Un super attico lontano dagli stereotipi nei dintorni di Napoli
Una soluzione su due livelli offre ampio spazio per la quotidianità e la convivialità unendo antico e moderno, con un pizzico di glamour.
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All’ombra del Vesuvio, nella cittadina di Marano, Alberto Pomidoro e Paola Mazzola hanno deciso di ristrutturare un bello spazio su due livelli dove poter accogliere l’arrivo della loro bambina Simona, nonché la famiglia e gli amici nelle occasioni conviviali allargate.
Il progetto è stato affidato all’architetto Carmine Abate, che ha riorganizzato un attico e un superattico rispettivamente al sesto e settimo piano, per un totale di 240 mq interni e 100 mq esterni. Al sesto piano l’openspace si compone di zona giorno con cucina, area pranzo e living, più bagno ospiti, corridoio con armadiatura, lavanderia, dispensa, camera da letto (con cabina armadio e bagno), cameretta per la figlia e il suo bagno. Al piano superiore è stato ricavato uno spazio conviviale con cucina, zona pranzo, living e bagno, con un affaccio su un ampio terrazzo attrezzato.
Il progetto di ristrutturazione

All’interno dell’appartamento originale non c’era nulla da recuperare, era uno spazio molto anonimo con niente di particolare su cui soffermarsi. La sfida è stata quella di gestire una metratura relativamente ampia e farci stare tre camere, quattro bagni, doppia cucina e living senza risultare dispersivo e poco intimo
spiega l’architetto. Si è dunque trattato di trovare il giusto incastro fra i vari ambienti. Il punto di partenza è stato individuato nel lungo asse del corridoio, che inizia da un ingresso dipinto in rosso Cartier con inserti in ottone per poi trasformarsi in una passeggiata tra alberi in bianco e nero che accompagna il passaggio verso le stanze interne. La scala verso il piano superiore, realizzata in vetro dicroico che cambia colore a seconda della luce, è l’altro perno su cui si articola lo spazio. Grazie al materiale utilizzato riesce a polarizzare l’atmosfera dell’ambiente con una nota quasi glam.
Questo progetto ben rappresenta l’estetica di Carmine Abbate, che ama utilizzare elementi disegnati su misura e abbinare vari stili, epoche e riferimenti culturali per rendere il risultato unico e originale. Un orientamento che deriva dalla sua esperienza professionale, iniziata prima all’estero, a Parigi e a Lisbona, e proseguita poi a Napoli, dove si è stabilizzato, occupandosi di interni di residenze e spazi commerciali.
Il piano attico: quartier generale della famiglia

Al piano inferiore è stato allestito il quartier generale della casa. Qui si vive il quotidiano aiutati da una buona dose di funzionalità.
In una casa di due piani, se non ti organizzi bene il rischio è quello di avere tanto spazio ma poca utilità
afferma Paola.
Per esempio, nel corridoio quasi tutti i mobili e i complementi sono stati realizzati su misura per sostituire porte o ante ingombranti con una serie di pannelli in legno che lo trasformano in una grande spina dorsale, continua e compatta.

La zona giorno che accoglie è luminosa e annuncia fin da subito i criteri scelti per l’arredo. Il divano giallo prodotto da Ditre Italia (One Line Plain, design Anna Von Schewen) è abbinato a poltrone rivestite con tessuto Acro e a un tavolino nero, entrambi di modernariato.
Il mobile sotto la scala è Self Up di Rimadesio, disegnato da Giuseppe Bavuso. La zona pranzo vede un tavolo a disegno con top in marmo Portoro abbinato a sedie Apelle, design Beatriz Sempere, prodotte da Midj. Questo mix and match di antico e moderno è lo schema che ricorre in tutta la casa.
Nel lavoro dell’architetto dimenticare le proprie origini è un peccato, soprattutto da italiano e da napoletano. È un gesto di superbia che preclude la possibilità di scoprire il piacere di giustapporre e combinare continuamente forme, materiali, maniere e linguaggi
dice Carmine Abate. Le scelte sono state condivise fra i proprietari e l’architetto.
L’idea era di fare una casa che ci piacesse davvero senza la pressione di appartenere ad uno stereotipo predefinito, ma che rappresentasse la nostra passione, la moda, miscelandola a vecchi oggetti di famiglia, soprattutto di modernariato degli anni Settanta e della tradizione napoletana. Non puntavamo a fare la casa che piacesse a tutti, ma semplicemente una casa che sentissimo nostra. Ovviamente una casa anche pratica e comoda. Da poter vivere, non solo da vetrina. Il vero lusso per noi è questo
spiega Paola.

La zona cucina, organizzata davanti al living, riporta l’equilibrio con i toni del grigio. La composizione è Soul, firmata ernestomeda, abbinata agli sgabelli Volt di Pedrali. disegnati da Claudio Dondoli & Marco Pocci. A illuminare in modo puntuale il bancone laterale è la sospensione Diabolo di Achille Castiglioni per Flos, preferita in un bel bianco a contrasto.
Il piano superattico: perfetto per le réunion

Pensato come spazio completamente dedicato al tempo libero e ai momenti conviviali, il piano superiore si caratterizza soprattutto per un terrazzo attrezzato che offre una vista privilegiata sui dintorni. La palette cromatica è intonata all’ambiente: grigio, bianco, blu e azzurro ricorrono in terrazzo (come in cucina), dove spicca il tappeto di mattonelle Scenario di Marazzi quasi a simulare un angolo di mare privato.
Un occhio particolare per i bagni

Ai bagni è stata dedicata grande cura. Ognuno è diverso e sorprende per i toni accesi: giallo curry, rosso ciliegia, verde bosco e blu imperiale ricoprono sanitari, mobili, fino al vetro doccia. La soluzione per il lavabo, scelta identica per tutti ma declinata in colori differenti, mette in evidenza la geometria optical del pavimento in marmo Carrara e Marquinia, diversa per ciascun bagno.