Un attico a Innsbruck racconta paesi lontani
Con una vista spettacolare sulla città e le cime intorno, l’appartamento, progettato dallo Studio Noa, è un open space dove souvenir esotici regalano carattere a interni dal gusto minimal e sobrio.

Siamo a Innsbruck, ma sembra di percepire forti e chiare le vibrazioni che arrivano da paesi lontani di Asia e Oceania. Nell’appartamento curato dallo studio Noa, infatti, si ritrovano le tante testimonianze del passato della proprietaria – speso fra Inghilterra, Singapore, Nuova Zelanda e altre località esotiche – che hanno contribuito a creare un’atmosfera particolarissima.
Lukas Rungger, socio fondatore di Noa, spiega
Ogni nostro design sviluppa una storia. In questo lavoro si è aggiunto un ulteriore aspetto personale, ovvero i ricordi di una vita che la committente portava con sé. Quadri, statue e oggetti artigianali che necessitavano di essere esposti in una scenografia perfetta.
Non è la prima volta che lo studio si confronta con la contaminazione fra culture diverse, già in altri progetti gli architetti hanno abilmente integrato l’estetica orientale in una visione occidentale. Nel caso di questo appartamento, la palette colori essenziale, gli arredi dalle linee pulite e lo spazio completamente aperto compongono lo sfondo ideale per lasciare emergere tutti i ricordi di viaggio conservati dalla proprietaria.
Luce e spazio si rincorrono

La pianta si sviluppa su 135 mq quasi interamente in piano, a eccezione della scala che porta alla terrazza sul tetto. Grandi vetrate delimitano tre lati dell’appartamento, trasformando la luce naturale in uno degli effetti speciali del progetto. Gli architetti, infatti, hanno disposto le diverse isole dell’abitare in accordo con la traiettoria del sole. A est, la luce del mattino illumina l’ingresso, dove si trova anche una piccola zona ufficio con scrivania e libreria. A sud-est un divano ad angolo domina la zona living, da cui si gode un panorama aperto sulla città. A sud lo spazio è occupato dai due blocchi freestanding della cucina, mentre la luce del tramonto si riversa sul tavolo da pranzo, posizionato a sud-ovest. A chiudere il percorso sono le due camere da letto, disposte sul lato ovest. La luce del sole si muove all’interno dell’attico durante tutto il giorno. Per questo il progetto è stato chiamato Omarama, ovvero “spazio di luce” nella lingua dei M?ori, popolo indigeno della Nuova Zelanda con cui la committente è entrata profondamente in contatto.
Suggestioni d’Oriente

Bianco, nero e legno naturale ricorrono in tutto lo spazio, interrotti da qualche punto di giallo zafferano. Gli arredi sono geometrici e asciutti, scaldati da lampade e boiserie in listelli di rovere che richiamano il gusto orientale. A catturare l’occhio con il loro esotismo sono i tre nón lá, i tipici cappelli di paglia a forma conica del Vietnam, appesi alle pareti vicino la scala, il grande quadro indiano nella zona da pranzo e la statua del guerriero con l’ombrello, proveniente dal Myanmar, collocata nella zona living.
Abbiamo voluto impiegare toni scuri, utilizzando quarzite nera, rovere verniciato, metallo. Attraverso l’espediente dei listelli in legno abbiamo scurito anche le pareti, in modo da tramutare l’ambiente in una quinta dall’atmosfera soffusa dove solo le Alpi e pochi oggetti selezionati siano al centro dell’attenzione
prosegue Niccolò Panzani, interior designer Noa.
Accuratezza e coerenza negli interni

Anche i materiali di arredi e rivestimenti sono stati selezionati con l’obiettivo di generare lo stesso contrasto cromatico. Per il piano della cucina, del mobile bar e per il coffee table è stata scelta la quarzite nera Noirblanc di Antolini, mentre per il tavolo da pranzo i progettisti hanno scelto la quarzite bianca Montblanc di Favorita. Bianco anche per le superfici dei bagni, dove le piastrelle della collezione Flora di Bottega Nove riprendono grandi foglie di palma polinesiana come motivo decorativo.
Tra i pezzi d’arredo spicca il grande divano Tufty-Time, design Patricia Urquiola per B&B Italia, un’isola panoramica di relax. Le sedie in pelle nera sono della collezione Era Chair, disegnate da David Lopez Quincoces per Living Divani, mentre quelle in pelle nabuk zafferano appartengono alla collezione Gemma di Draga & Aurel per Baxter. Fra i punti luce si riconoscono le lampade in carta di riso Paper Pendant per vipp e le lampade Hat di Aromas del Campo. L’insieme risulta piacevolmente equilibrato e curato.