architettura spontanea
È il 1957 quando dopo tre anni passati accampato in tenda e ospitato da varie personalità, tra cui Lucio Fontana che lo accoglie nel suo studio albisolese, Jorn inizia la ristrutturazione dell’antico rudere trasformandolo in un’opera d’arte totale con l’aiuto dell’amico e operaio Umberto (Berto) Gambetta, co-autore del progetto molto poco ortodosso e per certi versi anarchico come il danese.

La casa, infatti, si apprezza come un’architettura spontanea immersa nell’anfiteatro naturale del giardino con i suoi due terrazzamenti e i percorsi labirintici. Un’immersione ancora oggi da compiere tra ceramiche, sculture, dipinti e oggetti di recupero per il piacere di occhi curiosi dove colpisce da subito l’apparato decorativo dell’insieme e degli eterogeni materiali usati. Includono marmi e pietre di reimpiego, piastrelle e mattonelle di scarto, frammenti inorganici provenienti da grotte, fiumi e mari, come stalagmiti, sassi, minerali e conchiglie. Ma anche residui industriali come vetri, pietre da forno, e rivestimenti in gres come le piastrelle colorate dalle Ceramiche Artistiche di Santa Margherita Ligure per rivestire i pavimenti esterni. Curiosi, a esempio, gli isolanti elettrici in ceramica recuperati da una manifattura e collocati nel giardino, utilizzati come basi per le sculture.


Un modo di fare architettura, o di nobilitarla, che piace oggi in anni di riuso ed eco sensibilità e che ai più potrebbe ricordare il noto Parc Guell di Antoni Gaudì, a Barcellona, per il ruolo della natura e soprattutto dei mosaici ceramici eseguiti con tecniche affini.
Indicativo, del resto, come l’unico documento lasciato dall’artista riguardo la casa-giardino sia proprio il libro Le Jardin d’Albisola, pubblicato nel 1974, composto prevalentemente da immagini del giardino che per volontà di Jorn fu la perfetta ambientazione per le sculture realizzate nelle manifatture ceramiche locali.

Gli interni decorati con la ceramica

Nel suo interno la casa rivela attraverso i diversi ambienti come Jorn e la sua cerchia di amici vivessero questo luogo molto speciale. La veranda, un tempo esterna all’abitazione di cui era l’ingresso, venne trasformata da Jorn nel collegamento per il piano superiore e in un luogo di incontro. È questo forse l’ambiente in cui l’artista raggiunse la massima fusione fra architettura, pittura, scultura e decorazione. Tra mosaici astratti di piastrelle colorate e un grande vaso decorato a smalti. La cucina, dove campeggia il rosso originale alla parete, oltre al lavandino e alla credenza, vede la presenza di importanti opere di Jorn realizzate presso le Ceramiche San Giorgio e qui murate.
Anche nel salotto ricorre un insieme organico di piastrelle della stessa manifattura mentre le due grandi camere da letto attigue sono dominate da due grandi dipinti murali. Più ascetici gli ambienti di lavoro, lo studio e l’annesso pensatoio, collocati a ponente sempre al livello superiore. L’atelier, spazio luminoso e neutro, a differenza dell’eterogeneità delle altre stanze e del giardino è contraddistinto dalle pareti bianche e segnato dalla tavolozza di Jorn che ancora riporta i suoi colori oltre che da un soppalco ligneo all’epoca usato anche per occasioni conviviali.

L’oggi e il domani: MuDA e Casa Jorn

Al 2002 risale la complessa operazione di restauro e musealizzazione che nel 2014 porta all’apertura al pubblico ma è bene ricordare che oltre all’esposizione permanente delle opere di Jorn, la casa ospita mostre temporanee, progetti speciali, residenze d’artista e il Centro Studi Asger Jorn, una raccolta libraria specializzata su Jorn, Albissola, l’Internazionale Situazionista e il Gruppo CoBrA, con volumi rari e preziosi messi a disposizione, in consultazione, della comunità scientifica e dei numerosi visitatori del museo (un terzo del pubblico proviene dall’estero e un quarto è danese).
In questi mesi Casa Museo Jorn è parte, insieme al Museo della Ceramica di Savona e al Centro Esposizioni del MuDA di Albisola della mostra “BAJ. Baj chez Baj”, a cura di Luca Bochicchio, visitabile fino al 30 marzo.
Enrico Baj, infatti, iniziava a sperimentare con l’argilla proprio ad Albissola, in occasione dello storico Incontro Internazionale della Ceramica, organizzato da Jorn nell’ambito del Movimento Internazionale per un Bauhaus Immaginista fondato insieme a Baj. L’occasione è quindi preziosa per ammirare i lavori realizzati dall’artista, tra il 1954 e il 1955, ospitati nelle stanze della Casa Museo, popolate temporaneamente dai gesticolanti Personaggi bifronte in terracotta e ingobbio e dalle stoviglie decorate in modo sperimentale per mettere in discussione il ruolo dell’artista nei confronti dell’industria.
Una villa imprevedibile: foto e immagini



