Un fienile di vetro
La ristrutturazione di un edificio rurale nella campagna modenese regala un’abitazione aperta alla luce e all’ambiente dove l’unico confine è l’orizzonte.
Siamo a Bomporto, nei pressi di Modena, in mezzo alla Pianura Padana in un contesto caratterizzato dalla presenza di edifici agricoli dismessi, in stato di abbandono, e dai campi coltivati della pianura modenese. È qui che lo studio di architettura Archiplan di Mantova ha realizzato una casa familiare per una coppia intervenendo con un progetto di ristrutturazione di un vecchio fienile parzialmente danneggiato dal sisma di dodici anni fa.
L’edificio rivendica la propria appartenenza ai luoghi con un fronte principale dal carattere che i progettisti definiscono “aspro”, ovvero di primo acchito un po’ scorbutico e indisponente, al quale si contrappone uno spazio interno più domestico e soprattutto una grande facciata vetrata e schermata, valorizzata anche dalla visione notturna, aperta sull’orizzonte della campagna.
Uno spazio di relazione
Sono state mantenute le caratteristiche volumetriche del preesistente fienile – spiega l’architetto e socio dello studio Diego Cisi – cercando di sviluppare la distribuzione degli spazi interni in funzione della vita della coppia che abita la casa. Per mettere in relazione anche visiva la zona notte con la zona giorno e facilitare la comunicazione tra i due livelli, si è scelto di praticare un taglio nel solaio, usando il vetro per confinare la zona a ridosso della vasca free standing, creando una sorta di patio a doppia altezza.
La vasca, un modello dell’azienda mantovana Agape, si affaccia sulla campagna come la doccia al piano terra per mantenere la relazione con il paesaggio.
La doppia facciata: aperta e chiusa
Chiave di lettura dell’intero progetto è il trattamento delle facciate. Una chiusa, murata, con l’apertura dell’ingresso principale con l’anta in legno di prima patina (proveniente dallo smontaggio degli alpeggi) e le due finestre del piano superiore. Completamente vetrata, all’opposto, quella rivolta verso l’aperta campagna a mostrare come in una sezione tutto l’interno.
Questa facciata è connotata dall’uso delle grandi ante a doppia altezza che si aprono e chiudono a pacchetto mettendo il fronte in stretta relazione con il paesaggio e agendo, di fatto, come un filtro. Una volta chiuse, infatti, le doghe in larice non schermano del tutto le superfici, un effetto particolarmente di notte con la luce artificiale.
Tra gli elementi di dettaglio, il serramento del bagno al piano terra dalla cornice in legno, “ritagliato” come un quadro nella vetrata.
Gli arredi su misura per dividere lo spazio
Negli interni prevalgono il bianco e i colori neutri dei divani e del blocco sospeso della cucina modulare, entrambi su disegno, in modo da creare un ambiente luminoso, naturale, ulteriormente amplificato dalle doghe in rovere sbiancato del pavimento. L’ampia zona living del piano terra – con i corpi illuminanti di Viabizzuno, il tavolo Holborn disegnato da Philipp Mainzer per E15 e le sempre elegantissime Wishbone Chairs dell’azienda danese Carl Hansen & Son – con la zona relax, ospita il camino dal taglio moderno che cela la scala di collegamento con la zona notte.
In questa parte più intima e privata l’attenzione è catturata dai solai dipinti di bianco, completamente rifatti in legno seguendo il disegno preesistente. Lo spazio è del tutto attraversabile senza partizioni murarie, dal momento che la funzione di separazione è demandata dai grandi contenitori doppi con funzione di armadi (la profondità dell’anta è studiata per contenere le scarpe) e delle nicchie con i sanitari prospicenti la vasca. I lavabi del bagno sono anch’essi su disegno, i miscelatori di Cea Design.
La relazione con l’esterno
L’affaccio e la relazione dell’interno verso l’esterno e il giardino, risultano potenziate dal deck realizzato con assi in larice da ponteggio ricavato di fronte alla parete vetrata. Quest’area diventa nella bella stagione una sorta di terrazza che estende la fruibilità degli spazi a pianterreno.
Di fianco all’edificio si trova il volume, realizzato ex novo, dell’autorimessa, completamente in legno a ricordare le geometrie elementari degli edifici della Pianura Padana costruiti dai contadini e la bellezza per le cose semplici che ha ispirato l’intero progetto.
Lo studio
Archiplanstudio nasce nel 1997 su idea di Diego Cisi e di Stefano Gorni Silvestrini, che stabiliscono la loro attività professionale a Mantova. Il gruppo si configura come un insieme di progettisti che svolgono una continua attività di ricerca mirata a fornire soluzioni progettuali per le differenti esigenze del vivere contemporaneo. Lo studio ha realizzato negli anni edifici pubblici, privati, residenziali e commerciali. Si è occupato inoltre di progetti territoriali e di valorizzazione del paesaggio ed è attivo nel campo del disegno di interni e degli allestimenti.












