Un po’ di Venezia a Milano

Autore:
Ali Filippini
  • Giornalista
Tempo di lettura: 6 minuti

Un sapore di venezianità attraversa l’importante progetto di ristrutturazione con cui riapre le porte lo storico Palazzo Venezia, ora nuova destinazione alberghiera nel cuore di Milano.

Un po’ di Venezia a Milano

Anche i più distratti noteranno il Leone di San Marco scolpito sulla facciata concava che caratterizza il palazzo in stile eclettico eretto a fine ‘800 dall’architetto Luca Beltrami per Generali Assicurazioni. La società ne ha mantenuto la sede fino al 2018 ed ora l’edificio è qualificato e convertito all’utilizzo alberghiero. Nella nuova veste di Gran Melià Palazzo Cordusio completa la trasformazione della piazza omonima e sintetizza bene la conservazione della memoria collettiva e del patrimonio storico, con il segno contemporaneo dell’architettura d’interni e del design che lo connotano internamente.

Una trasformazione operata progettualmente su un duplice fronte: lo Studio Marco Piva, incaricato della Direzione Artistica delle porzioni soggette a vincolo monumentale, dell’architettura degli interni, delle terrazze e della corte interna; mentre l’arredo delle 84 stanze, suites incluse, è degli architetti Alvaro e Adriana Sans dello studio spagnolo Asah specializzato in hôtellerie.

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Il restauro del palazzo

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foto: Andrea Martiradonna

L’attento restauro ha ripristinato la storicità di tutto l’involucro edilizio a partire dalle facciate esterne, passando per i serramenti: tutti gli infissi sono stati cambiati con telai in legno ad alta prestazione che riproducono la finitura e la geometria degli originali. Così come è stato mantenuto il portone storico, oggi ingresso principale dell’hotel, tramite la creazione di una seconda porta in vetro che fa da filtro. Qui gli ospiti trovano una prima hall, con tutte le funzioni d’accoglienza, mentre la vera reception è all’ultimo piano, sotto la cupola divenuta un simbolo di Piazza Cordusio. Restaurata anche la scala che porta alla lanterna di questa, con una suggestiva struttura in ferro battuto a geometria elicoidale per raggiungere il punto più alto dell’edificio dove ammirare a 360 gradi la città.

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foto: A. Martiradonna

Le terrazze vista Duomo

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foto: A. Martiradonna

Per ottenere il miglior punto di vista possibile dal bar dell’hotel è stato eseguito l’innalzamento della terrazza del quinto piano che volge su Piazza Mercanti ed il Duomo.

Sempre al quinto piano, visibile da Piazza dei Mercanti, è stata inoltre realizzata una pergola per dare l’effetto verde anche a livello strada. Al quarto, dove prima c’era il sottotetto, è stata creata un’ulteriore zona conviviale con un’altra una terrazza con vista sul Duomo.

Per tutte le terrazze sono state campionate le finiture di pavimento insieme alla Soprintendenza con l’obiettivo di conformarsi ai tipici terrazzi milanesi in legno.

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foto: M. Morra

La scenografica corte interna

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foto: M. Morra

Si tratta della parte sicuramente più scenografica convertita in uno spazio multifunzionale: per eventi, sala meeting, conference, colazioni, lobby. Lo spazio aperto, storicamente adibito a zona di rimessaggio dei cavalli, poi diventato parcheggio degli utilizzatori del palazzo, è restituito alla città attraverso la realizzazione di un’importante struttura vetrata in acciaio e vetro posta all’altezza del balcone del secondo piano.

Vi si accede dall’ingresso principale dell’Hotel, o attraverso i corpi scala/ascensori. Tutte le finestre affacciate sulla corte sono state convertire in vetrine espositive che possono essere allestite autonomamente.

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foto: A. Martiradonna

Il raddoppio dello spazio

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Un’ulteriore sfida è il collegamento del corpo principale di Palazzo Venezia con il più recente intervento del Palazzo Cassi-Ramelli di Via Mercanti, dove si sono trasferite delle parti della funzione alberghiera.

Ai piani intermedi si trovano alcuni spazi comuni che possono essere utilizzati dagli ospiti, tra cui tre Sale Meeting & Conference al piano secondo ed una Palestra al terzo, accessibile tramite una porta vetrata e caratterizzata da ampi specchi ed una serie di finestre che moltiplicano lo spazio che volge sulla Piazza Mercanti.

Al piano interrato, la SPA & Wellness Area, dove si è scavata una piscina al centro dello spazio posizionata virtualmente al di sotto della corte interna, con ambienti relax: sauna, bagno turco, docce emozionali e cascata di ghiaccio.

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Gli interni: l’omaggio alla venezianità

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Lo studio Asah si è lasciato guidare dalle reminiscenze veneziane evocate dal Palazzo. Il pavimento del quinto piano, per esempio, è in seminato veneziano realizzato con il marmo bianco per dare più luminosità allo spazio. Nelle camere, ma anche lungo i corridoi, dei tessuti in seta di Rubelli – storica manifattura tessile veneziana – sono incorniciati come opere d’arte.

E ancora dettagli sontuosi, come i soffitti in legno di noce, tende di velluto rosso lungo i corridoi, e interventi unici come una copia del mosaico della Provvidenza, visibile nella nicchia della facciata del palazzo, riprodotto sotto la cupola della reception.

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Le camere con tessuti Rubelli

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Le camere sono realizzate in legno di noce e marmo bianco. Il legno connota le parti di boiserie e le pannellature così come gli arredi più funzionali eseguiti su misura e realizzati dall’azienda Molteni. Il resto dell’arredamento, comprese le luci, è una selezione di arredi di produzione che include pezzi dei maestri del design milanese come Gio Ponti, Vico Magistretti, i fratelli Castiglioni, per arrivare a Patricia Urquiola.

Incorniciati come quadri, sopra il letto e nei bagni, i tessuti di quattro modelli e quattro colori, per rendere ogni camera diversa, presi dagli archivi storici della collezione Rubelli. Sono ispirati a quelli utilizzati sulle pareti dei palazzi veneziani e rendono unica la decorazione delle stanze. Solo nei bagni, per preservare il tessuto dall’umidità, i pattern decorativi sono stati trasferiti su ceramica grazie all’intervento dell’azienda Florim.

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Art curation

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Gabriela Sans, oltre che del design d’arredo, è stata incaricata di selezionare alcuni pezzi di vari artisti italiani e spagnoli, soprattutto di Maiorca (la catena alberghiera nasce lì), per completare il decor e l’esperienza al Gran Melia Palazzo Cordusio. Come in una galleria d’arte ogni oggetto, libro e scultura è stato selezionato assecondando un’idea di mostra permanente e include, per ora, le foto dell’italiano Guglielmo Profeti, le ceramiche di Dora Alzamora Good, le opere in pietra di Diego Sanchez Barcelo, gli oggetti di Valentina Cameranesi e di Bloc Studios.

Un po’ di Venezia a Milano: foto e immagini